Forza Nuova: il nazionalismo 2.0

Forza Nuova: il nazionalismo 2.0

Pubblichiamo l’intervista che Roberto Fiore ha rilasciato a Camilla Doninelli per il quotidiano indipendente L’Indro

Il prossimo 11 febbraio, a Genova, si terrà la convention FOR A EUROPE OF FATHERLANDS”,   promossa dal partito europeo Alliance for Peace and Freedom, di cui Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, è il presidente. Se ne parla in un contesto più grande, il ritorno in Europa di forze politiche estreme che basano la loro filosofia sulla sovranità nazionale. Cerchiamo di tenerlo sempre bene a mente. Comunque, basta vedere i primi dieci giorni di Donald Trump, per farci almeno domandare che la politica del post guerra che conosciamo deve ridefinirsi, o meglio capire, incominciare ad interrogarsi su cosa sta sbagliando, visto che l’elettorato ha orientato o sta portando il proprio interesse verso altre situazioni. Anche nella stessa Europa, Polonia e Ungheria solo per citare alcuni casi, le idee di liberalismo, di multiculturalismo hanno lasciato spazio ad un forte sentimento nazionalista.

Il partito di Forza Nuova, nato nel 1997, si basa sulla «radicale critica alla cultura dominante e la sua netta contrapposizione al cosiddetto mondo moderno, in nome di principi e valori perenni sui quali riedificare la Civiltà, essi fanno di Forza Nuova una realtà politico-ideale non assimilabile alle altre esistenti. […] ‘Dio, Patria, Famiglia, Lavoro’ è il motto che declina i princìpi cardine dell’azione forzanovista; vera linfa vitale per la vita di ogni consorzio umano associato, chiamato ad edificare civiltà e vero progresso, ossia a realizzare la forma più alta possibile di convivenza tra gli uomini, che è tale solo se conforme alla verità oggettiva che caratterizza l’esistente».

Certo che inserire questa visione in un mondo globalizzato, dove i confini ormai non esistono e dove si combatte per un’unione e un rispetto unico, è difficile da capire. Ma senza pregiudizi politici o di qualsiasi genere, abbiamo chiesto direttamente a Roberto Fiore cosa vuol dire.

Forza Nuova: chi siete? Fascisti, neofascisti, oppure siete un movimento populista?

Negli ultimi decenni, si è sviluppata in Europa, e noi ne siamo in un certo senso protagonisti, un’ala politica che potremmo definire nazional popolare, o nazional rivoluzionaria, che è difficilmente ancorabile alla destra, ma anche all’estrema destra classica e, tanto meno, agli schieramenti classici. Che cosa rende quest’ala particolarmente importante? Il fatto che, in piena esplosione dei populismi, ci si rende conto che il populismo stesso contro il sistema non è alla fine vincente, perché il sistema è più forte nelle sue idealità, anche se queste idealità sono negative. Forza Nuova, come i suoi alleati europei, ha sviluppato un’idea politica radicale e rivoluzionaria che, in questo momento, se accompagnata ai populismi, rende possibile la vittoria.

Quello che vi differenzia dagli altri è una forte identità che ha un riflesso europeo, questo è quello che vuole dire?

Noi abbiamo sempre avuto una tradizione europea e un grande sentimento per l’Europa definito in maniera molto chiara, un’Europa cristiana, romana e greca; contro la globalizzazione. Un’Europa delle patrie, l’abbiamo sempre ben definita. In questo momento, è come se noi stessimo assistendo, in un certo senso, ad un fenomeno che ora spiego.
L’Europa sta ricreando se stessa ad Est, vale a dire in quei Paesi dove il populismo è stato sostituito da qualcosa di più efficace e più forte. Ad esempio, in Polonia quello che sta cambiando l’intero paese in modo radicale e definitivo sono i valori fondamentali, e ciò è vincente o ha quasi vinto.
In Slovacchia, Marian Kotleba, che è un nostro alleato, governa la regione di di Banská Bystrica. Al contrario del populismo, che non governa da nessuna parte.
Se andiamo a vedere bene questi enormi movimenti populisti stranamente arrivano al 20, 30, 40%, ma non governano. Noi in un caso specifico (la regione della Slovacchia) governiamo. Perché nel momento in cui le nostre idee attecchiscono e si radicano, poi è impossibile eliminarle, perché incontrano il favore dei popoli.

Quindi stiamo dando un senso diverso ai vari populismi?

No. Sono dei politici che sollevano dei malumori e delle idee poco chiare, solo seguite dalle genti. Perché questo si trasformi in qualcosa di chiaro, di forte e determinato, servono i movimenti come il nostro.

