Roberto Fiore: “L’imminente referendum in Svizzera riporta al centro la questione monetaria”

Roberto Fiore: “L’imminente referendum in Svizzera riporta al centro la questione monetaria”

Nel 2018 in Svizzera si terrà un referendum sull’iniziativa “Moneta intera”, promosso dal Movimento Svizzero per la Moneta Sovrana. Ai cittadini svizzeri sarà data la possibilità di scegliere se approvare o meno una riforma costituzionale per passare dalla moneta bancaria alla moneta pubblica. L’obiettivo dei promotori è quello di togliere alle banche private il potere di creare moneta sotto forma di erogazione dei crediti e ridare invece il monopolio dell’emissione monetaria alla banca centrale. Su quest’iniziativa – che, secondo i promotori, eliminerà alla radice le crisi cicliche finanziarie e renderà possibile l’utilizzo della moneta per il bene comune del Paese – abbiamo intervistato Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova.

Fiore, il tema dominante è l’immigrazione: ha senso parlare oggi di sovranità monetaria e proprietà popolare della moneta?

Certamente sì. Noi sappiamo che la subordinazione dell’Italia ai poteri forti passa attraverso la supina accettazione dell’invasione in atto, la sottomissione economica alla BCE e ai potentati sorosiani, che si traduce in mancanza di sovranità, e la destabilizzazione della famiglia come istituto centrale, necessario alla nostra sopravvivenza.

Forza Nuova ritiene che la battaglia per la proprietà della moneta sia centrale, perché l’assenza di sovranità monetaria impedisce lo sviluppo e ci incatena a un debito insopportabile, che demolisce le imprese, spazza via la classe media e proletarizza irrimediabilmente gli italiani.
Vorrei dire che anche l’Africa si risolleverebbe immediatamente, se non fosse che il suo PIL è risucchiato dal debito (fino al 90%, in certi casi). Una moneta africana, che era nei progetti di Gheddafi, avrebbe il grande vantaggio di mettere nelle mani di quelle nazioni l’enorme potenzialità di ricchezza che il continente possiede, con grande beneficio per l’Europa.
La Cina sta praticamente colonizzando alcuni paesi africani grazie alla propria moneta, che è di Stato e non moneta-debito. È interessante notare che dai Paesi “occupati economicamente” dai cinesi non ci sono esodi di immigrati.

Sono credibili Berlusconi e Grillo quando parlano di moneta alternativa?

C’è un problema di mancanza di coraggio. Grillo conobbe Auriti e capì l’importanza del suo progetto e della sua idea… ma, alla fine, scelse di non parlarne. Berlusconi più di una volta in passato parlò della necessità che la Banca d’Italia tornasse ad emettere denaro al di là delle restrizioni dell’Euro, ma poi disse che scherzava!

Non va però sottovalutata la forza della ragione contenuta nelle idee vere. Molti prima o poi capiranno che la sovranità monetaria e la questione della proprietà della moneta sono al centro di tutte le libertà e la rivoluzione sarà inevitabile. Divertente che la cosa nasca dalla piccola Svizzera…

Oltre tutto, la moneta parallela, punto di partenza importante anche per l’approccio popolare con il problema, potrebbe anche essere utilizzata a livello locale, come i programmi alle amministrative di Forza Nuova propongono da anni. Su questo terreno possiamo sfidare FI e M5S a mettere in pratica ciò che dicono.

Quali emergenze potrebbe risolvere la moneta sovrana?

Almeno quattro, tutte legate al reddito di cittadinanza derivante dalla proprietà popolare della moneta, che nulla ha a che vedere con quello grillino. Al di là del fatto che siano occupati o disoccupati, infatti, garantirebbe la sopravvivenza alimentare ad anziani e giovani. Non possiamo assistere inerti agli anziani che raccolgono oggetti e talvolta cibo dai rifiuti. Sarebbe un programma di dignità nazionale dall’altissimo profilo sociale ed etico.

Avremmo, inoltre, la possibilità di agire subito per la crescita demografica, restituendo forza e sicurezza alle giovani famiglie e la spinta demografica automaticamente risolleverebbe l’economia.

Il ritorno alla sovranità monetaria consentirebbe una grande ristrutturazione della rete dei trasporti, valorizzando il turismo che è in forte crescita. Soprattutto nel centro-sud, un programma simile creerebbe milioni di posti di lavoro anche nell’edilizia (non solamente operai, ma anche ingegneri e architetti) e nella valorizzazione del patrimonio culturale e artistico. Ma penso anche al settore primario, che, nonostante tutti i bellicosi tentativi dei poteri forti, dei marxisti e dei burocrati di Bruxelles, è tornato a crescere grazie alle colture di nicchia ed all’altissima qualità dei prodotti.

La maggiore circolazione di moneta, ad esempio, potrebbe servire a sostenere un grano italiano forte e sano – non avremmo più bisogno del grano canadese, malato e cancerogeno – ed altri prodotti particolari da tempo dimenticati o sconfitti dalla massificazione.

Il solo ritorno alla sovranità monetaria, infine, darebbe nuovo vigore alla nostra classe media proletarizzata, alle imprese, all’artigianato. Si tornerebbe al vero credito popolare per combattere l’usura, con la riscoperta dell’apprendistato e della formazione. Molti italiani costretti a fuggire all’estero potrebbero tornare in Italia; sarebbe un autentico rinascimento, propedeutico alla realizzazione del progetto auritiano di libertà di quella proprietà popolare della moneta che è il vero traguardo finale.