Viva la Monaca di Monza!

Viva la Monaca di Monza!

La suora che in Spagna ha bestemmiato i nomi di Maria e di Giuseppe, attribuendo loro passioni tutte terrene e carnali, ha provocato polemiche e indignazione, peraltro sacrosante!

Confesso che a me la nuova teologia da manicomio ampiamente frequentata da personaggi ben più in alto della loquace spagnola d’Argentina non suscita tanto rabbia quanto nostalgia, una nostalgia che non si dovrebbe provare, ma che, arrivati a questo punto, credo sia giustificata e, lo spero per l’anima mia, giustificabile!

E’ il rimpianto per un certo tipo di peccati, che, difronte alle enormità blasfeme di suor Lucia Caram, mi paiono lievi, comprensibilissime mancanze.

Sono le tentazioni alle quali hanno ceduto e cedono uomini e donne di Chiesa che, come Gertrude, la monaca di Monza, antepongono la passione carnale al giuramento.

A lei e allo “scellerato” Egidio, Alessandro Manzoni dedica la più bella aposiopesi della nostra letteratura (la sventurata rispose); per tutti gli altri, peccatori per debolezza più che per malizia, ho oggi un pensiero quasi affettuoso, consapevole che le umane fragilità scalfiscono la fedeltà a Cristo, ma la bestemmia, l’apostasia, l’abiura scavano ferite profondissime, spesso in nessun modo rimarginabili.

Dio, “quei che volentier perdona”, definizione dantesca che è un trattato di teologia riassunto in quattro parole, ha sempre mostrato, nei duemila anni della nostra fede una commovente bontà paterna, ma, come scrisse 1500 anni fa un grande padre della Chiesa, Egli è pronto a sopportare qualsiasi insulto rivoltoGli, ma non tollera quelli diretti alla Madonna.

La suora di Barcellona, che se non va in televisione a sproloquiare sulla Vergine, lo fa per parlare delle sue mancate masturbazioni, dovrebbe ricordare che lasciare la Chiesa cattolica si può, disonorare la Madre di Dio no!

Per questo abbiamo già Chris Ofili e la sua più celebre opera, una inguardabile Holy Virgin nera dipinta con sterco di elefante e circondata da immagini di genitali.

Il quadro pare valga due milioni di dollari.

C’è chi 20 secoli fa s’è giocato l’anima per una cifra molto inferiore!

Oggi come ieri, nella Chiesa di Roma, a tanti potrebbero essere rivolte le accuse che suor Lucia stoltamente muove alla Corredentrice, dimentica che la Signora alla quale si rivolge è Colei che in eterno è stata, è e sarà ”termine fisso d’eterno consiglio”, la Donna la Cui potenza è tale che le anime del Purgatorio smettono di soffrire quando Ella scende per consolarle, Colei a Cui il peccatore  può affidarsi in punto di morte come alla più amorevole delle madri, alla migliore delle avvocate.

Stia attenta a come pecca questa suora presenzialista e parolaia: sarebbe stato meglio un inciampo con un bel ragazzo che un oltraggio alla più santa delle Creature.

E’ dai tempi di Mosè che, anche nei peccati, sussiste un ordine di gravità!