A livello italiano, prendiamo come esempio il Movimento 5 Stelle; come lo considerate?

A loro manca molto di più. A loro manca il carattere politico. I 5 Stelle sono molto particolari, non hanno le sezioni dove la gente si incontra e dibatte; non hanno idee e non hanno un programma, non hanno nulla.
Direi che nel discorso populista inserirei anche buona parte del centro-destra, anche se in realtà il centro-destra ha governato. Vale a dire che c’è una spinta populista nel centro-destra, che non è solo la Lega, ma anche Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma questa spinta populista o va verso il centro-destra, e quindi va verso Maroni o Zaia, quelli che governano, oppure inizia a fare qualcosa di differente, quindi legato ad un discorso più forte, politicamente chiaro, che significa sovranità: come la sovranità monetaria.
Il sistema italiano è particolarmente sofisticato: cerca di assimilarti e quando ti assimila lo fa attraverso il compromesso, i ricatti. C’è bisogno di uomini nuovi, di idee chiare e forti e di nessun compromesso con il sistema, e questo non significa non fare un compromesso a livello locale (come ad esempio nelle città).
Il sistema come modus operandi e come mentalità deve rimanere antitetico rispetto a chi vuole cambiare l’Italia. Un sistema che deve smantellare le connessioni, come con la mafia, un sistema duro. Fino ad oggi, non c’è stato ancora un movimento che abbia avuto il coraggio di stare al di fuori pienamente e di sfidare questo sistema nel massimo dibattito politico.
I 5 Stelle partono da una genesi particolare. Adesso si oppongono alla nostra convention a Genova, loro che sono i portatori delle massime espressioni di libertà. Eppure Grillo era un discepolo di Giacinto Auriti, massimo teorico della sovranità monetaria. Grillo ha disconosciuto tutto, mentre noi continuiamo a essere portatori di quella visione. Sovranità, libertà e ricchezza al popolo piuttosto che nelle casse delle banche.

Quindi, secondo Forza Nuova, dove sbaglia la politica italiana?

C’è una visione di tipo machiavellico. L’Italia è stata sempre uno scontro tra logge e fazioncine. L’utilizzo dell’inganno per il raggiungimento del fine politico. Tutta questa mentalità deve essere completamente cambiata. Ecco perché noi ci rifacciamo a Corneliu Zelea Codreanu, romeno degli anni ’30. Lui era un anti-machiavellico. Non si possono usare dei sistemi negativi per affermare dei principi positivi.

Forza Nuova in Europa e l’Europa. Che cosa sta succedendo?

La legge europea contempla il Partito Europeo, che è un’istituzione favorita, incoraggiata e finanziata dal Parlamento europeo che vuole l’aggregazione di parlamentari di almeno sette paesi europei (cosa che noi abbiamo fatto) e un’attività politica che giustifichi questa aggregazione. Noi siamo andati in Siria due volte, in Russia abbiamo fatto una serie di pubblicazioni. La sinistra e le lobby hanno deciso di lanciare una crociata contro di noi e hanno sostenuto il punto, che è quello da dirimere, che il nostro partito non ha dei valori europei.
Qui siamo nel campo dell’opinione gratuita. Noi abbiamo un’idea precisa di un’Europa forte e ci sembra bizzarro che persone che stanno vedendo il loro progetto di Europa vacillare parlino di noi come anti-europei. Questo è un incontro che avverrà il 9 febbraio, in cui sarò chiamato a difendere i nostri valori europei, la nostra idea e a vedere come questa è compatibile con il Parlamento europeo. Significa che viene data la ‘patente’ di partito europeo, automaticamente sarà legittimata la nostra posizione e noi potremmo colorare gran parte del movimento populista d’Europa. Soprattutto nell’Ovest.

Si vuole evitare, nel pensare comune, un nuovo partito di destra?

Non sono preoccupati di un nuovo partito di destra. Sono preoccupati di un partito che metta assieme uomini che hanno una vasta esperienza politica e una serie di contatti estesissimi su tutto il continente europeo. Uomini che hanno aperto le porte della Siria, quando nessun politico europeo andava, uomini che hanno iniziato a fare un discorso con la Russia: mai più guerre tra fratelli. Vogliono bloccare questa particolare formazione, che non è di destra, è rivoluzionaria, nazionale, cristiana.

La paura di partiti estremisti esiste, basta vedere Le Pen, i partiti fiamminghi. Adesso siete voi il pericolo?

