Santa Croce Effetto Notte: arte, cinema e musica in una Roma senza più soldi

Santa Croce Effetto Notte: arte, cinema e musica in una Roma senza più soldi

Mercoledì 28 giugno è stata presentata la VII edizione (dal 30 giugno al 16 luglio) di Santa Croce Effetto Notte – rassegna filmica completamente gratuita – presso la Direzione Generale Cinema in piazza Santa Croce in Gerusalemme a Roma.

Dopo l’introduzione di Nicola Borrelli (Direttore Generale Cinema per il Ministero della Cultura), che ci ha in qualche modo lasciati interdetti per il tono sin troppo confidenziale, la parola è passata a Felice Laudadio (Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, CSC). Costui si è confermato assolutamente conciso e preciso nell’illustrare un evento. Gli sono puntualmente sufficienti non più di una ventina di minuti per mandare una stampa bramosa di cibo al pasto, alias rinfresco o buffet che dir si voglia, che questa volta ci ha un po’ commossi, nel suo essere squisitamente “cafonal” anni ’80, con picchi di autentica gioia, quali l’insalata di pollo e Sua Maestà il redivivo Vitel Tonné. Beh, possiamo dire che si è trattato a suo modo di un “pranzo antimoderno”, in netta controtendenza con la tristezza infinita delle cibarie di oggi, in una società dove sono tutti chef mediatici, ma nella quale sempre meno persone sanno cucinare in modo decente.

Tornando al cinema, non avendo la manifestazione un sito proprio, rimandiamo al programma disponibile su quello del MiBACT. Segnaliamo che otto film restaurati dal CSC verranno presentati da coloro che si sono prodigati per restituirli alla pubblica fruizione nelle migliori condizioni. Sempre nell’ambito della sezione riservata al Centro Sperimentale, si preannunciano interessanti i documentari dell’Istituto Luce-Cinecittà inclusi nella rassegna. Tra questi, una particolare attenzione dovrebbe, a parer nostro, andare a quello di Italo Moscati, previsto per il 9 luglio alle ore 19:30, dal titolo: 1200 KM di bellezza (2016), dove si mostrano rari filmati in bianco e nero del nostro Paese, la cui visione non può che consolidare la triste presa d’atto che l’Italia l’abbiamo deturpata a suon di edilizia repubblicana. A tal proposito, lo stupendo Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi, che verrà proiettato il 5 luglio alle 21:30, abbraccia idealmente il documentario di Moscati.

Alla presentazione di qualche giorno fa sulle attività del CSC, Franceschini non si è fatto vedere, non fornendo alcuna spiegazione per la sua assenza. Ben più educato è stato Luca Bergamo (Vicesindaco e Assessore alla Cultura di Roma), il quale, parimenti al Ministro, ha “bigiato” – era previsto un suo intervento alla conferenza stampa tenutasi il 28 giugno – inviando però un messaggio di grande “conforto” alla cittadinanza: il Comune non ha un soldo per fare qualsivoglia attività ricreativo-culturale durante l’estate. In altre parole, chi nei prossimi due mesi non potrà, per le ragioni più varie, recarsi al mare, ha due scelte: 1) prepararsi seraficamente a una “esecuzione termica”; 2) munirsi di un potentissimo ventilatore e una selezionata scorta di fumetti, CD musicali, libri e DVD. Lo specifico filmico non esiste, esiste però tutto un mondo che ruota intorno alla Settima Arte che è sì molto specifico e politico.

Sia come sia, Santa Croce Effetto Notte offre pure questo anno un’occasione per unire arte, cinema e musica. Infatti, oltre alla rassegna cinematografica, sarà possibile visitare la bella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, eccezionalmente aperta in quei giorni sino alle 20, ove sono custoditi dei frammenti della croce sulla quale venne giustiziato Gesù, insieme all’area archeologica romana nei pressi della chiesa.

Infine, due indicazioni museali. Ovvero, il Museo Storico dei Granatieri di Sardegna – un luogo, questo, di grande fascino – aprirà al pubblico con delle visite guidate la sua raccolta di armi e cimeli bellici e verranno altresì organizzati concerti di diverse bande militari. Dal canto suo, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali proporrà anche esso dei concerti. Visto che ci siamo… il museologo vero è dotato di buona memoria. Sarebbe a dire, che quest’ultimo museo possiede la più vasta e ricca raccolta al mondo nel suo genere, ovvio che gli italiani non lo sappiano, e soffre della mancanza di spazi per mostrare la sua incredibile collezione di strumenti, la quale parte dall’archeologia, per arrivare sino ai nostri giorni, passando per testimonianze musicali di tipo etnografico e oggetti unici come l’Arpa Barberini. Divertente, ma non troppo, farvi sapere che questo importantissimo Istituto avrebbe dovuto “espandersi” proprio nell’edificio dove si trova attualmente la Direzione Generale Cinema, ma si è preferito allestire anonimi uffici per dei “funzionari ai maccheroni”, piuttosto che valorizzare la principale raccolta di strumenti musicali del pianeta. Rebus sic stantibus, di cosa ci lamentiamo se va tutto in malora?