Povero Blondet!

Povero Blondet!

Umanamente dispiace davvero, da combattenti cristiani fa anche male, ma il rancoroso e ingiustificato attacco a freddo di Maurizio Blondet al nostro capo e ai nostri fratelli in lotta merita diverse chiarificazioni. Tanto per cominciare, Blondet parla di skinhead (sic) ingrigiti che, entrati a La7, si sarebbero fatti intimidire da Floris e convinti a rinunciare! Non sembra capire che i militanti forzanovisti hanno solo portato a termine con successo un’azione politica, come dovevano fare, non una vendetta personale. In quanto al farsi intimidire… viene da sorridere divertiti. Militanti che in quasi due anni hanno strappato il controllo sul campo di diverse borgate agli storici occupanti rossi, che hanno sopportato cariche, idranti, manganellate, arresti ingiustificati, attacchi politici, controlli e fermi di polizia continui, menzogne e insulti mediatici sarebbero stati intimiditi da un solo giornalista imbarazzato che stavano contestando? Se è una battuta, complimenti per l’umorismo. Ma se non lo è, facciamo notare che, per quanto possano manipolare e alimentare la tensione, i giornalisti in genere non terrorizzano nessuno e comunque, se Blondet ci tiene, possiamo presentarglieli i nostri attivisti, così potrà verificare di persona quanto si lasciano intimidire.

Ma ci sono cose ben più gravi nel suo articolo a cominciare dalle omissioni. In Italia scorre nuovamente il sangue, il sangue di chi si batte coraggiosamente su quella barricata che dovrebbe essere la stessa di Blondet, e invece dove si schiera di fatto quello che abbiamo sempre considerato un “bravo giornalista”? Dalla parte di chi colpisce fisicamente e mediaticamente i nostri uomini. Non una parola di condanna, invece, dopo i fatti di Palermo, viene da lui rivolta a quei centri sociali la cui forza di piazza sembra quasi guardare non con disprezzo superiore, come asserisce, ma quasi con rispetto. Non una parola di rispetto o comprensione per i militanti impegnati e perseguitati. In compenso non riesce a nascondere un rancore unilaterale e illogico verso Forza Nuova e il suo capo indiscusso, Roberto Fiore.

Grave, gravissimo, specie in tempo di guerra. Maurizio, l’hai dimostrato e lo hai fatto in un momento in cui ogni parola detta o, peggio, non detta, pesa il doppio. Pur apprezzando certe analisi geopolitiche e morali di alto livello, siamo anche abituati a vedere certi equilibrismi antipolitici ed elettoralistici con conseguenti cadute di stile pur di schierarsi con chi potrebbe aver successo – pur sapendo che tra quel Berlusconi da te scelto in passato e quel Salvini che scegli oggi c’è solo l’imbarazzo di sapere chi dei due porterà i suoi inutili voti all’altro il 4 marzo.

Dire che la militanza di strada non serve, privilegiare solo le grigie stanze del potere come sede unica dei cambiamenti, affermare che Forza Nuova vuole la guerra con i centri sociali, come se questi non fossero stati riattivati da chi di dovere “al momento giusto” in una fase politica particolare e forse critica, equivale a non voler vedere l’evidenza dei fatti. Non sono certo i forzanovisti a volere una nuova stagione di violenza e “opposti estremismi” da far cavalcare agli omuncoli del mondo moderato “politicamente corretto” e sostanzialmente traditore e mondialista. Sono i centri sociali a cercare lo scontro, ad assolvere il ruolo di bassa manovalanza dell’antifascismo. Blondet non solo non vede questa evidenza tattica ma si rifiuta di vedere anche l’evidenza strategica: chiude occhi, orecchie e bocca per non vedere, non sentire e non dire che, se la violenza rossa è in ripresa, lo è in seguito all’avanzata forzanovista, un’avanzata non elettoralistica mirante a sgattaiolare servilmente nelle stanze del potere, ma un’avanzata sociale, popolare.

Perché è chiaro come il sole che quello che preoccupa i mandanti morali e politici dell’estrema sinistra sono le penetrazioni e gli insediamenti forzanovisti (spesso con relative estromissioni dei “rossi”) in zone come le borgate romane, Milano sud, le campagne pugliesi, le cittadine del nordest. Ma questi dettagli sembrano sfuggire a Blondet, come sembrano sfuggirgli l’aggressione di Palermo, le cariche repressive e immotivate di Macerata, il clima di odio “vecchio stile” fomentato contro Forza Nuova. Ma per Blondet esiste solo la potenza dei centri sociali: evidentemente in quartieri come Magliana e Primavalle, o nelle cittadine già rosse di Emilia, Romagna e Toscana, l’agibilità politica e fisica i forzanovisti devono averla vinta alla lotteria.

Ma lo scivolone più comico e clamoroso è quello sull’Ucraina dove Blondet confonde Forza Nuova con un altro soggetto politico, dicendo che Fiore appoggia gli estremisti ucraini contro i russi solo perché i primi innalzano le svastiche! Al nostro bravo giornalista sfugge del tutto che chi ha preso certe posizioni da lui condannate non ha nulla a che fare con Forza Nuova, che fin da prima della guerra Fiore ha scritto ai nazionalisti ucraini un appello pubblico a non farsi strumentalizzare da americani e sionisti cadendo dalla padella alla brace (si attende ancora la risposta …), così come gli sfugge che Forza Nuova è da lungo tempo il movimento più filorusso dell’intero panorama politico italiano! Confessiamo che, se gli attacchi precedenti ci hanno irritato, lo scivolone ucraino ha fatto così ridere da rimetterci di buon umore. E allora, per questa volta, col sorriso sulle labbra sorvoliamo volentieri su un singolo scivolone, augurandoci che alla prossima il bravo giornalista si informi direttamente alle fonti senza farsi influenzare dallo stato d’animo diffuso dai media portavoce dei poteri forti e nemici di tutti coloro che sono schierati sulla barricata giusta.