Eros

Eros

A confermare tutti i miei sospetti, a sostenere le mie convinzioni, è arrivata in questi giorni un’antica signora (così si definisce, non amando il termine vecchia ed odiando la definizione di anziana, roba, dice, da circolo delle bocce!).

Ottantenne vicina ai novanta, insegnante di scuola superiore dall’esperienza quasi infinita, dalla sua cattedra ha visto negli anni, soffrire, languire e quindi estinguersi ‘tutto ciò che è bello e alto’. La cultura, le buone maniere? Anche!

Ma è del maschio di oggi che mi ha parlato – per un intero, delizioso e memorabile pomeriggio – la mia colta (anche insolitamente colta!) ed insolita interlocutrice.

La signora ha vissuto da ragazza gli atteggiamenti definiti “francamente un po’ irritanti” del “virilismo” fascista, “da me tanto criticati, ma quanto rimpianti…” e poi, nei lunghi anni della sua professione, dalla cattedra ha assistito alla corsa ‘inarrestabile e sconsolante’ verso la femminilizzazione ‘forzata e irreversibile’ dell’adolescente maschio.

Confessa di guardare ancora incredula e stupefatta tanti giovani uomini che parlano, si muovono, gesticolano come le loro coetanee.

“Cos’altro aspettarsi visto che qualsiasi modello di riferimento virile è stato cancellato, smitizzato, ridicolizzato?”, commenta con sagacia ed intelligenza questa signora charmante e originale.

Continua esprimendo i dubbi evoliani sulle classi miste, “che hanno contribuito all’azzeramento di ogni elettricità, di ogni curiosità, di ogni tensione tra i sessi”, tanto che l’unico brivido, l’unica trasgressione è forse quella dell’amore tra congeneri… e, labbra corrucciate e buie, si ritrae sdegnata!!!

Racconta, spiritosa e poetica, di un mondo (leggete e strabiliate, ragazze!) in cui la differenza tra i sessi era ricercata, marcata, accentuata, incoraggiata e il desiderio spesso non chiedeva che uno sguardo, un accenno…

Io”, conclude la signora “quando sono davanti alla televisione o sfoglio un giornale, mi domando cosa possano suscitare questi velini con i muscoli… chissà … a me una gran risata…”, ma serissimo e sacro diletto è eros!

Inaspettata ed indimenticabile lezione di stile e charme su uomini e sesso, ma anche su società e futuro, da una signora che ha conosciuto altri tempi e, beata Lei, altri uomini!

Tempi, i suoi e i nostri, dissonanti e divergenti, tempi il cui scarto abissale si misura anche dall’eleganza con la quale si rappresentano gli archetipi: da come si descrive il femminile, da come si immagina il maschile.
Serissimo e sacro diletto è eros… oggi trastullo burlesco!