Roberto Fiore: “Sciopero della fame di Castellino atto d’accusa alla sinistra antisociale e al regime liberticida. Legittimazione a idee di FN dai vescovi africani”

Roberto Fiore: “Sciopero della fame di Castellino atto d’accusa alla sinistra antisociale e al regime liberticida. Legittimazione a idee di FN dai vescovi africani”

Con un comunicato sulla pagina Facebook di Forza Nuova, il responsabile romano del movimento, Giuliano Castellino, ha annunciato l’inizio di uno sciopero della fame, definito come “l’arma dei prigionieri politici, il sacrificio volontario di chi non si piega”. In merito a questo annuncio abbiamo intervistato Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova.

Giuliano Castellino ha iniziato ieri, nel giorno di Santo Stefano, lo sciopero della fame. Quali sono gli obiettivi di questa estrema azione di protesta?

Lo sciopero della fame di Castellino porta alla luce due gravissime contraddizioni interne di un governo rantolante e incapace di mantenere fede ai suoi stessi principi. La prima consiste nel massacro di ogni diritto sociale, primo fra tutti quello fondamentale alla casa. Questo diritto, che il manifesto di Verona elevò al rango di “diritto alla proprietà” della casa, oggi non esiste più per gli italiani. Gli stranieri sono in cima alle graduatorie e gli italiani vengono sfrattati nell’indifferenza mediatica. Nessun organo di stampa, tutti concentrati come sono nell’evidenziare le disgrazie degli immigrati, ha riportato le immagini della donna di Montecucco buttata fuori casa con il suo bambino di 4 anni. La contestazione di quella abnormità, senza che vi fossero state violenze o minacce, costituisce il motivo per il quale Giuliano e Consuelo sono ancora detenuti.   

La seconda contraddizione è altrettanto grave perché cancella il principio stesso della libertà politica e supera gli stessi paletti delle leggi Scelba e Mancino, come affermato esplicitamente dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal ministro degli Interni Minniti: chi si oppone nelle piazze deve essere neutralizzato, è questo il messaggio delirante. Decine di pacifiche manifestazioni non autorizzate – si sa i prefetti e i questori spesso non sono generosi con Forza Nuova nelle autorizzazioni – e alcuni fumogeni accesi sotto la sede di un giornale costituiscono il corpo di “reati gravissimi”, tali da indurre qualche magistrato ad imbastire una grande operazione contro di noi. Il nervosismo del sistema mira direttamente alla demonizzazione assoluta dell’avversario politico non addomesticabile: altro che leggi antifasciste o messa al bando di simboli del ventennio, qui si vuole silenziare definitivamente Forza Nuova e l’opposizione militante.

Il messaggio di Castellino sarà particolarmente recepito da chi soffre sulla propria pelle il problema dei diritti sociali negati, dagli abitanti dei quartieri popolari, dagli italiani privati dei diritti sociali che non trovano più una sinistra a cui rivolgersi.

Cambiamo argomento, cosa pensa delle recenti posizioni, espresse da alcuni Vescovi africani, decisamente contrarie all’emigrazione verso l’Europa?

Ritengo siano di importanza epocale. Mentre le gerarchie cattoliche occidentali restano imprigionate all’interno di fumosi schemi liberal e terzomondisti, vent’anni dopo i nostri otto punti – in gran parte ispirati alla Dottrina Sociale – la Chiesa africana assume posizioni chiare e forti perché improntate al realismo cattolico, legittimando nei fatti le idee e i programmi storici di Forza Nuova.

Questi Vescovi lanciano un grido contro il buonismo criminale del business immigrazione e affermano che i giovani della Nigeria e del Senegal devono rimanere in patria per dar forza e ricchezza alla propria terra.

La speranza arriva dall’Africa, continente nel quale, del resto, hanno operato per decenni missionari di sicura fede. Avvenire accuserà di ‘razzismo’ anche i vescovi africani?