Immigrazione e Islam: Italia sotto attacco

Immigrazione e Islam: Italia sotto attacco

Domenica 14 maggio ha preso vita, a Torino, la Costituente Islamica, fortemente voluta da Hamza Roberto Piccardo, ex segretario dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia ed ex militante di Autonomia Operaia. Scopo dichiarato dell’assemblea, che in queste settimane farà tappa anche a Milano, Bologna e Torino, è quello di essere uno strumento che tenda a dare una rappresentanza eletta nei consessi politici italiani ai musulmani residenti nel nostro paese.

Uno degli obiettivi di quello che è già stato ribattezzato il Partito Islamico è anche di raggiungere con lo Stato italiano un’intesa ex art. 8 della Costituzione, grazie alla quale ottenere, ad esempio, una quota dell’8 per mille. Quanto alle modalità operative, oltre alla costituzione di una assemblea formata da 100 uomini e donne di fede islamica, da rinnovarsi ogni 3 anni, il movimento di Hamza Piccardo sembra prediligere le forme già battute da Casaleggio e Grillo per i Cinque Stelle. Si pensa, infatti, di realizzare una piattaforma on line per l’elezione telematica dei candidati.

Questa notizia non può rimanere separata da almeno altre due. La prima riguarda il contenuto della relazione annuale per il 2016 sullo stato della sicurezza nazionale, redatta dai Servizi di Intelligence italiani (AISE) ed illustrata al Parlamento lo scorso febbraio. Il documento mette in guardia circa la possibile, anche se non accertata univocamente, strategia di Daesh e di altre formazioni terroristiche di matrice islamica, volta a far penetrare attraverso la rotta libica, assieme alle migliaia di immigrati che attraversano il Mediterraneo ogni giorno, anche propri agenti. Non solo. Lo stesso fenomeno migratorio di massa è visto come un potenziale e concreto pericolo, per la nascita di violente proteste degli stessi immigrati già presenti sul territorio nazionale, i quali potrebbero radicalizzarsi in formazioni terroristiche locali.

La seconda, invece, riguarda la ben nota inchiesta delle Procure di Catania e Trapani circa il coinvolgimento delle ONG nel sistema criminale internazionale dedito alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento del business dell’immigrazione clandestina. Dalle inchieste sarebbe emerso, infatti, che le organizzazioni internazionali, lautamente finanziate da Soros e co., avrebbero creato una sorta di corridoio umanitario illegale attraverso cui far sbarcare in Italia, senza alcun controllo governativo, decine di migliaia di immigrati irregolari.

In Italia si contano oltre 2 milioni e mezzo di islamici, la maggior parte dei quali stranieri (sono 900mila circa gli italiani di fede musulmana). E questi sono solo quelli censiti. Si profila, quindi, il rischio concreto della creazione di una forza politica di matrice confessionale, capace di eleggere parlamentari e ricevere finanziamenti pubblici. Il che, unito ai 600mila immigrati dall’Africa e dal Medio Oriente (tra i quali si potrebbero nascondere infiltrati dell’Isis o foreign fighters di ritorno), lascia prevedere che l’Islam, oltre a un partito, ben potrebbe fruire di un braccio armato.

Chi non vi vede un pericolo, anzi una vera e propria guerra in atto, o è ignorante o è in mala fede. Come sono senza dubbio in mala fede le migliaia di “utili idioti” che hanno sfilato a Milano per chiedere più immigrazione. Il fenomeno va fronteggiato subito e con durezza. Altrimenti sarà la nostra fine.