Il controllo delle strade è la chiave del potere

Il controllo delle strade è la chiave del potere

È di questi giorni la campagna antiforzanovista su Facebook, alla quale fa da contraltare la penetrazione e il radicamento del forzanovismo militante in aree particolarmente provate dalla dissennata politica del Sistema, come nelle borgate romane. Sembra che i due sviluppi siano in qualche modo connessi, se non sul piano tecnico e immediato, almeno su quello più complessivamente strategico. Vediamo di spiegarci, analizzandoli meglio.

L’attacco su Facebook è stato preparato da tempo. Prima appare su patriaindipendente.it una inchiesta approfondita e dettagliata su “la galassia nera su Facebook”. L’inchiesta, che deve aver richiesto uomini, tempo, impegno e soldi, ha partorito una mappa interattiva da “guerre stellari”, nella quale non ci si limita a schedare e segnalare tutte le pagine della destra radicale su Facebook, ma si segnalano il numero di likes ottenuti e scambiati tra le diverse pagine, in modo da tracciare anche i legami di collaborazione e simpatia tra di loro. Nella “galassia” in questione, si evince chiaramente che il “Sole” principale è Forza Nuova, attorniata dalle sue organizzazioni satellite, ma non mancano altri movimenti, i gruppi musicali d’Area, le associazioni culturali, ecc. Stiamo parlando di 2700 pagine che – orrore! – “rifiutano la svolta di Fiuggi (traditori, tranquilli: non vi prendono neppure in considerazione), ma se calcoliamo anche quelle che sono collegate alle prime per mezzo dei “mi piace” scambiati si arriva a ben 9000 pagine. Tutte accuratamente schedate per ideologia, numero di fan, interazioni, interazioni per fan, PageRank.  Ma non basta, e la schedatura non riguarderà solo l’aspetto diciamo “tecnico”, ma presto anche quello del pensiero in quanto tale: In futuro vogliamo riuscire a tracciare non solo le pagine e le loro relazioni, ma anche il fluire dei contenuti che queste propongono, avrebbero assicurato gli instancabili ricercatori e autori della mappa galattica interattiva. Viene spontaneo domandarsi: ma questi stakanovisti della schedatura permanente, queste pettegole cultrici del ficcanasismo politico, questi cekisti mancati, sono stipendiati o lavorano gratis? Nel primo caso, si potrebbe orgogliosamente affermare che l’Area della Destra Radicale sta già creando posti di lavoro. Nel caso contrario, una tale passione per la osservazione e la schedatura del nemico avrebbe qualcosa di patologico, un rapporto totalizzante e ossessivo/compulsivo da analizzare psicanaliticamente. In seconda battuta, ci si chiede: a che serve tutto questo lavoro, peraltro non ancora completo in quanto in continuo aggiornamento? Ai bei vecchi tempi degli anni ’70 i compagni schedavano e facevano circolare le schedature, che poi sono servite in gran parte agli sprangatori e ai “compagni che sbagliano” della lotta armata, ma visto che poi quelli che avevano proclamato di “colpire, disarticolare e distruggere” lo Stato sono stati colpiti, disarticolati e distrutti, oggi il lavoro di schedatura può servire solo a scodinzolare ai piedi del potere e a sensibilizzare le istituzioni democratiche a diventare più democratiche che mai, inasprendo la repressione. Sembrerebbe che le istituzioni in questione, specie nelle loro vette più progressiste, femministe, omosessualiste e immigrazioniste abbiano recepito il messaggio e lo abbiano trasmesso a Facebook, che ha cominciato a bannare pagine forzanoviste e filo-forzanoviste.

La battaglia virtuale è in pieno svolgimento, con pagine nascoste e bannate e altre che ottengono di essere riammesse, il tutto tra ricorsi e minacce di provvedimenti legali, ma possiamo fare già ora alcune considerazioni pratiche e morali.

1) Tra tutti i nemici ideali e politici del Sistema, Forza Nuova viene per prima. Prima per gli ideali e prima per l’azione concreta. Tutta questa attenzione repressiva è senza dubbio una “medaglia d’oro” politica e ideale. Tanta biliosa attenzione, tanta premura e fretta nel bannare, tanta precedenza rispetto a qualunque altra realtà equivale a una ammissione ufficiale da parte del potere. Chi fa paura come Idee e Valori immutabili, è Forza Nuova. Chi fa paura per programmi, coerenza, perseveranza e impegno militante da 20 anni a questa parte è Forza Nuova. Chi fa paura per prospettive di radicamento sociale e popolare, è Forza Nuova. Sintomaticamente, subito dopo, sono risultate colpite pagine amiche o comunque vicine e favorevoli al forzanovismo.

