Discorso di fine d’anno di un immaginario capo di stato italiano

Discorso di fine d’anno di un immaginario capo di stato italiano

Fratelli miei, miei compatrioti.

Questo è stato un anno duro.

Molti di noi hanno perso la casa in un terremoto, hanno perso i loro cari. Io esprimo la mia solidarietà a queste persone, a questi bambini, a questi anziani e a questi fratelli. Noi abbiamo ridato loro una casa in due mesi, a tutti. Poco oltre possiamo, non possiamo loro ridare i ricordi, gli affetti. Però abbiamo loro ridato le basi per ricostruire una vita nuova, una vita antisismica come le case che abbiamo loro fornito, una vita che nessun altro, neanche fenomeni naturali, potrà loro più portar via. Lo giuro nel nome dell’Italia.

Le organizzazioni internazionali mondialiste hanno tentato di rendere l’Italia un immenso centro d’accoglienza, con un’immigrazione incontrollata che, nonostante i proclami delle ONG, non ha nulla a che fare con una guerra o con la protezione dei più deboli. Noi ci siamo opposti. Abbiamo combattuto in campo diplomatico con fermezza, abbiamo combattuto lungo i confini con gli eserciti gridando: “No. Prima gli italiani”, ed abbiamo vinto.

Abbiamo dovuto combattere contro attacchi economico/bancari che volevano minare le basi stesse della rinascita e della ricostruzione nazionale. Siamo usciti dall’euro e finalmente il nostro paese, a lunghi passi, sta riconquistando la sua sovranità. In forte contrasto con i passati governi di burocrati europeisti, noi ci siamo contrapposti ad un sistema di potere tecnocratico e mondialista che, come unica mira, aveva l’obiettivo di rubare suolo, sovranità, dignità e risorse al popolo italiano.

Abbiamo vinto anche qui.

La lunga sfida alla denatalità è in fase di risoluzione. Ora le madri hanno supporto statale, dopo anni di falso femminismo che vedeva i figli come un ostacolo alla realizzazione personale, con un duro lavoro siamo riusciti a rimettere la famiglia al centro della vita di ogni cittadino, garantendo futuro alla nostra nazione.

Ora i servizi statali a sostegno della maternità ci sono, il reddito alle madri è realtà, le aziende hanno sovvenzioni particolari se, al loro interno, costituiscono strutture che permettono ai bambini di essere vicini alle loro famiglie, mentre la Patria lavora alacremente per costruire il loro futuro.

Italiani, vi auguro unità. Vi auguro unità di intenti, vi auguro amore, vi auguro di riscoprire i veri valori che in Dio vi permetteranno di essere uomini e donne felici, realizzati e liberi.

Vi auguro grandezza, vi auguro di essere parte orgogliosa e operosa di questo paese che, dopo tante sofferenze, ha riscoperto l’amore dei figli, l’onore della lotta e la gloria della vittoria.

Buon 2018.