Un miracolo per Antoine (storia vera)

Un miracolo per Antoine (storia vera)

Io sono Antoine e ho tradito la mia vita.

Forse è proprio vero che dall’eccessiva generosità nasce più spesso indifferenza che gratitudine.

Io milito nell’esercito degli ingrati e dei traditori.

 La fortuna che rarissimamente concede agli uomini tutto quello che aveva concesso a me, non m’avrebbe abbandonato, ne sono certo, se io non l’avessi costretta a fuggire.

Non mi è mai mancato nulla: né affetto né denaro né le scuole migliori, e neppure il gusto del bello e del buono che mia madre, povera donna, s’è sempre impegnata a farmi riconoscere e amare.

 Niente m’è mai mancato e da adulto ho rinnegato tutto, distrutto tutto, sceso tutti i gradini.

Prima inconsapevolmente, poi con la costanza dei disperati e dei deboli che preferiscono le lunghe, rovinose cadute alle salite, forse più brevi, ma più impegnative.

 E’ bastata una serata a perdermi.

L’incontro con un’amica cocainomane, la reazione furiosa dei miei alla notizia che cocainomane lo ero anch’io e poi la lunga, smaniosa ricerca dei soldi… non ho fatto altro per almeno quindici anni!

E la via più facile era quella delle donne: prestazioni pagate in contanti o in dosi.

Non mi sono vergognato solo la prima volta: è durata per mesi, poi la coscienza si è assopita.

A parlare era la cocaina.

Non pensavo ad altro, non c’era altro.

Le mie clienti passavano, la cocaina era un’amante fedele, ma esigentissima.

M’ha preso la vita e con lei decenza e dignità.

A cinquant’anni ero distrutto e le donne non mi hanno più voluto.

I miei concorrenti avevano trent’anni e bocche di perle, io ero ancora bello, ma un bel vecchio e i vecchi in quell’ambiente non funzionano soprattutto se hanno i denti e le mucose massacrate.

Dovevo pur mangiare e ho cominciato con gli uomini …

Dopo andavo in chiesa davanti al tabernacolo e non cercavo preti né assoluzioni né recitavo preghiere.

 “Ciao Gesù, sono Antoine. Sono venuto a salutarti!”

 Ogni volta così, ogni volta identico saluto… “Così mi riconosce al volo”, pensavo.

 L’ho fatto per dieci anni, tutte le volte che l’ennesimo incontro con un uomo mi lasciava annichilito.

 Poi è arrivato il tempo della malattia.

Ero ricoverato in ospedale da giorni: stavo morendo ed ero solo.

Ho pensato: “sono solo come Cristo nel tabernacolo”

 Un pomeriggio apro gli occhi e lo vedo in fondo al letto, in piedi, trent’anni, l’aria dolce, ma virile.

E’ circonfuso da una luce particolare, come di alba leggera.

Mi guarda, mi sorride …

 “Ciao Antoine. Sono Gesù. Sono venuto a salutarti!”

L’incontro mi sembra naturale, ovvio.

C’ero stato tante volte io da lui… era un amico che ricambiava le visite…

Mi addormento in pace e la mattina seguente sto bene, mi alzo e firmo le dimissioni.

Scoprirò poi che il cancro è sparito.

Oggi continuo la mia vita in strada, ma sono solo un barbone… non mi vogliono neanche più gli uomini. Neanche i più disperati.

Non ho amici! Solo quello che mi è venuto a trovare in ospedale: è un generoso!

Punto tutto su di lui.

 Sento che è l’unica scommessa che vincerò.