Va detto che anche la Le Pen ha subìto, più il padre, un ostracismo totale. Certe formazioni sono state sempre affrontate con un certo ostracismo. Noi siamo ai livelli più alti, perché siamo più pericolosi per loro. Non per il popolo. In Polonia e da altre parti non c’è questa situazione, la gente è tranquilla, non come in Italia, dove la gente non sa dove andare e cosa fare. Se noi rappresentiamo un pericolo? Certo, ma per il sistema, non per l’ordine pubblico. Uno dei nostri slogan fondamentali è ‘ordine contro il caos’.

Immigrazione. Siamo in un mondo multiculturale dove i flussi migratori (di varia natura e motivo) non si possono fermare. Integrazione o chiusura totale all’interno dei propri confini?

Stiamo dicendo la stessa cosa dall’anno della nostra nascita. Nel 1997, abbiamo stilato i famosi otto punti, tra cui il blocco dell’immigrazione e, sostanzialmente, il rimpatrio degli immigrati e un profondo impegno dell’Europa nel continente nero. E’ validissimo anche oggi. Il problema va visto alla radice. Adesso qualcosa di buono sta accadendo all’interno dello Stato, vale a dire la circolare Gabrielli è dura. Se venisse applicata, sarebbe l’inizio di un processo positivo. Blocco di coloro che non sono rifugiati, ma immigrati che non hanno lavoro e devono essere rimpatriati. Già questo sarebbe un enorme successo. Se uno va a Castel Volturno, una cittadina di 25mila abitanti con 17mila extracomunitari che controllano il mercato dello spaccio e della prostituzione, vede qualcosa di non accettabile. Non si può vivere. E’ stata trasformata in un inferno. Responsabile anche Saviano, che, qualche anno fa, disse che Castel Volturno poteva essere un grande esperimento, una comune di coesione. Ma di cosa stiamo parlando? C’è stata solo l’acquiescenza sui traffici. Sembra di stare ad Aleppo.
C’è poi l’esempio della sostituzione dei popoli in Basilicata. Il tutto finanziato da businessman egiziani e dalla Fondazione Clinton. Adesso la Fondazione ha grandi difficoltà e questi progetti si stanno fermando.

Quindi Forza Nuova avalla e sostiene la politica di Trump? E’ stato contestato fortemente, è antidemocratico?

Io sono a favore. Ha capito che o si muove con maxima celeritate o lo ammazzano. E’ costretto per sopravvivere a farne ogni giorno una. Le cose su cui ha agito finora? Sembra di vedere il programma di Forza Nuova: difesa della vita sin dal concepimento, contro la finanza internazionale, contro l’immigrazione. Il nostro programma. Trump non è populista, potrebbe essere il prototipo di uno che vuole rivoluzionare il Paese su principi nazionali e cristiani. Si caratterizza come più a “destra” di Le Pen. Secondo me ha una visione della società molto seria, che non fa prigionieri. O vince lui o vince Soros.

Forza Nuova e le elezioni nazionali. Vedete qualche ipotetico alleato nel centro-destra attuale?

Posso semplificare, dove c’è Berlusconi non possiamo esserci noi. Se la Lega e Fratelli d’Italia dovessero iniziare il loro percorso, che oggi verrebbe chiamato sovranista, noi saremmo molto interessati. Ma conoscendo l’Italia e questo sistema, riteniamo che sia molto difficile.
Berlusconi mantiene un’ipoteca molto forte, che pregiudica qualsiasi tentativo di creare un’Italia libera e sovrana. Impossibile con Berlusconi lì, difficile con Salvini e Meloni.

La vostra Convention di Genova. Che cosa è? Che rappresenta? Il Sindaco di Genova è fortemente contrario…

Ci saranno altri esponenti europei. E’ una convention che ha un obiettivo: quello di iniziare a portare queste correnti nuove in Italia. Il panorama italiano è statico, si parla ancora di D’Alema, i 5 Stelle non si capisce cosa siano, non c’è nessuna brezza di novità. Tutte le televisioni e la stampa mainstream hanno ordine specifico di non trattare mai di Forza Nuova, così come i talk show in televisione. Questo non è un segreto. La trasmissione elettorale più vista nel 2013 fu quella nostra. Noi superammo tutti i più grandi partiti, perché c’era la curiosità.
La possibile novità in Italia viene bloccata in questo modo. L’Europa sta cambiando, il vento della Polonia, dell’Ungheria o della Slovacchia o della Russia sta entrando in Europa, quanto lo vogliamo far tardare? C’è un nostro vecchio slogan di Terza Posizione: ‘La rivoluzione è come il vento, non la si può fermare, le si può solo far perdere tempo’.