Il tempo del rispetto è finito

Il tempo del rispetto è finito

Mi viene da ridere quando sento parlare di “convivenza civile”, di “rispetto e comprensione”, di “democrazia”. Tutte parole belle  per carità, potenti ed evocative, se fossero pronunciate da politici al comando di una nazione seria. Alla luce dell’ennesimo arresto ai danni di Giuliano Castellino e di altri militanti di Forza Nuova Roma, colpevoli solamente di aver tentato di impedire uno sfratto ai danni di una famiglia italiana in favore di una eritrea, mi viene da pensare che il tempo del rispetto e della pazienza è abbondantemente terminato.

Perché ogni italiano di buona volontà dovrebbe avere rispetto per questa classe politica italiana che, già da anni, lavora per la sostituzione etnica del popolo italiano, in favore di altre etnie provenienti da Africa e Asia?

Perché dovremmo tollerare ancora i piagnistei delle forze dell’ordine e dei loro sindacalisti di ruolo, che piangono lamentandosi delle botte prese, dimenticandosi di spiccicare mezza parola quando invece lorsignori le botte le danno? (Magliana docet)  

Perché tu, caro tutore dell’ordine costituito, dispensi carezze all’immigrato e manganellate ai tuoi connazionali?

Perché dovremmo noi avere pazienza con uno stato che ti dice che se trovi un immigrato dentro casa tua, non lo puoi giustamente sbattere fuori a calci, fino a quando il suddetto (falso) profugo non ha trovato una nuova sistemazione?

Perché dovremmo noi italiani essere comprensivi con uno stato che ha già  detto di voler preparare casa e lavoro per oltre 75.000 immigrati, dimenticandosi (volutamente) di tutti gli italiani in difficoltà?

E fino a quando saremo disposti a tollerare di vedere le passeggiate a scopo elettorale di Matteo Salvini, che viene a fare la sua bella scampagnata fuori porta a Roma, stringendo le mani e dando pacche sulle spalle agli stessi manganellatori degli italiani che lui dice di difendere ?

Possiamo ancora tollerare i deliri di un presidente della Camera che, ignorando le principali nozioni storiche, si lancia ormai da anni in prediche anti-italiane e pro-immigrati ?

Possiamo ulteriormente tollerare e sopportare tutto questo, cari italiani?

Possiamo ancora restare indifferenti o consenzienti verso uno stato che, ormai alla luce del sole, ha dichiarato guerra al suo stesso popolo ?

Io credo che il tempo dei “volemose bene”, del “tutti insieme appassionatamente”, del “va tutto bene”, di questo caos generalizzato, sia veramente arrivato al termine. È ora che il popolo italiano riprenda in mano il proprio destino, ed è per questo diritto divino alla nostra esistenza che è fondamentale partecipare al corteo Tutto per la Patria del 28 ottobre. Esserci non è un opzione, esserci è un dovere umano, morale e spirituale. Coraggio italiani, è ora di riprenderci ciò che ci appartiene.