Alla destra del Padre

Alla destra del Padre

«Una sola è la destra, e vi appartengono tutti coloro che la religione, il bene e la gloria dello Stato hanno in mira».

Clemente Solaro della Margarita (1792 – 1869), ministro del regno di Sardegna e consigliere privato di re Carlo Alberto.

Se la destra (1) italiana pensa di poter condurre un’efficiente azione politica continuando a denunciare ciò che non va nel mondo, reiterando stantii leit motive e senza una necessaria quanto fondamentale opera di chiarificazione dottrinale al suo interno, non andrà da nessuna parte.

Ciò che spesso è stato, ed è tutt’ora, oggetto della più feroce polemica da parte della destra si è incistato in essa, snaturandola.

A destra, infatti, si trova oggi tutto ed il suo contrario: si va da un filo-liberalismo atlantista ad un terzomondismo simil-marxista; dal cedimento a certe mode e derive della consunta modernità, come il veganesimo e l’animalismo, ad un neo-paganesimo propugnante, in tema di spiritualità, qualsiasi esperienza religiosa (una sorta di «fai da te», che rivela una spaventosa mancanza della corretta percezione del sacro).

Quel variegato ambiente umano formatosi dopo la Rivoluzione Francese ed in opposizione alla sovvertitrice modernità, intesa come negazione di un ordine politico e sociale imperniato su di una concezione sacrale, teocentrica e virile della vita – ordine che in Italia ed in Europa si è realizzato nella Cristianità medioevale, il cui retaggio ancora oggi percepiamo nonostante tutto – si è, in buona parte, smarrito a causa del progressivo cedimento nei confronti di quel mondo moderno contro il quale voleva combattere.

Il venir meno della consapevolezza di quale sia la radice del male che si vuole combattere, ha determinato il cedimento delle linee e la perdita delle posizioni, riducendo, nel tempo, la compagine contro-sovversiva ad un’esigua e quasi innocua minoranza.

Molti, infatti, non hanno compreso, o hanno dimenticato, che la radice della modernità sovversiva sta nel soggettivismo filosofico, che ha determinato il passaggio dalla concezione teocentrica (2) alla concezione antropocentrica (3) della vita, ovvero il passaggio dalla consapevolezza che esiste una realtà oggettiva e superiore all’uomo – da cui deriva ciò che esiste e l’ordine che lo caratterizza – all’illusione che la realtà sia una creazione del pensiero umano: da qui le nefaste ideologie basate sul delirio di onnipotenza dell’uomo, convinto di essere come Dio e di poter determinare, in assoluta autonomia, ciò che è bene e ciò che non lo è. Nessuna Verità oggettiva e vincolante, dunque, nessuna subordinazione ad una realtà trascendente, ma pretesa di totale autodeterminazione nella convinzione che il solo divenire sia la dimensione dell’esistenza umana; un divenire completamente scevro da vincoli che non siano quelli della cangiante volontà umana.   

La partita si gioca, innanzitutto, in casa nostra, ove occorre fare un’efficace bonifica ed eliminare quanto di infausto e fasullo si è insinuato ed incistato:

  • una certa destra risorgimentalista e massonica, che avversa il cattolicesimo preferendogli il protestantesimo;
  • un’altra liberista, affascinata dal modello yankee, propensa prevalentemente agli affari e che, sul piano religioso, si professa indifferente o cristiana-liberale, come se il cristianesimo fosse compatibile col liberalismo;
  • un’altra ancora che non disdegna certe posizioni da Partito Radicale (o scimmiottante la sinistra), che dice sì al divorzio, all’aborto, al riconoscimento delle unioni omosessuali, e che propone una spiritualità neo-pagana e presunta «tradizionale», tanto assente nella viva tradizione nazionale, quanto presente nelle mene di ristrettissimi circoli massonici o massoneggianti.

Tutte queste rappresentazioni della destra politica hanno un denominatore comune: il ripudio, più o meno esplicito, o l’oblio della spiritualità dei nostri padri, il Cattolicesimo professato da Santa Romana Chiesa.

Se non recupererà l’autentica dimensione spirituale – la quale, di conseguenza, rimanderà alla migliore tradizione nazionale – la destra continuerà ad essere la caricatura di se stessa, capace solo di menar colpi a vuoto come un pugile «suonato» che si aggira smarrito sul ring.

Se la destra italiana vuole vivere, avere un senso e condurre un’efficace azione politica, deve schierarsi sotto lo stendardo di Cristo Re e di Maria Regina. Collocarsi, senza indugio e indipendentemente dalla contingente situazione di grave crisi modernista che sta attraversando la Chiesa, nel solco della tradizione cattolica.

L’Italia, l’Europa ed il mondo attendono questa destra; una destra libera dalla fasulla virilità del superomismo, lontana dalle bugie del positivismo e fiera della propria identità romana e cristiana. 

di Corrado Corradi e Marco Sudati

Note

(1) Con la parola ‘destra’ qui si intende identificare quella parte politica che, nell’immaginario collettivo europeo, riconosce nella triade Dio-Patria-Famiglia i pilastri fondamentali di una retto ordinamento politico e sociale, contrapponendosi tanto alla sinistra, fondata sul mito dell’egualitarismo, quanto al liberalismo, fondato sul mito della libertà svincolata dai limiti oggettivi posti dall’ordine naturale e dall’etica in esso radicata. Non sfugge, a chi scrive, quanto l’utilizzo di questa parola sia problematico e contestato, dato che con la stessa spesso si identifica almeno una parte del liberalismo, tuttavia è innegabile che essa sia compresa dai più – certamente in una maniera riduttiva e semplicistica – come il luogo politico in cui si ritrova chi osteggia tanto il comunismo marxista quanto il liberal-capitalismo.

Parafrasando il conte Solaro della Margarita, si può affermare che una sola è la destra e vi appartengono coloro i quali hanno a cuore la religione, il bene del proprio popolo, l’onore e la gloria della Patria. Affermazione che evidenzia come oggi l’essere di destra significhi, in sostanza, opporsi al progetto massonico e mondialista nemico della religione, delle patrie, degli Stati e delle identità nazionali.

(2) Dio quale realtà attorno cui tutto si regola.

(3) L’uomo al posto di Dio.