Il vilipendio femminista dell’Ara Patriae: la reazione dell’ANPd’I

Il vilipendio femminista dell’Ara Patriae: la reazione dell’ANPd’I

Lo scorso 8 marzo – in occasione della cosiddetta “festa della donna”, ricorrenza celebrata dal più stucchevole laicismo nostrano e internazionale – a Roma, presso l’Altare della Patria, si è consumata una delle tante volgari pagliacciate messe in scena un po’ ovunque da gruppi di femministe più o meno organizzate.

Il giorno consacrato dai progressisti alla parodia della femminilità, ha visto scatenarsi una serie di oscene manifestazioni che hanno preso di mira, ovviamente in senso dissacratorio e pesantemente offensivo, i pilastri della Civiltà: Dio, la patria, la famiglia.  

In Argentina, per esempio, gruppi di radicali e militanti LGBT hanno tentato di assaltare la Cattedrale di Buenos Aires e aggredito persone, mentre davanti alla Cattedrale di Tucuman alcune femministe hanno inscenato l’aborto della Madonna. Particolare molto interessante: la donna blasfema che ha vestito i panni della Madre di Gesù, è una psicologa che lavora per la Direzione dell’infanzia, adolescenza e famiglia di quella città.

A Roma e a Milano, invece, le invasate femministe hanno deciso di mostrare pubblicamente le loro vagine, in un delirio di gesti e parole oscene. Il tutto sotto l’occhio vigile delle autorità, le quali nulla hanno fatto per impedire una simile indecenza. Del resto, siamo ormai abituati ad assistere alle volgarità di piazza, tipo quelle copiosamente esibite per le strade delle città che hanno la disgrazia di ospitare i vari gay pride.

Nella capitale d’Italia è stato, dunque, deciso di consumare l’atto osceno davanti all’Altare della Patria, l’Ara Patriae, il luogo che rappresenta e celebra l’amor di patria e dove si trovano le spoglie del Milite Ignoto, ovvero i resti mortali del militare italiano caduto durante la prima guerra mondiale, spoglie che rappresentano tutti gli italiani caduti e dispersi in guerra.

Un gesto davvero grave quello promosso dalle femministe a Roma, che ha suscitato la reazione dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, la quale ha deciso di compiere i passi necessari affinché le persone responsabili di quanto accaduto vengano perseguite penalmente.

Onore, dunque, all’ANPd’I la quale, con questa iniziativa, si dimostra ancora una volta baluardo di quell’amor di patria che, insieme alla religione ed alla famiglia, si trova costantemente sotto l’attacco della canaglia sovversiva e mondialista.

(Fonte: www.congedatifolgore.com)