Sentiamo odore di… Operazione Runa. Reagire alla repressione

Sentiamo odore di… Operazione Runa. Reagire alla repressione

Qualcosa non quadra. Vorremmo sbagliarci, ma troppe cose strane stanno succedendo in questi giorni. Troppi giullari dell’antifascismo militante si stanno agitando, e non crediamo certo di sbagliare se in tutto questo vediamo in controluce un disegno ben preparato. Un disegno che poggia su una base politica e segue una logica repressiva.

Il Sistema si sta muovendo, come si è mosso in passato in ogni fase di crisi, per colpire quelli che ritiene essere i suoi nemici incorruttibili e irriducibili, e il miglior modo per farlo è ripetere lo stesso copione usato decenni fa. E allora, come si colpisce e si criminalizza il dissenso?  Si cerca di isolare politicamente chi si teme e si colpisce creando nuove leggi liberticide, come vorrebbe fare l’onorevole Fiano, che evidentemente non sa o forse fa finta di non sapere dei 3 milioni di bambini poveri e del 40% di disoccupazione giovanile, preferendo concentrarsi su altri problemi urgentissimi: sul reato di propaganda fascista, sul rendere illegale il saluto romano, sul divieto di vendita di gadget fascisti, prevedendo pene degne del più efferato assassino.

Non possiamo non ricordare gli zombie dell’Anpi che non hanno nulla di meglio da fare nella vita che denunciare ” il bagno fascista ” di Chioggia, vicenda talmente assurda, comica e grottesca che non vale nemmeno la pena di essere approfondita. Intanto, centri di potere si arrogano il diritto di separare “buoni” e “cattivi” per isolare FN e le altre forze sane, che si battono per la ricostruzione del nostro paese. 

Si colpisce in Parlamento come si è colpito anni fa con le scellerate leggi Mancino e Scelba, ma non solo. Si sguinzagliano i cagnolini da guardia del Sistema, come già si è fatto anni fa tentando di sopprimere Base Autonoma, il movimento Skinhead e Forza Nuova. Ne è un esempio lampante la persecuzione a cui viene quotidianamente sottoposto Giuliano Castellino, che, oltre alla minacciata sorveglianza speciale, deve sopportare ogni tipo di vessazione da parte della Questura di Roma, che evidentemente pensa di reprimere con la prepotenza il consenso di Forza Nuova e la crescente adesione che le strutture forzanoviste stanno raccogliendo in molte zone della Capitale e non solo. Emblematici ma estremamente interessanti i recenti fatti di Tor Bella Monaca alla periferia di Roma. In una zona storicamente dimenticata e ignorata dalle autorità, devastata dagli effetti della politica del Sistema capitalista, trattata da sempre come socialmente sacrificabile, il popolo ha deciso di reagire sotto la guida e l’ispirazione di Forza Nuova. I poteri locali rispondono con i divieti commissionati dal potere politico e con la repressione antipopolare (affiancata per l’occasione anche dall’estrema sinistra), ottenendo però l’effetto opposto: più rabbia, più energia, maggiore politicizzazione della protesta. La repressione può infatti divenire anche controproducente: concepita per intimorire, può anche esasperare e indignare, aggravando il problema che mirava a risolvere o meglio a nascondere!

Vorremmo non essere così drastici, vorremmo non essere così plateali, ma ci viene da sorridere. Ci viene da sorridere perché a perseguitare Forza Nuova, Roma ai Romani, insieme a interi quartieri e settori sociali e a tutto il nostro ambiente umano, sono gli stessi  politicanti e “servitori dello stato” che in televisione piagnucolano parlando della legge sulla tortura psicologica, ma che di fatto la repressione politica e psicologica la applicano scientificamente, da anni, contro tutti quei movimenti capaci di catalizzare il consenso nei settori sani della nostra nazione, esausta dopo oltre 25 anni di liberismo e di marxismo.

Capiamo di essere fastidiosi perché promuoviamo tesi talmente ovvie e di buon senso che a certi occhi possono sembrare addirittura eversive. Capiamo che preoccupi il serrare i ranghi di gran parte dell’Area nazionalpopolare dentro o intorno a FN. Capiamo il fatto che si debba tentare di arrestare la nostra marcia in qualsiasi modo, ma almeno potreste adottare metodi più creativi, perché anche il più stolto degli stolti capisce che dietro tutto questo c’è un disegno studiato a tavolino, da menti ideologicamente contorte, che non dimorano certo nel fetore dei centri sociali, ma che stanno in quegli stessi centri di potere che già hanno tentato di bloccare i movimenti nazionalpopolari come Base Autonoma prima, Forza Nuova dopo. Perciò, non crediate di prenderci per fessi e lo ribadiamo con fermezza: sentiamo odore di “operazioni runa”, di repressione anti-popolare e anti-italiana. Del resto, ribadiamo: se nei quartieri dove per decenni il potere ha tollerato criminalità, droga, emarginazione e centri sociali rossi, oggi non tollera manifestazioni e sedi forzanoviste un motivo deve pur esserci!

Come si risponde a questa strategia? Certo non mettendo la testa sotto la sabbia e men che meno scendendo a compromessi, come hanno fatto altri rassegnatisi all’immobilismo e all’inutilità ma neppure perseguendo solo un estremismo verbale emotivo e irrazionale. Si risponde denunciando a voce alta il tentativo in atto, intensificando l’attività, sfruttando la repressione stessa a nostro vantaggio per alzare il livello politico delle lotte sociali e rinsaldando i legami umani e politici tra tutti i soggetti alternativi al potere dominante – realtà d’Area ma non solo – per rilanciare la lotta di popolo in Italia.