In memoria di Sileno Desideri, il “fascista” di Prato

In memoria di Sileno Desideri, il “fascista” di Prato

Morto a fine dicembre scorso, Sileno Desideri, a modo suo, è stato una figura storica a livello locale. Iscritto al MSI dagli anni ’60, federale negli anni ’70 e nei primi anni ’80, è stato di fatto “il fascista” per eccellenza nella sua Prato. Punto di riferimento per un ambiente allora sotto assedio in una zona rossa, Sileno ha collaborato anche a ricerche storiche sugli eccidi partigiani, in particolare quello “della fortezza”, avvenuto subito dopo l’arrivo degli angloamericani.

In quelli che l’hanno conosciuto, restano impressi la sua vita di militanza, il suo coraggio e la sua spavalderia. Quando, negli anni più duri, i comunisti che avevano il monopolio politico in città organizzavano riunioni o convegni nei quali dirigenti e burocrati compassati in giacca e cravatta discutevano della questione operaia, Sileno si presentava appena uscito dal cantiere, in tuta di lavoro e li controbatteva parlando di fascismo e di socializzazione. Quando dopo anni di dura attività, avrebbe potuto “capitalizzare” le sue fatiche e far carriera politica, Sileno rigettato il nuovo corso che avrebbe portato a Fiuggi e a An, non aveva esitato a darsi all’attività extraparlamentare: stampava bollettini che poi spediva a tanti camerati in giro per l’Italia. Sempre a sue spese, naturalmente.

Personalmente, ho conosciuto Sileno nel 1993 quando, in seguito all’Operazione Runa, ero all’obbligo di dimora. Sileno volle venire a conoscermi, a sentire se poteva essermi utile in qualche modo e mi lasciò un po’ dei suoi bollettini autoprodotti come incoraggiamento a non mollare. Ogni volta che lo sentivo, si rammaricava di non poter fare di più a causa dell’età, prima, e anche della malattia, più tardi. Anche se quasi impossibilitato a muoversi, Sileno non mancò di dare il suo contributo alla nascita e allo sviluppo di Forza Nuova. Mi passò i suoi contatti che aveva accumulato in tanto tempo coi suoi bollettini e organizzò riunioni di simpatizzanti a casa sua. Nulla di eclatante, forse, ma era tutto quello che poteva fare e questo, oltre a commuoverci, ci incoraggiava a continuare la battaglia. Resta impressa nella memoria una lunga camminata di propaganda a Firenze con volantini e adesivi. Nonostante i dolori e le condizioni di salute, fece uno sforzo incredibile per partecipare e per farsi tutta la camminata coi giovani. Noi eravamo sbalorditi e preoccupati per lui, ma Sileno era tutto contento, anche se sofferente: “Sei troppo frollo!”, diceva ridendo a un giovane che si diceva stanco. Temo che l’abbia poi pagata cara quella camminata nei giorni seguenti, ma gli abbiamo regalato un giorno di vera felicità!

Non lo abbiamo mai sentito accampare meriti di sorta, ma solo chiedere cosa poteva fare per rendersi utile.

In un mondo di vanitosi, arrivisti e carrieristi, tu, Sileno sei stato un esempio di umiltà, di perseveranza, di fedeltà. Ora non ci resta che pregare per te, salutarti per l’ultima volta col braccio levato e seguire il tuo esempio.