2) I satelliti – sociali, politici, culturali, sportivi, assistenziali e caritatevoli – sono importantissimi. Troppo spesso i criticoni permanenti hanno snobbato le organizzazioni satellite mentre oggi gli schedatori professionisti della nuova Stasi si allarmano apertamente proprio per questa capacità militante “di articolarsi in un fitto sottobosco di associazioni tematiche”. Anche in questo caso, l’accusa diviene una medaglia da portare con fierezza – e una riprova del basso livello di onore e moralità dei nostri nemici. Nessuna umanità, nessuna comprensione. Non si è fatta eccezione alcuna per le pagine dedicate alla assistenza ai disabili, ai poveri, agli affamati, ai terremotati, allo sport, all’ecologia, alle donne e ai bambini, alle famiglie bisognose – anche perché si tratta solo di italiani. Anzi, queste pagine sono state colpite allo stesso modo di quelle propriamente politiche e attivistiche. Si è agito sul piano virtuale con la stessa logica del bombardamento a tappeto nella guerra aerea terroristica di stile yankee: colpire i civili indifesi equivale a colpire i combattenti, anzi, è anche preferibile per umiliare e piegare la resistenza di un popolo. “Conosci il tuo nemico” è un imperativo per poterlo combattere e oggi lo conosciamo ancora meglio: è un nemico senza un barlume di dignità.

3) Diversificare l’azione su internet è un imperativo. Per quanto Facebook appaia importante e di moda, non possiamo e non dobbiamo confonderlo con internet nel suo complesso. La battaglia per ottenere giustizia su Facebook è in pieno svolgimento e anche chi è antiforzanovista farebbe bene, oggi, a tifare per Forza Nuova almeno in base al principio “oggi a me, domani a te”: invidiosetti, sputasentenze e criticomani di ogni specie ricordino che se Forza Nuova non esce vincente da questa battaglia sul piano concreto e legale, nulla potrebbe impedire al potere di replicare l’azione repressiva contro altri soggetti minori. Ma a parte questo, appare evidente che non si potrà più fare affidamento quasi esclusivo su un solo social, per quanto diffuso e di successo. Del resto, internet ci ha abituati a un continuo cambiamento nel modo di vivere e gestire siti, blog, forum, social di ogni tipo. Una diversificazione si imporrà comunque, anche solo per un fatto “di moda”. L’azione repressiva induce solo a accelerare i tempi.   

4) Ordine contro il caos, non è uno slogan ma una necessità strategica oltre che spirituale ancora più importante in tempi di repressione – sia questa fisica, politica, mediatica. Ordine innanzitutto interno: rafforzare la gerarchia e la disciplina, serrare i ranghi, coltivare la virtù dell’umiltà rivoluzionaria e dell’azione impersonale, lubrificare i meccanismi interni di trasmissione delle direttive, prevenire prima ancora che eliminare ogni polemica, respingere sprezzantemente qualunque critica diretta contro il movimento da parte di chi scende a compromessi col Sistema o cerca di giustificare la propria inazione e diserzione. Ma Ordine anche esterno: rafforzare la rete di assistenza a famiglie e italiani bisognosi, intensificare la propaganda diretta verso il popolo nelle strade, nei quartieri, verso le categorie. Radicarsi nelle realtà in lotta per la casa, contro la repressione e lo sfruttamento, contro la sostituzione etnica in corso.

5)La miglior difesa è l’attacco: rilanciare a ogni sfida del potere.   La propaganda virtuale, per quanto importante in questo mondo che si nutre di immagine e di apparenze, non è tutto e non è neppure la cosa principale. La propaganda è un amplificatore dell’azione concreta, ma in assenza di questa sarebbe pressoché inutile. Inoltre, un potere capitalista, immigrazionista e abortista non riconosce principi morali, ma solo rapporti di forza. Dunque sarà sempre forte con i deboli e debole con i forti. Ne consegue che l’azione repressiva si arresta solo rendendola “non pagante” per il Sistema, facendogliela pagare cara sul piano sociopolitico. E qui vediamo il collegamento tra la repressione su Facebook e l’offensiva forzanovista nelle periferie romane – dove peraltro la repressione non è solo virtuale. La crescita organizzativa, politica e ideale della riscossa popolare forzanovista a Roma (ma anche altrove ormai) è il miglior deterrente per ogni forma di repressione. “Vendere cara la pelle”, come si dice in guerra, è la migliore assicurazione. Chi reprime deve vedere che la sua strategia è controproducente, che ad ogni intimidazione segue un’azione, ad ogni bugia un aumento della rabbia, ad ogni fermo segue un nuovo reclutamento di aderenti, ad ogni carica una reazione militante di popolo, ad ogni afflusso di invasori sponsorizzati un focolaio di rivolta etnica. Il potere può colpire i “mi piace” nella realtà virtuale, ma non ha la potenza spirituale per colpire i cuori e le menti che stanno affluendo verso Forza Nuova.

La parola d’ordine deve essere: per ogni pagina bannata, una borgata conquistata!

Oggi come sempre, la conquista delle strade è la chiave del potere!