Panta rei… forse!

Panta rei… forse!

 

Non c’è niente che cambi. Da anni.

Tutto sembra scorrere nell’alveo del solito fiume, lercio e immondo, della “politichetta”… la solita.

Al massimo qualche sussulto e, da parte mia almeno, conati irresistibili per uno spettacolo che sembra ripetersi all’infinito, senza che né la Provvidenza né uno straccio d’uomo della Provvidenza venga a proporci il miracolo che non meritiamo, ma che lassù dovrebbero concederci per meriti storici.

Non per noi, ma per quei galantuomini dei nostri nonni. Invece nulla di nulla…

E tutto prosegue in un’immobilità esasperante! Le beghe di partito, gli amministratori incompetenti e ruffiani.

Da qualche tempo si sono aggiunte al quadro le cooperative che scaricano gli africani davanti ai supermercati col delizioso intento dell’integrazione “via accattonaggio”.

Sembra una novità, ma è solo un’accelerazione di un piano antico e fin troppo ponderato.

In Europa scoppiano le bombe che ammazzano gli innocenti.

La Chiesa di Roma non se lo ricorda più, ma sono 1400 anni che l’Islam dà l’assalto alla fortezza della civiltà, facendo la guerra alle donne e ai bambini. Migliaia di schiavi al servizio di califfi e sultani. Non solo ieri, anche oggi.

Altre etnie in Spagna aprivano le porte ai musulmani. Non solo ieri, anche oggi. Oggi non solo in Spagna.

I politici che nelle scuole vanno a denunciare la spietatezza della mafia, fingono di non ricordare la loro: perché la corruzione fa più morti delle bombe.

Non so dove la gente trovi il “coraggio” di non ribellarsi e l’ignavia dell’obbedienza cieca.

L’Italia è così… spudoratamente!

Il filosofo aveva torto: tutto scorre, ma ci bagniamo sempre nel medesimo fiume.