(H)omo tremens

(H)omo tremens

Lontani sono i tempi del cuore, dell’indignazione e dello scandalo.

Ennesimo attentato contro gli europei, ennesimo islamico assassino cullato nel ventre di mamma Europa, ma reazioni diversissime.

Consumati i gessetti, salmodiate a squarciagola le melodiche bestemmie di John Lennon, in difetto di palloncini, di fiorellini e di dichiarazioni più idiote che banali, la strage di Berlino ci sfiora, ma non ci tocca.

Sotto i cinquanta morti, ormai non postiamo nemmeno uno straccio di “Je suis…”, “ich bin….” per l’occasione; sotto una certa cifra, il terrorista ci sembra quasi buono e, se non buono, integrabile, e se non integrabile, accettabile.

“Dodici morti”, pensa il bipede europeo, “ci posso stare!”

Ormai sono più di quattro milioni gli islamici in Germania ed un altro milione i clandestini, loro correligionari, invitati dalla Merkel a mangiare a sbafo, a stuprare le sue connazionali, a prendere i tedeschi a revolverate o a “camionate”, Nizza style.

E’ il prezzo da pagare all’integrazione… fino a quando saremo tutti i morti? O fin quando saremo tutti islamici?

Non è dato sapere!

Quel che si sa è che esiste una pax islamica, come esisteva una pax romana: la prima consiste nell’asservimento dell’intera umanità ad Allah (solo allora il Corano promette la fine delle ostilità!) o nell’annientamento fisico di chi islamico non vuol diventare… una pace eterna dedicata agli “irriducibili”,che assicura, ovviamente, una rapida avanzata dell’Islam sul pianeta.

 Facebook che, lo si critichi quanto si vuole, ma è l’agorà del mondo contemporaneo, la piazza del pianeta, stamattina è desolatamente orfano di bandierine tedesche; boccheggia, qui e lì, mezze frasi di circostanza, ma non più di tanto.

Lontani sono i tempi del cuore, dell’indignazione  e dello scandalo. E lontanissimo è il Bataclan!

Ci stiamo abituando!

Abbiamo combattuto il pericolo islamico alla maniera dei vili e  degli smidollati: fingendo che non esistesse.

Quando non l’abbiamo più potuto nascondere nemmeno alla nostra recalcitrante coscienza, temendo di doverci armare, abbiamo finto che non fosse davvero pericoloso.

Constatato che lo è, abbiamo reagito “democraticamente”, mettendo in campo la nostra superiorità morale, fatta di disegnini sull’asfalto e di candeline accese, che, però, non hanno convinto quegli spavaldi di terroristi, ed ora, di fronte alla cruda realtà, ci ritiriamo nel bozzolo dell’individualismo e della assuefazione.

Tolte le croci dagli edifici pubblici, disfatto il presepe, negate le recite religiose a scuola, servito il  menù halal e condotte le scolaresche in moschea, scopriamo che l’islamico nostrano ha i mercatini di Natale in gran dispitto.

La soluzione è dunque a portata di mano: aboliamoli!

Forse si convincerà a non farci fuori… o almeno più raramente… o almeno con più grazia!

Settant’anni di democrazia ed ecco l’homo tremens, o meglio, l’omo tremens… un po’ gaio, un po’ fesso, totalmente imbelle.

Merita di sopravvivere? Non lo so più!