Appello ai nemici di un vecchio dittatore

Appello ai nemici di un vecchio dittatore

 

Non parlate di Francisco Franco, se non volete parlarne, o parlatene male, se dovete parlarne male, ma lasciate stare i morti, almeno questo. Lasciate che riposino, i giusti con gli ingiusti, perché in capo ai giusti e agli ingiusti Dio fa piovere e splendere il sole, e non lo dico io, ma la Scrittura. E non sta a noi giudicare i morti, ma solo a Dio. E allora lasciateli stare, e pensate piuttosto ai vivi, che oggi sono così poco vivi, e non a chi ha lasciato il mondo decenni fa, ormai, con un mare di ricordi di Spagna e con solo una preghiera a Cristo.

Lasciate stare anche Primo De Rivera, perché, che vi piaccia o meno, ha fatto la storia del suo Paese, quindi di un pezzo d’Europa. Lasciatelo stare, perché Primo De Rivera lo ha fatto, e non lo farete voi, che dalle vostre cattedre di livore e pretestuosità, non avendo il coraggio di misurarvi con i vivi, ve la prendete con i morti, che ormai non possono più rispondervi.

Lasciate stare le loro tombe, che non sono in qualche piazza cittadina, che avrete già rifatto a vostra immagine, ma nell’ombra di una chiesa, con una croce a pensare a loro, e con solo Dio, non voi, a giudicare gli anni di tutta una vita. E lasciate stare il Valle de los Caidos, se è abbastanza fuori da Madrid da darvi anche il lusso di non fermarvici mai, se vorrete, e che non vi darà certo fastidio.

Lasciatelo stare, se la sua grande croce veglia sui morti di una fazione e dell’altra, sui nemici di schieramenti contrapposti, su rivali di idee e d’amori, di odi e di sogni, che adesso possono finalmente riposare nello stesso luogo, perché caduti in una stessa guerra. E se il cammino di una vita come figli non li ha mai uniti, almeno possono esserlo nella morte, figli di Spagna, tutti, perché questa era la volontà di chi lo ha costruito. Perché questa è la riconciliazione di una Patria.

E invece voi vorreste riaprire sepolcri, abbattere croci, rivangare la terra memore di chissà quante storie passate, che è giusto che siano consegnate solo al Cielo, e non a voi in cerca di qualche riflettore. Voi che volete rimuovere la tomba del dittatore solo perché costituisce un segno di eccessiva libertà di fronte alla vostra nuova dittatura. Voi che volete ricorreggere la storia, quindi la memoria, e quindi cancellare anche generazioni di padri e di figli che in quelle memorie hanno vissuto, hanno riso e hanno pianto, hanno amato e sono morti. Voi che volete usare non carta e inchiostro, ma vita e memorie, per i vostri tornaconti politici, e per qualche manciata di voti in più, se anche Zapatero ci ha provato, e non ce l’ha fatta.

Parlate male di Francisco Franco, se volete, visto che tanto non è più qui a sentirvi, e se da vivo è stato per molto occupato a dare una sepoltura ai caduti della guerra civile sotto una stessa croce, ai nemici e agli amici, e se non avrebbe potuto ascoltare la vostra rabbia. Parlate male anche di Primo De Rivera, se piangendo per la Spagna, avrà pianto anche per voi, suoi figli. Ma lasciate stare i morti, se non per un po’ di sacrosanto rispetto, almeno per un po’ di pietà.