La fortuna “da sinistra” di Matteo Salvini

La fortuna “da sinistra” di Matteo Salvini

Sabato 11 marzo, il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha tenuto un comizio a Napoli alla Mostra d’Oltremare. In risposta, movimenti antagonisti e centri sociali hanno sfilato per le strade della città partenopea per manifestare la loro contrarietà, finendo per ingaggiare scontri pesantissimi con le forze dell’ordine. Il susseguirsi dei fatti dello scorso sabato ha un tratto anacronistico e marcatamente irrazionale.

Certo è innegabile poter esprimere dissenso, come lo è anche, però, il tenere un comizio da parte di una delle principali forze politiche presenti al momento nello scenario italiano. Ci si domanda come sia possibile che un personaggio come Matteo Salvini, leader di un partito chiamato “Lega Nord”, riesca ad ottenere così tante simpatie in quella parte meridionale di Italia su cui tanto aveva sputato nei primi anni da “politico”. La risposta la si può trovare anche negli scontri causati proprio dalla contromanifestazione antagonista.

La Lega sta certo, ormai da tempo, mettendo in atto una “denordizzazione” per riuscire ad avere un respiro nazionale, ma la fortuna di questo movimento, come di altri nel resto dell’Europa, è da ricercare nell’assenza di risposte “da sinistra”. Perché, prescindendo dalla credibilità di un partito che siede in poltrona da vent’anni, le tematiche trattate sono sicuramente interconnesse con quella sostanziosa parte della popolazione che subisce i colpi di crisi, immigrazione e austerità.

Ed ecco allora che il circo imbastito dai centri sociali, durante la manifestazione, è la risposta. Salvini è uscito da Napoli con il miglior biglietto da visita possibile, offerto proprio da coloro che volevano ostacolarlo. Di ciò ha grande responsabilità anche il sindaco De Magistris che, sempre democraticamente, ha fomentato il clima di tensione che è esploso sabato in strada, senza peraltro far nulla per evitare scontri largamente prevedibili.

Il risultato rimane il medesimo: a pagare è la città e i suoi abitanti. Auto, vetrine, arredo urbano devastati che non saranno ripagati certo dagli artefici dei fatti, forse ignari di cosa voglia dire affrontare per davvero crisi e difficoltà nei tempi odierni. Il giorno dopo la città si sveglierà allo stesso modo, soffocata dalle solite piaghe, ben più concrete. Sarà sufficiente aprire le pagine di cronaca per averne dimostrazione. Criminalità organizzata, droga, disoccupazione: nessuno fa mai tanto rumore per tutto ciò.