Perché stare con Forza Nuova. Ai miei fratelli camerati

Perché stare con Forza Nuova. Ai miei fratelli camerati

Tempo fa uno scrittore francese di nome Dominique Venner, si uccise, sparandosi alla tempia nella cattedrale di Notre Dame a Parigi. I giornali parlarono per molto tempo a sproposito, adducendo banalità legate perfino alletà, alla depressione e così via.

Si parlò di protesta per lapprovazione della legge sulle unioni tra gay, ma al fondo non si capì il tremendo e potente messaggio che ci aveva lasciato.

Io mi dò la morte al fine di risvegliare le coscienze assopite. Mi ribello contro la fatalità del destino. Insorgo contro i veleni dellanima e contro gli invasivi desideri individuali che stanno distruggendo i nostri ancoraggi identitari, prima su tutti la famiglia, intimo fondamento della nostra società millenaria. Mentre difendo lidentità di tutti ripopoli a casa propria, mi ribello nel contempo contro il crimine che mira alla sostituzione dei nostri popoli.

Questo lasciò scritto prima di suicidarsi.

Un suicidio “dissacrante” e urlato nella sua disperazione di compierlo nella Cattedrale simbolo religioso della Francia e dei francesi.

Ma contro chi Dominique Venner ha estremizzato questa sua disperazione, violando il luogo sacro della Cattedrale? Spararsi in Notre Dame significa il massimo della profanazione, un luogo sacro e che Venner ammirava e amava intensamente.

Penso che la sua vera volontà fosse quella di dissacrare questa nuova religione, unica e unificante, quella religione civiledel nostro tempo in cui tutti i credi del mondo hanno  ununica valenza e si dissolvono in un unico indefinito sentire, in un unico anelito verso un imprecisato infinito; una nuova religione che ha tra i suoi punti fermi le “nozze gay” e le adozioni relative, lantifascismo e lantirazzismo; una nuova religione per la quale la difesa della vita, dunque la lotta antiabortista, la tenuta dei valori identitari e tradizionali contano poco o nulla e verso i quali anzi riserva anatemi, relegando nei ghetti dellomofobia, del sessismo e amenità simili tutti coloro che non la pensano in maniera politicamente corretta.

Questa nuova “religione laicista” ha come punti di riferimento i temi bioetici – dall’aborto all’eutanasia, dall’omosessualità agli “uteri in affitto”, dal transgender alla liberalizzazione delle droghe – ed il parossistico sostegno alla più nefasta invasione migratoria che loccidente abbia mai subito dalle invasioni barbariche ai giorni nostri.

C’è sicuramente una sorta di nuovo catechismo che insegna e divulga i succitati “valori laicisti”, un’opera alla quale non è certamente indifferente il lavoro dei massoni francesi, operanti in una Francia imprigionata da un sistema elettorale ad uso e consumo dei burattini della grande finanza cosmopolita, dove la destra e la sinistra di fatto si annullano, e il gioco delle parti diventa la commedia della vita e del paese.

Ma alla metaforica redazione del “catechismo del politicamente corretto” hanno contribuito in maniera decisiva anche gli Stati Uniti di Obama (e non solo di Obama), i quali hanno lavorato a condizionare e plasmare le coscienze più di quanto si possa immaginare.

Come tralasciare, poi, quanto avvenuto nella Spagna guidata da Gonzalez e da Zapatero; e ancora nel Nord Europa (Olanda, Danimarca, Paesi Scandinavi) dove il socialismo statalista è diventato sinonimo di libertarismo radicale.

Daltra parte il socialismo, dopo la sua sconfitta epocale a favore del capitalismo, non ha potuto fare altro che ripiegare sui cosiddetti “diritti civili” e sui “temi etici”. Una sorta di rimedio consolatorio, secondo alcuni, visto il fallimento nella lotta per la giustizia sociale.

Comunque sia il socialismo ha ceduto il posto ad un radicalismo laicista talmente integralista da apparire quasi bigotto nelle sue manifestazioni. Chiunque osi mettere in discussione i dogmi inviolabili del politicamente corretto, viene messo allindice come reprobo e nemico dell’umanità e sanzionato con l’emarginazione e lesilio dalla cosiddetta “società civile”.

Oggi siamo di fronte ad una sorta di totalitarismo del pensiero politicamente corretto, sostenuto da strumenti politici e giuridici opportunamente manipolati. Un totalitarismo che traccia il solco divisorio tra ciò che è ammissibile e ciò che va ripudiato e che tende a emarginare tutta una fetta di società che crede nei principi e nei valori della migliore tradizione nazionale ed europea.

Al libertarismo divulgato dai centri di potere al fine di distruggere sul piano morale il tessuto sociale, corrisponde un rigore “puritano” nel reprimere il dissenso volto a rifiutare i dogmi del politicamente corretto. Segno evidentissimo della volontà distruttiva e dissolutrice dei partigiani laicisti della libertà.

A questa religione civile del politicamente corretto, mancava solo la bolla papale, che puntualmente è arrivata con l’elezione di un Papa demolitore della dottrina cattolica. Attendiamo ansiosi di conoscere i retroscena di quella elezione.

Nel frattempo che fare dinnanzi a questo quadro caotico e disastroso?

Sul versante moderato e conservatore c’è chi tende progressivamente a cedere e chi, invece, conduce una protesta arrabbiata.

A questo attacco frontale alla nostra civiltà ed alla nostra stessa vita, non è possibile rispondere né con il lamento confusamente arrabbiato e men che meno con il tentativo di mediare cercando di “salvare il salvabile”; e neppure ci si può chiudere nel sogno di una mera riproposizione di un passato irripetibile.

La risposta non può certamente limitarsi alle cosiddette questioni pratiche, amministrative ed economiche – quelle che, secondo alcuni, costituirebbero il vero interesse della stragrande maggioranza delle persone, preoccupate di “tirare a campare” – quello di cui c’è veramente bisogno, è della capacità di affrontare il problema della decadenza in atto partendo dai principi, senza l’affermazione dei quali nessuna ricostruzione vera e duratura sarebbe possibile. È innanzitutto sul piano dei principi che occorre agire, al fine di aver ben chiaro da dove partire per giungere alla meta.

A chi si lamenta del fatto che manchi un punto di riferimento dove trovare una risposta credibile ed efficace fondata sulla fedeltà alla migliore tradizione nazionale, ossia capace di affrontare i problemi dell’ora presente conformemente alla Verità oggettiva delle cose e, dunque, secondo l’ordine naturale che le caratterizza, occorre rispondere che questo punto di riferimento esiste ed è la potenza culturale di Forza Nuova.