Disintegrante integrazione

Disintegrante integrazione

Vi sono parole il cui utilizzo ideologico, ossia deformato e funzionale ad uno scopo non conforme all’ordine naturale ed oggettivo stabilito dal Creatore, accompagna l’incedere della Sovversione. È il caso di termini quali, per esempio, ‘tolleranza’, ‘solidarietà’, ‘dialogo’, ‘accoglienza’, ‘discriminazione’, il cui impiego ossessivo e appunto deformato sta facendo da supporto al programma di sostituzione etnica e annientamento dei popoli europei condotto dai centri di potere mondialisti, opportunamente coadiuvati da una pletora di tirapiedi variamente assortiti.

Dall’invito alla tolleranza, ossia alla sopportazione, nei confronti degli immigrati – cosa che ha caratterizzato il periodo dei primi massicci arrivi di genti straniere in Italia, dopo l’abbattimento del muro di Berlino (1989) – si è progressivamente giunti ad un’altra forma di approccio al tema dell’immigrazione: quella della integrazione.

Integrazione è la parola-chiave utilizzata tanto dai politicanti, zelanti camerieri dei poteri sovra e anti-nazionali che dirigono le sorti delle nazioni europee, quanto dal sistema mediatico incaricato di propagandare il verbo mondialista tra gli stessi popoli europei, entità in via di decomposizione e, dunque, sempre più simili a masse informi.

La parola ‘integrazione’ è oggi molto in voga, soprattutto in relazione a due questioni di fondamentale importanza per il destino degli italiani e degli europei: il processo di unione rappresentato e condotto dall’istituzione denominata Unione Europea, e l’immigrazione, ovvero l’afflusso di stranieri che, senza soluzione di continuità ed in maniera crescente, sta investendo da più di due decenni le nazioni europee, in particolare quelle della parte occidentale del Vecchio Continente.  

Molti connazionali sono convinti che il termine ‘integrazione’, soprattutto utilizzato in relazione al problema dell’immigrazione, significhi semplicemente la necessità che i nuovi arrivati, ossia gli immigrati, si adeguino ai costumi ed alle leggi dei paesi ospitanti. Ma ad un’attenta e nemmeno troppo impegnativa valutazione, si rivela in modo sufficientemente chiaro che il reale significato attribuito alla parola ‘integrazione’, sia dai politicanti-camerieri che dagli organi di “informazione” asserviti ai medesimi centri di potere, è un altro e ben diverso.

Il significato che i fautori dell’erigendo Nuovo Ordine Mondiale attribuiscono al termine ‘integrazione’, infatti, può essere così sintetizzato:

  • in tema di Unione Europea e per quanto riguarda la vita degli Stati, integrazione significa: cessione, sino ad esaurimento, di quote sempre maggiori di sovranità all’Unione Europea, in vista della realizzazione del massonico governo unico mondiale;
  • per quel che concerne la vita dei singoli cittadini, delle famiglie e, dunque, della società, integrazione vuol dire: adeguazione al modello antropologico promosso dal potere mondialista e laicista attraverso la martellante azione delle sue agenzie propagandistiche, il che significa accettazione del paradigma sociale multi-razziale, multi-culturale e multi-religioso (tappa fondamentale per l’approdo al meticciato razziale, culturale e religioso che deve caratterizzare il nuovo tipo umano forgiato nei laboratori della Sovversione); ed ancora, accettazione dell’omosessualità e dell’ideologia gender, culmine dell’azione sovversiva in interiore homine volta a deturpare la dignità della natura umana.

Anche sul versante religioso il processo di integrazione, mondialisticamente inteso, avanza speditamente, grazie all’accelerazione impressa da Bergoglio – il papa tanto gradito ai laicisti – e alla prassi ecumenista pienamente funzionale alla creazione di una religione unica mondiale, obiettivo esplicitamente affermato dell’oligarchia globalista.

A tale riguardo, riprendiamo quanto dichiarato dal ben informato ex presidente dello IOR (lo è stato dal 2009 al 2012), Ettore Gotti Tedeschi, il quale in una recente intervista ha ricordato che “Il segretario dell’Onu Kofi Annan, nel suo storico discorso ai leader religiosi, tenuto a New York nel 2000, arrivò a parlare di una esigenza di sincretismo religioso per creare una nuova religione universale, spiegando che i processi di immigrazione avrebbero aiutato questo progetto.” (1)

Come si vede, l’integrazione, così come intesa e promossa dai fautori del Nuovo Ordine Mondiale e dai loro variegati lacchè, procede senza tralasciare alcun aspetto della vita individuale e sociale delle persone. Un’avanzata che, grazie a Dio, sta suscitando la reazione – in alcuni casi purtroppo confusa – di quelle porzioni dei popoli europei non ancora totalmente corrotte dall’infezione progressista che della manipolazione del linguaggio ha fatto uno dei suoi punti di forza.   

Note

(1) Intervista pubblicata lo scorso 20 febbraio dal sito www.formiche.net