L’Italia non è uno Stato laico. Ecco perché

L’Italia non è uno Stato laico. Ecco perché

Le imminenti festività portano alla ribalta l’annosa questione per la quale lo Stato italiano, nato dalla cosiddetta “resistenza antifascista”, come dicono taluni, è uno Stato laico. Vediamo perché tutto ciò è falso e come, inoltre, esistano delle evidenti contraddizioni in termini.

Innanzitutto, è necessario richiamare due articoli della Costituzione (proprio quella “nata dalla resistenza antifascista”):

Art.7: lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8: tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

Per prima cosa, mettiamo ciò a paragone con un articolo del Manifesto di Verona,  che potremmo definire la “Costituzione Fascista”, in quanto carta fondamentale della R.S.I.:

Art. 6: la Religione della Repubblica è la Cattolica Apostolica Romana. Ogni altro culto che non contrasti alle leggi è rispettato.

Posto che l’Art. 6 del Manifesto di Verona dà per scontati i Patti Lateranensi, il lettore potrà certamente comprendere come non vi siano differenze sostanziali tra gli Art. 7 ed 8 dell’attuale Costituzione e l’Art. 6 del Manifesto di Verona. La cosa interessante da notare è che, nonostante gli Art. 7 ed 8 siano figli della “resistenza antifascista”, la Religione Cattolica è rimasta Religione di Stato fino al 1984, quando il Governo Craxi modificò tale punto dei Patti Lateranensi. Quindi, questa palese contraddizione è andata avanti per quasi 50 anni dalla nascita di questa Repubblica.

Non vi è solo questo, però.

Infatti, dobbiamo notare che le cosiddette “feste comandate” sono praticamente tutte cattoliche e che, in questi giorni, non si lavora. Certamente, si potrebbe dire che molti lavorano, ma sono comunque una piccola parte dei lavoratori. Se, quindi, nelle giornate dei festeggiamenti cattolici non si deve (o dovrebbe) lavorare, significa che lo Stato non è laico, in quanto dà indicazioni sui giorni di riposo, e questi ricadono (anche) in festività cristiane (d’altra parte, anche ciò è garantito e regolato dalla modifica dei Patti Lateranensi, firmata anche da Craxi).

Dobbiamo dire, prima di proseguire, che uno Stato laico è tale se non prende posizione in campo religioso, etico e morale, ma vi rimane neutrale. Per quanto riguarda lo Stato italiano, non è così e i recenti accadimenti legislativi lo dimostrano.

Infatti, l’approvazione del DDL Cirinnà, dando la possibilità alle coppie omosessuali di accedere ad uno pseudo-matrimonio, mostrano che lo Stato ha certamente preso posizione in campo etico e morale (e, in particolare, schierandosi contro tutte le religioni, che però dice di “difendere”), il che significa, come abbiamo detto, che, avendo preso una posizione, lo Stato esula dalla laicità.

Con queste poche righe, abbiamo voluto mettere in luce una ricorrente bugia (che, in realtà, stante così le cose, fa piacere e comodo a noi Cattolici). Si potrebbe dire molto altro su questo argomento, ma lo lasceremo alle riflessioni personali di ciascuno, con la speranza che anche ciò possa servire da scintilla a tutti quei lettori a cui sta a cuore che la Religione Cattolica torni ad avere il suo giusto ruolo di guida d’Italia e d’Europa contro il giacobinismo, figlio della Rivoluzione Francese, ancora oggi imperante nel Vecchio Continente.