Terrorismo ed immigrazione: un’invasione che fa paura

Terrorismo ed immigrazione: un’invasione che fa paura

Non è più un mistero: i terroristi islamici giungono in Europa coi gommoni. È quanto emerso nell’ambito dell’operazione Scorpion Fish, che ha portato all’arresto di 15 persone, di nazionalità italiana e tunisina, accusate di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Dall’indagine, condotta dalla procura di Palermo in sinergia con la Guardia di Finanza, è emerso altresì il modus operandi della banda criminale, che utilizzava potenti gommoni, guidati da scafisti esperti, capaci di percorrere il tragitto, tra le coste tunisine e quelle trapanesi, in meno di quattro ore.

A preoccupare principalmente gli inquirenti sono le possibili infiltrazioni di cellule terroristiche. Secondo gli investigatori, era stato programmato l’arrivo sulle coste italiane di potenziali terroristi e di soggetti ricercati nei paesi di origine per sospetti legami con organizzazioni di matrice jihadista. Preoccupazioni, quelle degli inquirenti, più che legittime, vista e considerata la facilità con la quale è possibile nascondere gruppi di terroristi tra le migliaia di disperati che, ogni giorno, approdano sulle coste siciliane.

Che dietro agli scafisti che riempiono le nostre coste di immigrati e di pericolosi terroristi ci fossero i miliziani dell’Isis (soprattutto in Libia) non è certo storia nuova. Non più tardi di due anni fa, il consigliere del governo libico, Abdul Basit Haroun, in un’intervista rilasciata alla Bbc, aveva dichiarato che i combattenti dello Stato Islamico arrivano in Europa anche a bordo dei barconi che attraversano il Mediterraneo e che gli scafisti nascondono i miliziani tra gli immigrati. Parole che non lasciano dubbi d’interpretazione.

Sì, perché tra immigrazione e terrorismo esiste un collegamento. Nonostante la perdurante fase di violenza che sta confermando inconfutabilmente questa tesi, la martellante propaganda pseudo-buonista, proposta dal diabolico sodalizio tra moralisti di professione, sedicenti “esperti di migrazioni” e mainstream, sembra non arretrare d’un centimetro. È l’ultimo baluardo del politically correct, che la violenza jihadista nel Vecchio Continente sembra non aver minimamente intaccato: “Non esiste alcun legame tra immigrazione e terrorismo”, si continua ad urlare da talk show e salotti televisivi.

Purtroppo, invece, sussiste un filo conduttore, nemmeno troppo sottile, tra questi due elementi.  

Ma andiamo per gradi. Illustri studiosi ci fanno sapere, ormai con cadenza quotidiana, che in fin dei conti gli immigrati islamici che compiono attentati in Europa sono un numero ed una percentuale marginale rispetto al totale e, soprattutto, che i jihadisti che hanno insanguinato il Vecchio Continente sono quasi esclusivamente “cittadini europei”.

Una visione, quella sopra descritta, che potremmo definire semplicistica, parziale e menzognera. Come illustrato nel mio precedente articolo (“Ius soli e terrorismo”), il fatto che gli attentati siano stati commessi da immigrati islamici di seconda e terza generazione conferma che la tanto sbandierata integrazione non funziona. Far entrare, oggi, orde di mussulmani senza controllo non farà altro che assicurarci ulteriori attentati in un futuro prossimo. In un contesto sociale come il nostro, segnato da una violenta deriva multietnica, appare doveroso analizzare il background culturale e etnico degli attentatori, senza limitarsi ad una mera valutazione dei documenti d’identità di quest’ultimi. Così come appare chiaro che l’introduzione in Italia della legge sullo ius soli (che verrà discussa in Senato il prossimo 15 giugno) sarà una scelta estremamente pericolosa e folle. La nascita di un jihadismo autoctono è, ahinoi, solo questione di tempo.

Ebbene, i recenti attentati terroristici in Europa devono farci meditare su questi aspetti e farci acquisire coscienza che le attuali, e precedenti, politiche relative all’immigrazione e alla concessione di asilo politico sono fallite, oppure sono in procinto di farlo.

Comunque la si veda, nonostante gli sforzi dei media e dei politici terzomondisti nostrani, l’immigrazione e il terrorismo hanno un denominatore comune rintracciabile nella scarsa volontà e capacità di integrazione di alcune comunità di stranieri, una su tutte quella islamica. Ciò è ampiamente dimostrato anche dalla reazione del cosiddetto “Islam moderato”, a cui è stato chiesto di prendere pubblicamente le distanze dal terrorismo di matrice islamica. E fino ad oggi, a parte dichiarazioni deboli e sporadiche, non si è visto ancora nulla.

A tutti i fieri sostenitori del dialogo inter-culturale vorrei ricordare che esso è proibito nel libro sacro del Corano. Gli “infedeli”, ossia tutti coloro che non adorano il profeta Maometto, si devono convertire. Se ciò non avvenisse, essi sono considerati dalla dottrina religiosa islamica come nemici e devono essere trattati come tali: “Io getterò il terrore nel cuore di quelli che non credono, e voi colpiteli sulle nuche e recidete loro tutte le estremità delle dita.” (Sura VIII) Anche chi è nato in Europa, da genitori musulmani, non potrà far altro che seguire determinati precetti. E allora rinnovo la domanda: esiste un Islam moderato?

Ecco perché, nell’odierno contesto sociale, l’immigrazione è allo stesso tempo causa ed effetto del fenomeno terroristico. Perché il terrorismo, checché ne dicano i grandi soloni del politicamente corretto, è il perverso risultato di quanto abbiamo orribilmente creato nelle periferie delle nostre città, emblema del fallimento delle tante, ostentate politiche di integrazione.

Una tempesta perfetta sulla sicurezza degli Stati europei sembra delinearsi all’orizzonte.

In chiusura vorrei lasciarvi con un quesito ed una proposta di riflessione. Ebbene, alla luce di quanto detto finora, possiamo consciamente asserire che gli ultimi attentati terroristici, che hanno insanguinato il Vecchio Continente, non abbiano nulla a che vedere con l’immigrazione? Noi siamo certi che il legame immigrazione-terrorismo sia più reale che mai!