I centurioni fasulli della BBC. Buonismo contro verità storica.

I centurioni fasulli della BBC. Buonismo contro verità storica.

Una polemica è nata da qualche tempo a causa di un cartone-documentario della BBC, volto a rappresentare la Britannia romana “etnicamente diversa”, il cui protagonista sarebbe un centurione romano dalla pelle nera, con moglie bianca e prole inevitabilmente meticcia. Il cartone procede sulla stessa lunghezza d’onda del rifacimento di qualche anno fa del Giulio Cesare di Shakespeare, in cui a recitare nei panni del discendente di Enea e di Venere era un attore un po’ troppo “abbronzato” (per dirla coi termini di un nostro ex-presidente del consiglio).

Ovviamente il tutto segue una certa vulgata storiografica volta a rappresentare l’Impero romano come un grande calderone multietnico, composto da un felice e continuo meticciato di popoli, razze e culture.
Peccato che la realtà sia, come spesso accade, un po’ più complessa e un po’ meno progressista.

In primo luogo, bisogna ricordare che l’arruolamento nelle legioni era riservato ai soli cittadini romani e che la cittadinanza romana si acquisisse sempre e solo per un rigido ius sanguinis. Le uniche concessioni di cittadinanza che non venissero tramite ius sanguinis erano le concessioni viritane, concessioni molto rare, ordinate direttamente dall’imperatore per romanizzare un fedele e devoto aristocratico di qualche pacifica e già ben latinizzata provincia dell’Impero, oppure potevano esserci casi di promozioni allo status di cittadino di individui che già godessero del Latium Maius, o diritto latino maggiore, il quale era di fatto un’anticamera della cittadinanza, condizione giuridica per nulla diffusa all’interno dell’Impero e riservata principalmente a popoli italici o da lungo tempo alleati di Roma.

Bizzarro e quantomeno singolare, quindi, che da una popolazione dell’Italia centrale di ceppo indoeuropeo, via ius sanguinis, siano potuti sbocciare centurioni di colore.

Un’ipotesi potrebbe essere quella della naturalizzazione. E’ infatti molto probabile che in periodi di guerre e scarsità di nuovi soldati-cittadini da arruolare fosse tollerato l’ingresso di peregrini nelle legioni che, per far quadrare i conti, venivano surrettiziamente (e illegalmente) romanizzati, con falsificazione delle credenziali di cittadinanza (un po’ come avviene per i militi della Legione Straniera francese). In ogni caso, bizzarro sarebbe il caso del centurione dai tratti bantù arruolato e romanizzato “di straforo”, in grado di passare inosservato tra i propri colleghi italici…

Certo, Roma come ogni grande potenza imperiale fece abbondante riferimento a truppe ausiliare, arruolate tra i peregrini, ossia tra gli stranieri, fossero questi abitanti delle province o barbari reclutati oltre i confini imperiali.

Tuttavia, sebbene è ben evidente che queste truppe – diremmo oggi “ascare” – avessero un peso considerevole all’interno dell’esercito romano, fino a rappresentarne circa metà degli effettivi, sarebbe da rimarcare la totale separazione giuridica che queste truppe serbavano rispetto a quelle dei legionari-cittadini.

Gli ausiliari erano e restavano stranieri, anche qualora fossero stati reclutati all’interno dell’impero. Stesso discorso – sembra ridicolo doverlo ricordare – per gli schiavi che, provenendo dalle province assoggettate, non facevano parte della compagine politica romana.
Ridicolo quindi lo sforzo degli accademici accorsi a difesa della produzione BBC per difendere e dimostrare la multietnicità della Britannia romana in base a ricerche genetiche o a fonti letterarie e archeologiche.

Che in Britannia, a seguito della conquista romana e dell’arrivo delle legioni di Roma, si sia riversato anche un nuovo flusso di schiavi della più disparata origine e grandi contingenti di truppe ausiliarie anch’esse reclutate tra i quattro angoli dell’impero è fuor di dubbio. E’ ridicolo, invece, voler far di questa la testimonianza dell’esistenza di una società multietnica, visto che gli unici pieni detentori di diritti erano comunque i cittadini romani, restando gli stranieri in uno stato di semi-apartheid giuridico rispetto ai dominatori.

In ultimo, una nota circa il matrimonio multietnico prospettato dalla fiction BBC: lo ius nubendi, il diritto di contrarre un matrimonio legalmente valido con un cittadino romano, era riservato ad altri cittadini romani o a cittadini latini, mentre le altre unioni erano nulle e ignorate dallo Stato. Ancora una volta, quindi, i canali mainstream scelgono di sacrificare la verità storica sul altare del buonismo. Ancora una volta, però, toppano clamorosamente.