In ricordo di Eva Peron: al Cimitero Maggiore di Milano il ricordo di Evita

In ricordo di Eva Peron: al Cimitero Maggiore di Milano il ricordo di Evita

María Eva Duarte de Perón, meglio nota con il diminutivo di Evita, è tra le poche figure femminili ad essersi ritagliata un posto del Novecento ad essersi ritagliata un ampio spazio nel pantheon del mondo identitario di tutta Europa. Seconda moglie di Juan Domingo Perón – amatissimo Presidente dell’Argentina dal 1946 al 1955 e poi nel 1973, tuttora modello indiscusso della maggioranza dei partiti che compongono l’arco parlamentare argentino – l’immagine di Evita è rimasta associata, anche a distanza di molti anni dalla morte, con l’attivismo politico e sindacale in difesa dei lavoratori e delle classi più deboli, in linea con quel connubio di nazionalismo coniugato con una forte attenzione alle istanze sociali che ha preso il nome di peronismo.

In Italia, esiste un’associazione intitolata a Evita, l’Associazione Evita Perón, che svolge attività di volontariato, con iniziative a sostegno dei bambini e delle donne italiani.  Mentre proprio in questi giorni sta avendo luogo in Sicilia, in provincia di Catania, la colonia estiva organizzata dall’Associazione dedicata a bambini provenienti da famiglie italiane in difficoltà economica, l’Associazione ha deciso di ricordare la sua figura cardine con una piccola commemorazione al Cimitero Maggiore di Milano, presso la tomba che ha ospitato le spoglie di Evita fino al 1974 sotto il falso nome di Maria Maggi de Magistris, per evitare che in Argentina la sua tomba si trasformasse in un luogo di culto, sgradito ai militari della Revolución Libertadora che avevano deposto Perón nel 1955.

L’Associazione, nell’occasione, ha ricordato – in una data, il 30 luglio, molto vicina al 65° anniversario della morte di Evita, avvenuta il 26 luglio 1952 – come Eva Perón fu una figura molto controversa nella storia dell’Argentina. I detrattori guardavano a lei come alla figlia illegittima e alla disinvolta donna di spettacolo che riuscì a conquistare fama e potere grazie al suo matrimonio con Juan Domingo Perón. «Non potevano perdonare ad una giovane donna di aver avuto successo», diceva lei stessa in un’intervista pubblicata postuma il 7 aprile 1954.

Tuttavia, ha sottolineato anche il fatto che, per moltissimi altri, Eva Perón è diventata invece una figura quasi mitica e ancora oggi in Argentina la sua memoria è custodita con grande devozione, diventando il simbolo dell’impegno sociale, del sacrificio di chi stava dalla parte del popolo e ne rappresentava lo spirito autentico. «Mi ricordo di aver detto, in uno di quegli impeti di reazione: “Un giorno o l’altro le cose cambieranno…” e non so se quella frase fosse una preghiera, una minaccia, o le due cose insieme..».