Guglielmo Marconi, scienziato ed eroe

Guglielmo Marconi, scienziato ed eroe

Che cos’è l’eroismo? Quando sentiamo questa parola, immaginiamo subito uno scenario di battaglia o una situazione critica in cui un individuo rischia, o perde, la propria vita per salvarne altre; in generale, associamo l’eroismo ad azioni più o meno grandiose che implicano coraggio e abnegazione.

Ma noi vogliamo estendere il significato anche nel campo scientifico, in particolare ai casi in cui la scienza salva vite umane. E questo risultato fu raggiunto, dopo lunghi studi e ricerche, dal genio di Guglielmo Marconi.

Fino alla fine del XIX secolo, le comunicazioni telegrafiche erano esclusivamente cablate, comprese quelle tra Europa e America, tramite il famoso cavo sottomarino. Lo scienziato bolognese riuscì invece a brevettare un sistema di comunicazione “senza fili”, che lo portò nel 1897 alla fondazione della Marconi Wireless Telegraph Company e nel 1901 a realizzare il primo contatto transoceanico via radio. A questo traguardo ne seguirono altri, tra cui la realizzazione di comunicazioni con le colonie e del primo servizio di radiotelegrafia militare su larga scala, oltre che la conquista del Premio Nobel per la Fisica con la motivazione “… a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili” nel 1909.

Ma fu il settore marittimo quello che beneficiò di più dell’invenzione, con la possibilità di mettere in comunicazione i piroscafi con la terraferma o con altre unità, in modo da garantire maggior scambio di informazioni e, quindi, maggior sicurezza sulle rotte.

Alle 11.45 del 14 aprile 1912, il transatlantico Titanic urtò l’iceberg che causò, in appena due ore, l’affondamento più tristemente noto della storia. Dal momento della collisione fino a che ce ne fu possibilità, dalla Marconi room i due ufficiali marconisti (facenti parte della già citata società Marconi) trasmisero ininterrottamente richieste di aiuto. Grazie alla scoperta di Marconi, perciò, i superstiti furono tratti in salvo da un piroscafo giunto in soccorso. All’inchiesta che ne seguì, a New York, fu chiamato anche Marconi stesso, il quale, intervistato dalla stampa, disse: “Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata”. Sempre a New York, il comitato di superstiti consegnò allo scienziato una targa in segno di gratitudine e l’ufficiale marconista in seconda Harold Bride ricevette un premio consegnato da Marconi in persona per essere rimasto al suo posto fino alla fine.

Con l’avvento al potere del Fascismo, Marconi ricevette la nomina prima a presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1927, poi della Regia Accademia d’Italia (oggi Accademia Nazionale dei Lincei), entrando automaticamente a far parte del Gran Consiglio del Fascismo.

Marconi non nascose mai le sue simpatie ed il suo sostegno verso il governo Mussolini. In un discorso affermò: “Rivendico l’onore di essere stato in radiotelegrafia il primo fascista, il primo a riconoscere l’utilità di riunire in fascio i raggi elettrici, come Mussolini ha riconosciuto per primo in campo politico la necessità di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d’Italia”. In un discorso in Senato, Mussolini disse dello scienziato: “Nessuna meraviglia che Marconi abbracciasse, sin dalla vigilia, la dottrina delle Camicie Nere, orgogliose di averlo nei loro ranghi”. Ed infine, durante un congresso della Società Italiana per il Progresso delle Scienze, tenutosi a Trento e Bolzano, Marconi affermò: “Il mio saluto è esultante per il compiacimento di trovarmi tra i fratelli del Trentino, in una grande manifestazione prettamente italiana, che si svolge sul suolo riconquistato alla grande Madre sotto la guida del Re vittorioso, mentre il segnacolo della Patria sventola sicuro sul Brennero e al compimento dei nostri destini presiede e provvede la mente vigile e alerte del Duce”.

Fu anche presidente dell’Istituto Treccani e del Centro Internazionale Radio Medico. Nel 1936, la BBC effettuò le prime trasmissioni televisive grazie all’invenzione di Marconi, il quale, tuttavia, era stato estromesso da tali trasmissioni l’anno prima, a causa delle sanzioni dovute alla guerra d’Abissinia.

Guglielmo Marconi morì il 20 luglio 1937 a causa di una crisi cardiaca. In segno di lutto, tutte le stazioni radio del mondo interruppero le trasmissioni per due minuti; il giorno dopo, una folla di oltre 500.000 persone partecipò ai funerali dello scienziato, con la presenza di Mussolini stesso.

Il fatto di essere stato così vicino al regime avrebbe dovuto, com’è accaduto a molti altri intellettuali, renderlo passibile della damnatio memoriae, sminuendone i successi, oppure inventando qualche assurda teoria sulla falsità del suo rapporto col Fascismo. Nonostante la propaganda antifascista tenda ad insabbiare e calunniare, il genio di Marconi sopravvive tuttora alla morte corporale del grande scienziato, sulla toponomastica, sui nomi di scuole e istituti e persino sull’aeroporto di Bologna.

Curiosamente, l’anniversario della nascita di Guglielmo Marconi ricorre il 25 aprile, dandoci qualcosa da festeggiare davvero, un vero orgoglio nazionale per aver dato i natali a chi contribuì a rendere grande il nome d’Italia nel mondo.