Roma, chiesta la sorveglianza speciale per Giuliano Castellino

Roma, chiesta la sorveglianza speciale per Giuliano Castellino

E alla fine, la Questura ha deciso di fermare in qualche modo Giuliano Castellino. Quest’oggi, infatti, il portavoce di Roma ai romani, il nucleo cittadino di lotta per la casa e la giustizia sociale che, insieme a Forza Nuova, è stato protagonista di decine di battaglie nell’ultimo anno, dovrà comparire dinanzi al Tribunale. L’accusa? Avere uno stile di vita pericoloso per la pubblica sicurezza.

Il Questore, infatti, ha chiesto che a Castellino sia applicata la misura di prevenzione della Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con la quale, ad esempio, gli verrà intimato di cambiare vita, non uscire di casa la sera e non frequentare determinate persone per un periodo che potrebbe andare da uno fino a cinque anni.

Nel frattempo, tanto per non farsi mancare nulla, a seguito dei fatti del 15 giugno, dove Forza Nuova e Roma ai romani hanno dato vita ad una durissima contestazione contro l’approvazione della legge sullo ius soli in discussione al Senato, a Castellino è stato comunicato dalla Questura l’avvio della procedura per l’inflizione del Daspo.

Cosa abbia a che fare il divieto di accesso negli stadi con una manifestazione di piazza non lo sappiamo. La prassi, però, è stata avallata dalla Cassazione, la quale ha dato un’interpretazione della legge molto estensiva. Sta di fatto che Castellino, oltre a non poter uscire la sera, potrebbe essere sottoposto al divieto di andare allo stadio.

La motivazione di una tale stretta repressiva ad personam? Semplice. Giuliano Castellino non è di sinistra, non è un rom e nemmeno un immigrato. Ergo, il sistema non tollera che la protesta sociale esca dai tranquilli binari pre-impostati. Il successo di Forza Nuova e di Roma ai romani, soprattutto nei quartieri periferici, in mezzo al popolo che reclama diritti sociali e lavoro, spaventa l’oligarchia. La forza popolare, lontana dai comodi schemi della lotta di classe, si traduce nella reviviscenza di un sentimento nazional-rivoluzionario da tempo sopito in Italia.

Una cosa è certa. Con il 57 percento di astenuti alle ultime elezioni, il dissenso popolare spaventa i corrotti al potere. Se poi il dissenso dovesse assurgere a lotta politica, poi, potrebbe davvero essere la scintilla capace di avviare un processo rivoluzionario.