C’era una volta la festa del papà. Poi è arrivato il pensiero unico

C’era una volta la festa del papà. Poi è arrivato il pensiero unico

C’era una volta la Festa del Papà, poi giunsero, impetuose, le influenze tossiche e speculative delle nuove correnti ideologiche progressiste, e tutto fu inesorabilmente messo in discussione.

Ogni anno, ad ogni ricorrenza, ne sentiamo di tutti i colori: c’è chi vorrebbe abolire la festa del papà e quella della mamma per non disturbare i figli delle cosiddette “famiglie arcobaleno”. E ancora, chi vorrebbe abolire il presepe e i canti natalizi per non urtare la sensibilità di chi professa un’altra religione. Si vogliono abolire i simboli sacri nei luoghi pubblici in nome di una distorta laicità che annienta tradizioni, radici e identità. Insomma, in preda ad una schizofrenia ideologica, si vorrebbe eliminare tutto ciò che ha plasmato secoli di Civiltà europea. E l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Il volto nichilista dei nostri tempi, che annienta e desacralizza, sta spingendo la nostra società verso un caos selvaggio, originato da una perdita di coscienza e di valore. Il tutto viene cinicamente rafforzato dall’incessante opera di delegittimazione di ciò che, fino a qualche tempo fa, appariva come ovvio e scontato.

Ma andiamo per gradi. Il dato che risalta maggiormente all’occhio è principalmente uno: oggigiorno, la schiera di manipolatori di professione, ostili al concetto di famiglia tradizionale, è folta e nutrita come non mai. “Genderisti”, femministe, lobbies, sinistra internazionale – e chi più ne ha più ne metta- tutti in prima linea a propagandare squallide e trite litanie avverse alla famiglia, il cui unico denominatore comune va ricercato nella nociva volontà di distruggere i pilastri cardine della società tradizionale occidentale.

Non c’è dubbio alcuno, prima o dopo anche la festa del papà verrà accantonata dalla dilagante propaganda globalizzata che ha fatto del pensiero unico imperante il suo fiero cavallo di battaglia. Gli elementi ci sono tutti: c’è chi vorrebbe parlare di “Genitore 1” e “Genitore 2” o, addirittura chi vorrebbe ribattezzarla in “festa di chi ti vuole bene”. A scuola, in tv, su internet, il dilagante cancro del pensiero preconfezionato e politicamente corretto sta infettando ogni ambito della nostra società. Sì, perché nell’attuale deriva morale, dire papà equivale ad essere considerati sessisti ed omofobi e festeggiare una festa tradizionale equivale ad essere tacciati come anacronistici bigotti. L’attuale situazione, se non fosse tragica, sarebbe addirittura esilarante: viene etichettato con abietti aggettivi unicamente chi tenta di conservare le nostre Tradizioni, al contrario si tende a tutelare e a valorizzare tutto ciò che proviene da altri contesti culturali estranei, se non addirittura in antitesi, al nostro.

Ormai da diversi anni avvertiamo, in maniera sempre più netta ed aggressiva, il boicottaggio e lo svilimento di una ricorrenza, la Festa del Papà (ma non solo di questa, gli esempi sono una moltitudine), che nasce come riconoscimento e consacrazione di un ruolo fondamentale e portante nell’odierno contesto sociale e culturale.

Esiste – ahinoi – una cultura egemone che condiziona l’informazione e permea buona parte dell’educazione dei nostri bambini, fondata su canoni ideologici apertamente in contrasto con il concetto di Tradizione. E che costituisce, attualmente, un diabolico punto di coesione tra pensiero unico e cultura globalizzata. Un perverso sodalizio, quello descritto, che ravvisa nella famiglia, e nella sua accezione solidaristica, un elemento eversivo, estraneo ai meccanismi che regolano lo scenario globalizzato mondiale.

Il frutto velenoso con il quale l’integralismo ideologico disgrega ogni simbolo ed ogni riferimento ancestrale è lo stesso con cui annienta la dimensione tradizionale e culturale dei popoli. Il perverso obiettivo, proposto dagli alfieri della globalizzazione, è quello di produrre un soggetto apolide senza Patria né riferimenti morali. E, ovviamente, senza nemmeno un figura paterna.

Malgrado questa intollerabile deriva, non mi resta che augurare buona Festa a tutti i Papà.