Questioni di priorità

Questioni di priorità

Devo ammettere, cari lettori, che leggere il nome di Emanuele Fiano come firmatario del superfluo Ddl antifascista, mi ha suscitato non poche risate. Fiano è uno di quei “custodi della memoria”, ovvero, il difensore di una versione storica ridicola, superficiale, fumettistica; quella storia che si insegna a scuola, caratterizzata da un odioso manicheismo: buoni contro cattivi, supereroi contro supermalvagi. In Italia, l’isteria antifascista raggiunge livelli di goffaggine impensabili. Costoro, infatti, darebbero ai fascisti anche la colpa di un guasto alle tubature dell’acqua di casa propria. Una fobia che si presta bene all’ironia, ma anche a riflessioni sulla palude stagnante che è la politica odierna.

La proposta di legge 3243 è una estensione della legge Scelba e della legge Mancino. Si intendono punire gesti come il saluto romano e la diffusione di materiale inerente al Ventennio. Due anni il massimo della pena, che diventano tre, in caso di diffusione su piattaforme social quali Facebook, Instagram, Twitter, etc…

Sulla questione del saluto romano, invito a riflettere: un gesto millenario, eredità delle nostre radici latine, presente anche nella cultura germanica. In età contemporanea, i primi ad utilizzarlo furono i legionari fiumani di Gabriele D’Annunzio. Dunque, i nostri brillantissimi politicanti hanno scelto di proibire un simbolo storico, sigillo di cultura e tradizione, nel patetico tentativo di esorcizzare un periodo storico che, a loro, fa tremendamente paura, perché essi temono il risveglio e la presa di coscienza degli italiani. Il fascism al nostro popolo diede anche unità e dignità e sarei curioso, a proposito di amore per il popolo,  di sapere perché il signor Fiano consideri il fascismo brutto, sporco e demoniaco, mentre appoggia la causa sionista e le barbarie che ne derivano. Perché interessarsi del contesto italiano, se si ha maggiormente a cuore la propria identità ebraica?

In merito a questo disegno di legge, mi è venuta in mente una metafora biblica, alla quale darò un’interpretazione alternativa e adattata alla situazione. Su un occhio, il cittadino si ritrova la pagliuzza: ovvero, il banale diversivo, la futile distrazione. Sull’altro, invece, preme violentemente la trave: corruzione, criminalità, banche, multinazionali. Da sempre, viene utilizzato il pretesto di un eventuale ritorno del fascismo per distogliere l’attenzione dalle malefatte della classe politica, nel momento in cui il popolo non abbocca più alle prodezze retoriche dei politicanti stessi o ad improbabili statistiche ed analisi fuorvianti.

Si nota, inoltre, una nuova tendenza della classica politica, oltre alla solita strategia del dividere la gente e schierarla una contro l’altra, la strategia del vittimismo. Numerose sono le provocazioni del governo o di esponenti politici, vere e proprie istigazioni a reazioni violente da parte dei cittadini. In questo modo, avviene una distorsione dei ruoli: il governo diventa la povera vittima, ostacolata nel processo di “civilizzazione del paese”, mentre dall’altra parte incombono i mostruosi populisti.

Prendiamone atto: nell’accusa di populismo, si manifesta tutto il disprezzo della politica nei confronti del popolo. Ma quest’ultimo deve guarire da questa sindrome di Stoccolma nei confronti della Repubblica. Necessitiamo di una rinascita culturale ed etica. E dare la priorità alle giuste cause, è un grande segno di intelligenza morale. Rappresenta il primo passo dell’organizzazione di un ordine civile.