Guerre non convenzionali

Guerre non convenzionali

La Dr. Schwarz-Herion, oltre ad essere una detective privata, è anche ricercatrice presso lo Stuttgart Institute of Management and Technology, ed è laureata in scienze economiche.

Fra le sue varie pubblicazioni, che trattano di ecologia, politica internazionale e investigazioni criminali, mi è capitato di leggere un articolo di estremo interesse sulla rivista della World Association of Detectives (n.18, Dic. 2016).

Il pezzo tratta delle tecnologie applicate alla modificazione climatica. Di primo acchito, potrebbe apparire argomento di fantascienza, ma si scopre ben presto che rispecchia la pura realtà, come dimostrano i fatti che seguono.

Nel 1997, l’allora ministro della Difesa degli USA metteva in guardia il governo su un possibile attacco terroristico per mezzo di cambiamenti climatici indotti. Ah, questi terroristi… Peccato che siano proprio gli americani ad avere studiato e messo in atto varie tecnologie per sostituirsi alla natura per scopi non proprio pacifici!

Cerchiamo quindi di andare con ordine e di illustrare con quanta abnegazione e dispendio di energie si sia giunti a tali follie scientifiche.

Nel lontano 1970, l’americano sionista Zbigniew Brzezinski, membro del Council on Foreign Relations, dichiarò che i leader delle più grandi nazioni potrebbero usare “…tecniche di modificazione climatica… per provocare periodi di tempeste e altre calamità naturali” come tipologia di guerra segreta. Uno dei soliti inquietanti auspici o progetti del CFR. Brzezinski ovviamente non parlava a vanvera e, molto probabilmente, era a conoscenza di progetti già avanzati come questi:

Progetto Cirrus, sviluppato in comune da General Electric, Esercito, Marina e Aeronautica degli Stati Uniti già dalla fine degli anni ’40. Riuscirono a provocare nevicate artificiali mediante il lancio di palline di ghiaccio secco da un aereo verso uno strato di nuvole molto fredde e a modificare una tempesta introducendo ghiaccio secco, facendogli cambiare direzione verso la costa est degli USA, colpendo così la città di Savannah con raffiche di 85 miglia orarie, provocando alluvioni e causando danni per milioni di dollari e la morte di una persona.

Progetto Cumulus (1949-1955): la UK Royal Air Force rilasciò varie sostanze, incluso ghiaccio secco, ioduro d’argento e sale nell’atmosfera ad elevata altitudine, provocando piogge nel sud dell’Inghilterra. Nel 1952, l’alluvione di Lynmouth provocò 34 vittime.

– Nel 1966, un programma di cambiamento climatico di un membro della NASA fu raccomandato alla Interdepartmental Committee for Atmospheric Sciences.

– Con il progetto Pop Eye (1967-1972) si utilizzarono “semine” di nuvole per estendere la stagione dei monsoni in tutto il sud-est dell’Asia, con l’obiettivo di inondare con una enorme quantità di fango le rotte di approvvigionamento disposte in modo particolare sulla Ho Chi Minh Trail.

In seguito alla fuga di notizie circa l’uso di armi non convenzionali, il Senato degli Stati Uniti ha proposto un accordo internazionale volto a proibire l’uso di qualsiasi attività di modificazione climatica e geofisica, inclusi terremoti e tsunami. Ma pare siano state solo belle parole…

Infatti, risulta che numerosi brevetti inerenti tecniche di modificazioni ambientali siano stati concessi dal USPTD (l’ufficio brevetti USA) negli anni seguenti, incluso il brevetto n. 4.686.605 Eastlund concernente “metodi e apparati per l’alterazione dell’atmosfera terrestre, della ionosfera, e/o magnetosfera”, rilasciato alla APTI (Advanced Power Tecnologies Inc.) nel 1987.

L’anno seguente, il New York Times scrive che tale James Hansen della NASA ha affermato che, con ogni probabilità, il trend del riscaldamento globale è causato da un accumulo di “diossido di carbonio e altri gas artificiali immessi nell’atmosfera”, senza però menzionare il brevetto Eastlund e quello US 2963975, un vettore rilasciante “diossido di carbonio liquido sotto pressione”.  Ma c’è dell’altro, ampiamente documentato.

La struttura di riscaldamento della ionosfera della High Frequency Active Auroral Research Project (HAARP) è stata costruita dalla British Aerospace System (BAES) e dalla Raytheon Corporation.

La HAARP è composta da scienziati, società private, enti governativi e laboratori di ricerca delle forze armate USA e dalla DARPA, l’agenzia di ricerca avanzata della Difesa. Ha iniziato la sua attività nel 1992 tramite la APTI, proprietaria del brevetto Eastlund, successivamente venduto alla Raytheon Corporation.

Ma c’è un fatto alquanto misterioso e a dir poco inquietante: alcuni dirigenti della Raytheon appaiono nella lista passeggeri degli aerei dell’American Airlines Flights schiantatisi l’11 Settembre 2001. È naturale chiedersi se quei poveracci non fossero, loro malgrado, portatori di brevetti segreti che, per qualche recondito motivo, dovessero sparire. Ovviamente, non lo sapremo mai.

In ogni caso, i compiti della HAARP sono stati presi in carico direttamente dalla DARPA a partire dal 2013, ossia dall’agenzia di ricerca della Difesa. Nello stesso anno, la CIA e la National Academy of Sciences (NAS) studiano un intervento su larga scala per intervenire sul sistema climatico terrestre.

In seguito, si sono succeduti una serie di disastri ambientali, incluse le alluvioni in varie zone del mondo. C’è da domandarsi se questi disastri (simultanei) in diversi continenti non siano il risultato di esperimenti per un cambiamento climatico artificiale, così come ampiamente auspicato dal documento di ricerca “Possedere il clima entro il 2025”, redatto dalla Defence School nel 1996, e presentato ufficialmente alla US Air Force.

Ma il CFR (Council on Foreign Relations) guarda caso è sempre coinvolto in questi bizzarri e stravaganti progetti – sempre ovviamente nell’ottica della pace universale, s’intende.

Nel giugno del 2016, il direttore della CIA Brennan ha tenuto un discorso sulle tecnologie avanzate per la modificazione ambientale (geo-engineering, per gli americani) – guarda caso – proprio a un convegno del CFR. E perché mai il direttore della CIA è intervenuto, in veste ufficiale, ad un convegno del noto think-tank? E cosa mai aveva da dire a questi signori del mondo? Che “sul fronte geopolitico, il potenziale tecnologico per alterare il clima a vantaggio di alcune nazioni e a discapito di altre potrebbe innescare una dura opposizione”. Una ovvietà, ma non crediamo che al CFR si siano persuasi. Di certo, deve aver ben spiegato il direttore che tale tecnologia include la produzione di nuvole artificiali e un largo uso di biossido di zolfo (SO2), il quale non solo distrugge le essenziali vitamine B1 e B12, ma è anche velenoso e può causare paralisi respiratorie.

Come al solito, per l’establishment americano il pericolo viene dall’esterno (terrorismo islamico, Russia e via discorrendo), e mai il popolo americano viene messo al corrente che il nemico, spesso e volentieri, dimora fra le mura dei palazzi del potere della nazione.