Marcia dei Patrioti del 28 ottobre, Fiore risponde alle accuse

Marcia dei Patrioti del 28 ottobre, Fiore risponde alle accuse

Grande clamore mediatico sulla Marcia dei Patrioti del 28 ottobre, Roberto Fiore risponde alle polemiche e invita tutte le organizzazioni patriottiche a partecipare.

Le iniziative forzanoviste suscitano particolare clamore mediatico nelle ultime settimane e la Marcia dei Patrioti del 28 ottobre pare abbia sollevato un autentico putiferio.

Nessuno dei commentatori si è concentrato sulle recenti dinamiche che hanno determinato l’urgenza della manifestazione romana. Si è, infatti, verificato un repentino cambiamento di paradigma nell’opinione pubblica: i consensi a favore dello Ius Soli sono crollati da un iniziale 70% ad un misero 20/25%, il PD perde la media di 2 punti percentuali al mese e Forza Nuova vede crescere le proprie fila in ambienti popolari e su tutto il territorio nazionale. È una data tradizionalmente legata alla rinascita, anche spirituale, si pensi alla vittoria di Costantino a Ponte Milvio, avvenuta appunto il 28 ottobre del 312; sarà un giorno di rinascita nazionale, i tentativi di “buttarla in caciara” non passeranno. Invito, inoltre, tutte le organizzazioni patriottiche e le comunità a partecipare, nessuno escluso da CasaPound alla Fiamma Tricolore.

La Raggi ha parlato di nuova Marcia su Roma che non deve ripetersi…

Nelle vesti di celerino il Sindaco di Roma non è credibile; la sua politica pro invasione immigratoria e pro sfratti le ha già fatto perdere il 50/60% dei consensi nei quartieri popolari, se non lo capisce è destinata ad un definitivo crollo politico. La Raggi sa bene che la manifestazione del 28 ha il suo cuore pulsante nei quartieri che le hanno voltato le spalle per quei motivi; ecco la ragione della sua ostilità.

Civati ha ridato fiato a chi chiede lo scioglimento di Forza Nuova, appellandosi alla Costituzione e alla legge Scelba ha parlato anche di “riorganizzazione del disciolto Partito Fascista”. Cosa risponde?

Civati, e non è il solo, ignora, ad esempio, che la XII disposizione transitoria e finale con il corpus dei 139 articoli non ha nulla a che vedere. Infatti, si chieda Civati se la Costituzione nei suoi 139 articoli sia oggi più vicina al programma di Forza Nuova, che riecheggia apertamente la Dottrina Sociale cattolica a cui facciamo riferimento e lo spirito sociale e nazionale del Fascismo, o a quello dei partiti neoliberisti e anti italiani, come il suo o il PD da cui proviene. Penso, solo per fare qualche esempio, all’articolo 29, che non parla certo di “matrimonio” gay, al 31, che tutela le famiglie numerose quale compito essenziale dello Stato, proteggendo maternità, infanzia e gioventù, agli articoli 43 e 44 che tutelano e promuovono agricoltura e artigianato, massacrati dalle politiche professate dai partiti che invocano la Costituzione, o all’articolo 46 che riconosce “il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende” e a tanti altri che Civati ed altre vestali della Costituzione farebbero bene a rileggere e, soprattutto, ad applicare, cosa che l’attuale classe politica, commissariata da Soros, UE e BCE, non sta affatto facendo.

Riguardo al merito della legge Scelba, come faremmo a perseguire “finalità antidemocratiche”? Partecipando alle elezioni democratiche? Il tema della violenza è poi molto serio: potrei citare a Civati, e ad altri, decine e decine di episodi che hanno visto i nostri militanti e le nostre sedi vittime di odio, atti di violenza e attentati terroristici. Anche le nostre Passeggiate per la Sicurezza, mai hanno coinvolto forzanovisti o cittadini in episodi di violenza: la violenza non è affatto il nostro metodo di lotta politica, semmai è quello dei centri sociali, protetti e coccolati dai partiti di sinistra.

E l’accusa di razzismo?

La rispedisco al mittente. Dal ’97 – legga meglio i nostri 8 punti fermi – parliamo di “umano rimpatrio” e di “ricostruzione del moribondo continente nero” per “tutelare il diritto dei popoli africani a vivere dignitosamente nella propria terra”: i veri razzisti sono coloro i quali hanno, di fatto e per bieco interesse, incentivato lo schiavismo. Ricordo, infine, a Civati che persino Renzi ha fatto proprio quanto sosteniamo da tempo e che “aiutiamoli a casa loro” è ormai uno slogan mainstream e trasversale sul quale potremmo rivendicare a pieno titolo il riconoscimento della primogenitura.