La post-verità sarete voi

La post-verità sarete voi

E’ stato un anno singolare il 2016. L’anno dei “populismi”, come enfatizzano con ribrezzo le intellighenzie di tutto l’Occidente. Da Brexit a Trump e fino ad una certa forma di dissenso che si diffonde in Europa verso tutti gli apparati del mondialismo, monete uniche, UE, organizzazioni sovranazionali, immigrazionismo, etc…, il segnale è chiaro: ci sono delle classi popolari – un tempo il mistico “proletariato”, oggi tramutatosi nei “perdenti della globalizzazione” – che non sono soddisfatte dell’attuale stato di cose.

Apriti cielo.

Non doveva essere la democrazia liberale un percorso infallibile? Non doveva il progresso mantenere irreversibilmente la propria rotta, facendo tutti più contenti?

Evidentemente – si grattano il capo i membri delle élite politiche e culturali d’Europa – ci deve essere un problema.

Com’è possibile infatti che della gente, onesti operai, magari ex-elettori storici delle sinistre, votino per quei buzzurri di Trump, Farage, Le Pen, o addirittura votino Alba Dorata, l’ungherese Jobbik e chi più ne ha più ne metta?

Eppure, si arrovellano i timonieri dell’Occidente, eppure andava tutto bene, eppure le TV, i giornali, il cinema, sono tutti allineati, eppure la campagna della loro beniamina, Hillary Clinton, era così ben fatta, così ben finanziata, così moderata, così progressista (che equivale a “così bella e così giusta”), tutti i media USA erano così ben schierati… Insomma, com’è possibile che in democrazia, ossia la perfezione fatta e finita, ossia il sistema politico di cui basta pronunciare il nome per riportare l’Eden in terra, abbia toppato?

E allora il pendolo oscilla inevitabilmente tra due idee. La prima è la reazione di pelle, la più istintiva, quella alla Brecht: “Il Comitato Centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo”.

Già, il muro è caduto da quasi trent’anni, ma si sa, i primi amori non si scordano mai, e per molti dei devoti odierni del mercato mondiale il primo amore è stato pur sempre quello rosso.

“Bei tempi”, sembra quasi di veder sospirare di nostalgia un Giorgio Napolitano qualunque, memore della cortina e del socialismo reale. Gli ungheresi si ribellano all’Unione Sovietica e la risposta è presto fatta: carri armati e pedalare.

Gli operai, ossia i pupilli del bel mondo di Marx&C. si ribellano a Berlino Est o ai cantieri di Danzica. Semper idem: carri armati, legge marziale e pedalare. Sarà mai possibile che questa feccia reazionaria non capisca che si lavora per il suo bene?

Purtroppo, le collaudate soluzioni di un tempo non sembrano più tanto efficaci…

Sì, istintivamente si vorrebbe mettere mano a una bella penna e invalidare il risultato delle urne. Vince la Brexit? Ma facciamo un secondo referendum! E’ evidente che la gente si sia sbagliata, non sapevano, sciocchi, bisognerà pur riprovare…

Allora il pendolo progressista incomincia a flettere direzione, dalla nostalgia del passato e alla velleità di dare un bel colpo di spugna ai fatti, si passa alla seconda ipotesi: sì sì ecco, c’è una risposta, ma certo, era così chiaro: la post-verità! Trovato, bingo, eureka!

Ma certo, come si era fatto a non pensarci, la post-verità!

E’ evidente, suvvia, borbotta la mens liberal con tono di ovvietà, se la gente vota male è perché è male informata. Il ragionamento è rotondo, cristallino: se il popolo la pensa male, è perché, poverino, non conosce la verità vera, quella invece a cui noi diamo del tu tutti i giorni.

Si può dividere tutto allora tra vero e post-vero, tra real news e fake news.

La Germania si approfitta dell’euro, che svaluta implicitamente il costo delle merci tedesche, per sostenere il proprio export? Bofonchiano gli europeisti di ogni risma: “Ma è ridicolo, è post-verità!”

Ma ci scusino, è normale che in Europa proprio la Germania abbia un’esplosione del proprio surplus commerciale di oltre 250 miliardi di euro? Ma certamente, se siete degli accattoni potete dare la colpa a quei poveri banchieri di Francoforte, ma scusate, voi operai italiani, ma vi siete visti? Ma avete il coraggio di credere alle bufale da post-verità, quasi foste dei qualunque elettori di Trump? Ma non vi vergognate un po’?

E’ post-verità Trump che bercia da ridicolo gaffeur di presunti attentati in Svezia per gettare il seme della paura. E’ però anche post-verità riandarsi a sentire il discorso originale di Trump, per scoprire che Donald non ha parlato di nessun attentato, ma semplicemente ha detto che una stretta sull’immigrazione è necessaria per non fare la fine di Svezia, Germania, Belgio, etc…

E’ quindi anche post-verità quella statistica per la quale la svedese Malmoe – quella Malmoe col 43% di popolazione non svedese – è la città più pericolosa d’Europa. E’ post-verità asserire che a Bruxelles ci siano quartieri che fanno più parte della Umma islamica che del Regno dei BelgiE’ post-verità dire che nei flussi migratori si potrebbero annidare terroristi, post-verità che non diviene verità nemmeno quando il fattaccio effettivamente si verifica.

Ci sono invece cose che non sono post-verità, ma verità e basta. E’ verità che un bambino nasca da due padri o da due madri. E’ verità che un bambino nel grembo materno sia un grumo di cellule. E’ verità che la famiglia patriarcale sia un’istituzione retrograda e che opprime la donna. E’ però post-verità dire che la cultura islamica opprima e degradi la donna.

E’ verità che i “diritti” di omosessuali, trans, genderfluid, etc… siano una priorità per la dignità di una nazione, ma è comunque post-verità scandalizzarsi per i mille stupri del capodanno di Colonia. 

E’ verità che la Russia sia aggressiva verso l’Occidente, ma è post-verità dire che la NATO, inglobando paesi dell’ex Patto di Varsavia, ha rotto gli impegni che aveva preso con la Russia.

E’ verità che la Russia stia aggredendo l’Ucraina, è post-verità dire che le truppe di Kiev assedino i loro connazionali di Donetsk e Lugansk.

E’ verità dire che le truppe di Assad, insieme ai russi, bombardino per divertimento scuole e ospedali di Aleppo, mentre è post-verità osservare che i cristiani di Aleppo festeggino l’arrivo delle truppe governative.

E’ verità che la scomparsa delle nazioni sia un fatto “irreversibile”, ed è verità quindi che il Regno Unito, votando Brexit, avrebbe subito un collasso economico immediato; è post-verità osservare che, a quasi un anno da quel voto, di quel collasso immediato non si abbia ancora traccia. E comunque, è post-verità pensare che il Regno Unito abbia la più forte economia d’Europa perché non abbia dismesso la sterlina, ovviamente.

Insomma, cari signori, la panacea, la cura di ogni male è data: dite e fate quello che volete, tanto la verità è da una parte e il resto di quello che potete dire o fare sono tutte post-verità.

P.S.

Visto che le post-verità sono tutte false verità che ci stanno arrecando non poco fastidio, magari vi mettiamo un blocco preventivo sul web (se ci gira, con tanto di agenzia europea ad hoc), così non le potete pubblicare e tornate tutti ad ascoltare TV e giornali, che vi dicono la verità.

Poi, chiaro, se le dite lo stesso le post-verità, noi, per tutelare il popolino che, poverino, da solo non sa giudicare, vi buttiamo pure in galera (DDL “Gambaro”, art. 2).