Laicismo, vera arma di distruzione di massa

Laicismo, vera arma di distruzione di massa

Prendiamo spunto dalla lettera aperta pubblicata da Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara, sul sito internet La nuova bussola quotidiana, per fare una breve riflessione sullo stato di salute precario in cui versano i popoli europei.

Riferendosi all’attentato terroristico di Manchester, l’autore lancia un vero e proprio atto di accusa agli adulti e a tutto il mondo laicista e liberale. La sua è evidentemente una voce fuori dal coro – lui stesso, un alto prelato, accusa pesantemente in questa lettera le autorità religiose – che, guarda un po’, ha destato lo sdegno di giornalisti, professori, politici, sociologi e compagnia bella.

Siamo tutti profondamente addolorati e scossi dalla tragica notizia, dall’apprendere che decine di ragazzini innocenti sono morti o sono rimasti gravemente feriti mentre assistevano ad un concerto. E questo è un dato di fatto, sul quale ci pare non occorra soffermarsi.

Ma il Monsignore, da uomo di Chiesa, non si è accodato alle solite e banali frasi di circostanza. Non ha fatto il solito sermone sulla pace e la fratellanza universale. No, lui si è esposto alla gogna mediatica perché ha osato dichiarare che esiste una Verità. E quando si parla di Verità non ci si può esimere dal denunciare il fatto che esiste anche il Male: “si sono dimenticati di dirvi che esiste il Male”. Ecco il profondo atto di accusa rivolto a noi adulti.

Ci è stata inoculata, molto lentamente come un veleno a dosaggio controllato, l’ideologia illuminista, ugualitaria e relativista. E ci hanno convinto che non esiste una Verità, che tutto è appunto relativo e, soprattutto, che il Male non esiste. Anzi, peggio, che è superstizione di tempi medievali e oscurantisti.

E il relativismo gli adulti lo trasmettono ai figli come un virus, rendendo un gran favore proprio al Male.

E se è vero che il Male esiste, tanto vale fare anche il suo nome: “le vostre vite falciate dal demonio”. E qual è il vero colpo da maestro del Nemico dell’uomo? Facile quanto machiavellico: convincerci che non esiste. Se non esisto, chi mai può resistermi?

Abbiamo trasmesso ai figli una nuova e più facile morale: la libertà come valore assoluto. La libertà di fare ciò che vogliono, di essere ciò che vogliono, di desiderare ciò che vogliono, di pretendere ogni diritto. E di possedere il maggior numero di beni di consumo, perlopiù inutili.

Questa lettera è sì un atto di accusa contro il silenzio delle autorità politiche e religiose, ma è soprattutto un invito alla reazione. È un invito a prendere una chiara e netta posizione: non si combatte il terrorismo con il buonismo e la retorica progressista. Come non si reagisce al Male con i sermoni sulla pace universale e l’uguaglianza.

L’unica uguaglianza che dovremmo riconoscere è quella degli uomini dinnanzi a Dio. Altri tipi di uguaglianze, fratellanze o cuginanze dovrebbero essere del tutto estranee alla cultura tradizionale occidentale.

Non ci è data la possibilità, ad oggi, di una lotta armata contro quelle forze che stanno smantellando pezzo dopo pezzo quel che resta della nostra millenaria civiltà.

Ma è dovere degli adulti armarsi per un combattimento forse più alto e nobile, quello spirituale. Iniziare già nella propria famiglia una piccola rivoluzione del costume e della morale. Prendersi il tempo necessario ad istruire i figli alla Verità oggettiva, all’amor di Patria – nonostante tutto – e a schierarsi sotto lo stendardo del Bene.

A prendere una posizione netta e definita contro l’eterno Nemico dell’uomo. Incoraggiarli anche a diffonderla la Verità, a creare piccole sacche di resistenza fra gruppi di amici – quelli veri, non quelli virtuali dei social. A imparare nell’ubbidienza alla Tradizione a dire di no, a ribellarsi sempre alle oscure forze del Caos, anche nelle piccole scelte quotidiane.

L’Islam trova evidentemente terreno fertile nel ventre molle delle nazioni europee – soprattutto quelle occidentali – private di quelle difese immunitarie, ideali e spirituali, che per secoli le hanno rese delle fortezze inespugnabili.

Oggi l’Europa è sotto assedio da attacchi di nemici esterni e soprattutto interni: la debolezza delle nostre autorità politiche e religiose sarà la causa ultima della fine della nostra civiltà. Non l’Isis. E’ il laicismo la vera arma di distruzione di massa.

 

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Carissimi figli,

mi sento di chiamarvi così anche se non vi conosco. Ma nelle lunghe ore di insonnia che hanno seguito l’annuncio di questo terribile attentato, in cui molti di voi hanno perso la vita e molti sono rimasti feriti, vi ho sentiti legati a me in un modo speciale.

Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati,  e nessuno vi ha dato delle «ragioni adeguate per vivere», come chiedeva il grande Bernanos alla generazione dei suoi adulti. Vi hanno messo nella società con due grandi princìpi: che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l’importanza di avere il maggior numero di beni di consumo.

Siete cresciuti così, ritenendo ovvio che aveste tutto. E quando avevate qualche problema esistenziale – una volta si diceva così – e lo comunicavate ai vostri genitori, ai vostri adulti, c’era già pronta la seduta psicanalitica per risolvere questo problema. Si sono solo dimenticati di dirvi che c’è il Male. E il Male è una persona, non è una serie di forze o di energie. È una persona. Questa persona s’è acquattata lì durante il vostro concerto. E l’ala terribile della morte che porta con sé vi ha ghermito. 

Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto. Non preoccupatevi, non vi hanno aiutato a vivere ma vi faranno un “ottimo” funerale in cui si esprimerà al massimo questa bolsa retorica laicista con tutte le autorità presenti – purtroppo anche quelle religiose – in piedi, silenziose. Naturalmente i vostri funerali saranno fatti all’aria aperta, anche per quelli che credono, perché ormai l’unico tempio è la natura.

Robespierre riderebbe, perché neanche lui è arrivato a questa fantasia. Del resto nelle chiese non si fanno più funerali perché, come dice acutamente il cardinale Sarah, nelle chiese cattoliche ormai si celebrano i funerali di Dio. Non dimenticheranno di mettervi sui marciapiedi i vostri peluche, i ricordi della vostra infanzia, della vostra prima giovinezza. E poi tutto sarà archiviato nella  retorica di chi non ha niente da dire di fronte alle tragedie, perché non ha niente da dire di fronte alla vita.

Io spero che almeno qualcuno di questi guru – culturali, politici e religiosi – in questa situazione trattenga le parole e non ci investa con i soliti discorsi per dire che «non è una guerra di religione», che «la religione per sua natura è aperta al dialogo e alla comprensione». Ecco, io mi auguro che ci sia un momento silenzioso di rispetto. Innanzitutto per le vostre vite falciate dall’odio del demonio, ma anche per la verità. Perché gli adulti dovrebbero innanzitutto avere rispetto per la verità. Possono non servirla, ma devono averne rispetto.

Io comunque, che sono un vecchio vescovo che crede ancora in Dio, in Cristo e nella Chiesa, celebrerò la messa per tutti voi il giorno del vostro funerale perché dall’altra parte – quale che siano state le vostre pratiche religiose – incontriate il volto carissimo della Madonna che, stringendovi nel suo abbraccio, vi consolerà di questa vita sprecata, non per colpa vostra ma per colpa dei vostri adulti.

Mons. Luigi Negri

(La Nuova Bussola Quotidiana)

(Foto Il Giornale.it)