Imperialismo e nazionalismo sono davvero sinonimi?

Imperialismo e nazionalismo sono davvero sinonimi?

Si tende sovente a considerare i concetti di nazionalismo e di imperialismo come sinonimi, se non addirittura termini interscambiabili. Sebbene le parole abbiano significati precisi (con le relative numerose sfumature e varianti) e differenti, l’ignoranza o la malafede contribuiscono a creare confusione, trasferendo i difetti di uno nell’altro e soppiantandone, quindi, i punti vincenti. Ma andiamo per ordine.

A rigori, non esiste una definizione univoca di nazionalismo. Esso infatti si adatta al contesto geografico, storico e culturale in cui si sviluppa: prendendo l’esempio italiano, il nazionalismo del nostro Paese del primo Novecento è molto diverso da quello attuale. Il nazionalismo del secolo scorso aveva la sua origine nell’esperienza del Risorgimento, nell’irredentismo e soprattutto (come riportato anche in alcuni quotidiani fascisti dell’epoca) da una sorta di “complesso di inferiorità” che si trasformava in desiderio di riscossa, di diventare protagonisti sulla scena internazionale. Un concetto verso il quale il fascismo stesso fu molto critico, contestando soprattutto la tendenza dei nazionalisti di allora di chiudersi in un “regime di autoammirazione”, fine a se stesso.

Oggi, il nazionalismo italiano (in linea con quelli europei in generale) assume una connotazione molto più profonda, puntando il dito principalmente non tanto sullo straniero, come il nazionalismo novecentesco, quanto più su quei concittadini che svendono lo Stato a poteri economici internazionali, sfruttando anche un’estrema contaminazione culturale. Il nazionalismo contemporaneo si inquadra, quindi, in una vera e propria lotta per la libertà, questa volta non più contro un dominatore straniero effettivo, bensì contro una tirannia economica locale, inserita in un più ampio contesto internazionale che mira ad annullare le differenze. In parole povere, il nazionalismo diventa una difesa dell’identità, che pone le sue radici nella storia millenaria dei popoli.

Tuttavia, vi è una costante nell’evoluzione del nazionalismo, ossia il mantenimento dell’identità culturale e politica dei popoli, cosicché si riducano al minimo le mescolanze; in particolare, il nazionalismo moderno vuole preservare la cultura e l’etnia, senza tuttavia pregiudicarsi la conoscenza dell’altro, del diverso, fondamentale per caratterizzare se stesso.

L’imperialismo, diversamente, nasce moralmente da un’estremizzazione irrazionale del sentimento nazionale, dal convincimento di avere una sorta di missione educatrice nel mondo, il tutto per nascondere, spesso, gli enormi interessi economici di chi fomenta tutto ciò. L’idea “positiva” di imperialismo poteva avere un senso fino alla seconda guerra mondiale: sebbene le conquiste di altri popoli, col senno di poi, siano considerate deplorevoli e sebbene vi siano stati numerosi tristi episodi dovuti al colonialismo, è innegabile constatare che vi sono stati anche molti benefici, in particolare in colonie ove si diffuse il cattolicesimo – assenza di schiavitù, educazione e cura degli indigeni e costruzione di infrastrutture sono solo alcuni dei numerosi esempi che possiamo portare. Soprattutto, il colonialismo europeo si diffuse in zone dove era quasi del tutto assente una cultura nazionale, mentre esisteva al più un’identità di tipo tribale. Infine, l’imperialismo classico, diversamente dal nazionalismo, si configura come un’entità multietnica e multiculturale, in cui le nazioni costituenti sono sostanzialmente sottomesse a quella dominante.

L’imperialismo postbellico, al contrario, mantiene sì l’autoconvinzione di una “missione” salvatrice, ma è caratterizzato da un aspetto economico ancora più dominante di prima. In particolare, la proiezione di potenza degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica ha seriamente minato, e sta minando, l’esistenza di nazioni già consolidate, tra cui la nostra. E in contrasto con l’imperialismo classico, quello moderno non domina le altre culture, ma tende ad annichilirle completamente.

In questo caso specifico, nazionalismo ed imperialismo contemporanei non solo diventano concetti diversi, ma addirittura antitetici: da una parte il desiderio di prevalere sugli altri, dall’altra la naturale reazione difensiva. Entrambi si contendono l’idea di patriottismo, di pace, di solidarietà. Ma se è vero che la sorte aiuta i buoni e gli audaci, il vero patriottismo tornerà di nuovo a fianco del nazionalismo.