Albini e bianchi: il rischio di avere la pelle chiara

Albini e bianchi: il rischio di avere la pelle chiara

Settant’anni di democrazia non sono trascorsi invano!

Settant’anni di antifascismo stanno dando i loro succosissimi frutti!

Ci abbiamo dunque messo più di mezzo secolo, ma alla fine siamo diventati albergatori di stupratori africani e stipendiatori di mediatori culturali, loro entusiasti sostenitori.

Finalmente qualcuno che ci insegna che lo stupro altro non è che un giochetto sessuale nel quale la donna, apparentemente ritrosa, a penetrazione avvenuta gode come non mai.

Sapienza africana!

E pensare che le yazide se ne lamentano tanto! In mano ai terroristi stupratori dell’IS riportano danni psicologici irreparabili e molte hanno preferito uccidersi dopo uno stupro di massa.

Irriconoscenti!

Strane donne! Strane creature che non apprezzano la vivace sessualità di una violenza carnale!

In Italia, dove l’integrazione si esprime con collaborazioni multietniche in cui congolesi, marocchini e nigeriani stuprano trans peruviani e donne europee, gli stranieri violentano almeno sette volte di più rispetto ai congeneri italiani.

Mi scuso per l’auto-citazione, ma con FN lo scrivevo tanti anni fa dopo aver letto i dati, peraltro allora piuttosto ben occultati, del nostro Ministero degli Interni.

Ricevetti tanti di quegli insulti che nemmeno un arbitro che concede il rigore alla Juventus. Ora quel dato riemerge, più vero di prima!

Sarà un caso… non sarà colpa del background culturale… non dipenderà dall’Islam che considera le donne non musulmane delle prede… ma così è!

Verso le bianche, violentate dai pacifici profughi africani, la sorte è stata clemente. Quel magnifico retaggio culturale di cui molto e spesso si riempie la bocca Sua Signora del Clandestino, Eccellenza Boldrini, è causa, in Paesi quali la Tanzania, dell’omicidio rituale degli albini, lì estremamente numerosi.

Si crede, infatti, che gli organi sessuali degli albini maschi siano essenziali per la stregoneria e che un malato di AIDS guarisca stuprando una donna priva di melanina.

I trafficanti di albini li cacciano o li uccidono guadagnando su ogni corpo una cifra che in Africa è enorme, circa 70.000 euroGli albini, però, corrono anche il rischio di venire amputati: 700 euro per un loro arto.

Ecco perché, grazie agli aiuti internazionali, è nato un centro su di un isola del lago Vittoria, Ukerewe, dove sono curati e protetti.

A colpi di mille clandestini africani al giorno e con un tasso demografico di un figlio a donna, ho l’antipatica sensazione che, tempo una o due generazioni, i fratelli neri non si accontenteranno dello stupro e dovremmo anche noi bianchi, non albini, ma ugualmente disprezzati, percorrere la strada per Ukerewe.