La grande paura dei fascisti. Parola d’ordine: “sostituire”

La grande paura dei fascisti. Parola d’ordine: “sostituire”

Viviamo in un’epoca confusa, un’epoca in cui mancano punti di riferimento, in una realtà virtuale, creata prima ad hoc dai media, che poi gradualmente si concretizza sul piano reale.

Si assiste così, pilotando l’informazione, a tutta una serie di sostituzioni che partono prima da un concetto teorico, elaborato a tavolino, che poi, a seguito di una serie di artifizi, viene fatto accettare alla “massa”.

Tutto ciò non viene elaborato a livello nazionale, né a livello politico; piuttosto, le linee guida da applicare derivano dalle decisioni di una classe non eletta in senso stretto, e tutta la vita politica, economica e dei media viene predeterminata da un’élite seminascosta che gestisce più o meno efficacemente e con tempi più o meno rapidi – a seconda di ciò a cui si vuole abituare un determinato popolo – ad un livello sovranazionale.

Tutto ciò che è reputato ostacolo a questo sovragoverno e a questa graduale trasformazione che porta ad un nuovo ordine mondiale deve essere eliminato o sostituito.

Così vengono sostituite o coniate nuove parole; chi si oppone alle unioni civili omosessuali diventa un omofobo, chi si oppone ad un’immigrazione di massa incontrollata, allo strapotere bancario sugli Stati e crede nel sacrosanto diritto di autodeterminazione dei popoli xenofobo, chi crede alla famiglia naturale con dei ruoli definiti maschilista, chi invece crede in Dio è automaticamente bigotto.

Per il nuovo “politicamente corretto”, tutti questi concetti possono essere riassunti in un’unica parola: “Fascismo”.

Ad aver subito la sostituzione del proprio significato sono anche però gli stessi avversari storici del fascismo. Il comunismo novecentesco – nella sua naturale contrapposizione ideologica al fascismo – si è trasformato, è stato sostituito con un qualcosa di estremamente diverso e pericoloso.

Se è vero infatti che il comunismo non è mai stato storicamente morbido con gay e stranieri, né mai è stato democratico, oggi è stato sostituito dal liberal-progressismo, ideologia di base nella costruzione del mondialismo.

La ragion d’essere di questa linea di pensiero – la cui diretta filiazione dal comunismo è comunque facilmente individuabile su una molteplicità di temi – è diventata la contrapposizione a qualunque ideale nazionalista, o persino vagamente favorevole all’autodeterminazione dei popoli.

Il cambiamento è stato graduale ma costantemente inesorabile.

La classe operaia è stata abbandonata in favore delle multinazionali, delle banche e dell’interesse di lobby create ad hoc per la concretizzazione della realtà virtuale.

Questa nuova realtà sembra dispensare diritti: diritti ai gay, diritto all’accoglienza, diritti dell’Europa creando di fatto il reato d’opinione.

Sei contro le adozioni gay? Fascista, bigotto e omofobo! Sei contro l’Europa unita e ai diktat di Bruxelles? Fascista e populista! E così via.

Il cambiamento, la sostituzione è in atto. Giovani italiani emigrano e giovani stranieri immigrano, le popolazioni si mescolano, le differenze si assottigliano, le tradizioni muoiono, gli ideali scompaiono creando di fatto una popolazione mondiale omogenea e facilmente governabile. Se non ho ideali, non ho futuro, non credo in Dio e non ho tradizioni, che motivo ho di combattere?

Ieri il parco “Arnaldo Mussolini” è diventato il parco “Falcone e Borsellino”. Nuovi nomi – per quanto degni d’onore – sostituiscono quelli vecchi. Nel frattempo, possedere un accendino con l’effige di Mussolini diventa reato e le piazze vengono negate se non riconosci i valori della “Resistenza”.

Benvenuti nella nuova democrazia mondiale.