Genova, capitale per un giorno del nazionalismo europeo

Genova, capitale per un giorno del nazionalismo europeo

Sabato 11 febbraio 2017 – per una fortuita coincidenza anniversario della firma dei Patti Lateranensi e del Concordato – si è svolta nell’elegante cornice del quartiere genovese di Sturla la conferenza di Alliance for Peace and Freedom, il Partito paneuropeo che raccoglie i movimenti nazionalisti e tradizionalisti del Vecchio Continente. L’incontro ha visto la partecipazione di Udo Voigt per l’NPD, di Yvan Benedetti per il Partito Nazionalista Francese, di Nick Griffin, leader, ormai di casa alle manifestazioni di Forza Nuova, della British Unity, della new entry Sarmiza Andronic per il Partito Romania Unita, di recente formazione, e, infine, del segretario nazionale di Forza Nuova, nonché presidente dell’APF, Roberto Fiore.

L’evento, organizzato dal segretario di FN Genova, Massimo Lionti, e dai militanti della sezione, ha scatenato le ovvie proteste delle organizzazioni antifasciste genovesi e delle istituzioni, queste ultime più impegnate ad impedirne la riuscita che ad affrontare le gravi situazioni in cui versa la Superba. Ciononostante, la conferenza si è svolta nella più totale tranquillità ed i disordini si sono verificati a debita distanza, riuscendo a creare disagi e paura solo nella cittadinanza.

I relatori hanno affrontato vari argomenti di attualità, come il pericolo dovuto all’immigrazione di massa, la distruzione della famiglia naturale, il concentramento dell’economia e della finanza nelle mani di pochi oligarchi, l’abbandono del settore rurale.

Ma il punto focale di questo convegno, impropriamente definito dai giornali come un “raduno delle destre estreme”, è stato il definitivo abbattimento di alcune infondate convinzioni riguardo ai Nazionalismi europei.

Innanzitutto, come ribadito durante l’intervento di Roberto Fiore, i nazionalisti credono fortemente nell’Europa, ma non in questa Europa (definita Europetta), figlia del peggiore mondialismo e della peggiore corruzione. L’Europa che si vuole realizzare è l’Europa delle Patrie, delle Madri Patrie, che guarda alle tradizioni per costruire il futuro, coinvolgendo anche la Russia.

Soprattutto, si è posto l’accento su una questione cruciale. Dalla fine del secondo conflitto mondiale, il nazionalismo è stato sempre associato all’odio, alla chiusura, all’irrazionale desiderio di combattersi tra popoli europei. Se durante la prima metà del secolo scorso il nazionalismo poteva in effetti avere origine da sentimenti di revanscismo dovuti a ingiuste umiliazioni postbelliche, frontiere da rivedere e disparità nello scacchiere internazionale, altrettanto non si può dire del nazionalismo nel XXI secolo. A Genova, come nelle altre numerose conferenze dell’APF, i nazionalisti di Paesi come l’Italia, la Francia, il Regno Unito, la Germania e la Romania sedevano fianco a fianco nonostante i passati sanguinosi conflitti. Nessun sentimento di vendetta e nessuna diffidenza, che dovrebbero essere tipici della visione comune (ed errata) di Nazionalismo.

Scompare quindi il binomio nazionalismo = antieuropeismo: la vera essenza dell’Europa pacifica e libera viene a coincidere con le idee nazionaliste, uniche fortezze contro l’avanzata delle oligarchie finanziarie. Queste ultime, come sottolineato da tutti i relatori, sono le principali finanziatrici dei conflitti sociali, oltre che promotrici di pratiche quali aborto, matrimoni tra persone dello stesso sesso, immigrazione incontrollata. E a nulla vale la creazione di “nuove destre alternative” (che stanno prendendo piede nel mondo anglosassone, ma rischiano di arrivare anche da noi), le quali raccolgono anime differenti e spesso antitetiche tra loro, generando ovvie confusioni e non sfiorando minimamente la radice del problema.

Ciascun relatore ha poi concluso il proprio intervento invitando i militanti dei vari movimenti a non arrendersi e a non farsi prendere dallo sconforto e dalle paure, poiché, come ribadito da Nick Griffin, tomorrow belongs to us, il domani appartiene a noi.