Non si può difendere davvero quello che non si ama

Non si può difendere davvero quello che non si ama

Pubblichiamo la lettera aperta di un nostro redattore a un amico e camerata di assoluta stima e buona fede, che ha recentemente dichiarato di non votare per la lista Italia agli Italiani alle elezioni politiche del 4 marzo in quanto non condivide l’impostazione “troppo cattolica” di Forza Nuova.

Carissimo,

ho sentito dire che non voterai Forza Nuova perché non ne condividi l’impostazione cattolica e “troppo” religiosa. Credo che la tua affermazione meriti un po’ di attenzione, in quanto il ragionamento “non sono cattolico, dunque non voto FN” non lo considererei così scontato.

Chi si oppone alla decadenza morale e fisica dell’Italia e dell’Europa, non può non riconoscerne la causa nella modernità e nella sua nichilistica evoluzione. Ora, tra le varie espressioni della modernità vi è il laicismo, ossia quella mentalità che considera la religione una faccenda privata e di secondaria importanza, la quale non deve avere alcun impatto sull’organizzazione della vita del consorzio umano associato (in breve, non deve interessare la politica). Tu sai perfettamente, caro amico, che il laicismo contraddistingue tutto l’orizzonte culturale e politico progressista e liberal-democratico, ovvero tutto il fronte che, senza soluzione di continuità, lavora per la dissoluzione della nostra identità e della nostra esistenza.

I laicisti – di qualsiasi sfumatura – non solo proclamano la loro indifferenza rispetto alla questione religiosa (indifferentismo religioso che oscilla da un aperto ateismo ad una concezione relativista, di impronta massonica, che pone tutte le religioni sullo stesso piano subordinandole ad una sorta di verità superiore, appunto quella massonica, caratterizzata dal culto del divenire, di cui sarebbero padroni gli iniziati), ma si prodigano al fine di cancellare la famiglia naturale e stravolgere il costume sessuale, attraverso la promozione dell’omosessualità, dell’ideologia gender e della promiscuità sessuale all’insegna dell’infedeltà. Su questi temi, decisivi per la sana esistenza di un popolo, vi sono forze ascrivibili alla nostra area che hanno sostanzialmente posizioni analoghe a quelle dei laicisti:

  • proclamano l’indifferentismo religioso (trascurando il fatto che l’Italia e l’Europa hanno un legame identitario inscindibile col cattolicesimo);
  • sono favorevoli al riconoscimento delle coppie omosessuali da parte dello Stato;
  • sono favorevoli alla pratica dell’aborto garantita dallo Stato.

In un momento storico come quello che stiamo vivendo, che una forza appartenente all’area della destra radicale assuma, su tematiche cruciali come quelle sopra elencate, posizioni simili a quelle del fronte sovversivo è, a dir poco, scandaloso.

Essere cattolici non significa solo ed esclusivamente praticare il culto religioso cattolico-romano, osservandone i dogmi ed i riti. Essere cattolici, in Italia ed in Europa, significa anche aderire ad un’identità che volenti o nolenti – credenti o meno nella divinità di Gesù Cristo e negli altri articoli di Fede – da duemila anni ci connota. Un’identità che si fonda sull’incontro della migliore tradizione greco-romana e nord-europea con la Rivelazione cristiana, alla quale i pagani si sono convertiti nella loro stragrande maggioranza (altrimenti il cristianesimo non si sarebbe imposto e la nostra storia sarebbe stata ben diversa). Si può non avere la Fede (nessuno può essere obbligato a credere…), ma, per difendere la nostra Civiltà, non si può rifiutare e denigrare la tradizione cattolica. Farlo sarebbe una ripugnante contraddizione.

Il cattolicesimo non è solo una religione, il cattolicesimo è anche cultura e civiltà. Senza il cattolicesimo l’Italia e l’Europa non sarebbero quello che sono: scienza, università, scuole, ospedali, pittura, scultura, letteratura, musica, lavoro, cattedrali, castelli. Tutto il bello ed il buono delle nostre terre rimanda ad una civiltà che, tolto il cattolicesimo, non sarebbe mai esistita.