Il “gene” dell’antifascismo non si smentisce mai

Il “gene” dell’antifascismo non si smentisce mai

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione dell’amico Raffaele Inc., il quale, in poche e chiarissime righe, stigmatizza la vergognosa “performance” di Gene Gnocchi.

Trovo assolutamente normale la reazione della platea di Gene Gnocchi – la sua degna platea. Essa ride in piena sintonia con l’energumeno, manifestando identica inumanità, insensibilità e mancanza di rispetto per i sentimenti (proprio come gli “orchetti” di Tolkieniana memoria).

Ci hanno fracassato i santissimi per la parola “razza” pronunciata dall’ex-sindaco di Varese, termine in qualche modo adeguato a illustrare la realtà che stiamo vivendo, non offensivo ma “politicamente scorretto”.

Ora, invece, vorrei che qualcuno spiegasse cosa vi sarebbe di corretto nel fare della comicità su un triste episodio di amore e di morte che ha coinvolto tragicamente una donna.

Dovrebbe spiegarcelo – in maniera sincera e credibile – la Boldrini, che parte sempre lancia in resta per difendere tutto ciò che di femminino si libra nell’aria, e che in questo frangente potrebbe magari far credere di avere ancora un barlume di buon senso, e di non essere solo ridicolmente faziosa e vuota.

Ma tranquilli, così non sarà, ed è meglio un dignitoso silenzio piuttosto che ipocriti rimbrotti. Spero che anche coloro che hanno sofferto per questa “boutade” non diano spazio a giornali e televisione. Sarebbe come “dare le mele ai porci”, così si dice in Umbria.

La povera Clara Petacci, appesa per i piedi, era senza slip. Certo ce ne vuole per convincerci che hanno fatto di tutto per tenerla lontano dal plotone di esecuzione, che è stata uccisa per disgrazia e che si era dimenticata di indossarli, gli slip.

Altre donne e bambine sono rimaste senza slip dopo il passaggio degli “eroici” resistenti, ad esempio Giuseppina Ghersi, la ragazzina tredicenne di Savona, o Maria Laura Bellini, la sedicenne di Biella, e tante altre che, come Claretta – oltre agli slip – hanno perso anche la vita mentre sentivano cantare “bella ciao”.