Bardonecchia, ma di cosa stiamo a parlando?

Bardonecchia, ma di cosa stiamo a parlando?

Lamentarsi e minacciare la Francia di chissà quali rappresaglie per l’intrusione dei  gendarmes in quel di Bardonecchia, al punto in cui siamo, assume i contorni della farsa.

Non è qualche giorno fa a Bardonecchia che la nostra sovranità è stata violata – da uomini in divisa di una nazione europea vicina e, per statuto, anche sorella (come ci ha ricordato il Ministro degli Esteri francese), i quali hanno sicuramente peccato di eccesso di zelo  interpretando in maniera estensiva degli accordi di cooperazione – sono anni che la nostra sovranità viene violata da stranieri non in uniforme che atterrano clandestinamente sulle nostre coste o sbarcano nei nostri porti, scortati da banditesche ONG private.

A che servono quelle minacce roboanti da politica delle cannoniere, proferite dal nostro governo, quando tutti sanno benissimo che mai andranno a buon fine, sia perché la Francia, potendoselo permettere, di noi se ne infischia, sia perché la nostra politica estera è totalmente latitante per l’ignavia dei suoi responsabili.

Intanto, il ministro francese competente ha già sostanzialmente detto che: «I doganieri non hanno fatto nulla di illegale», nell’attesa di chiarimenti ha «sospeso il funzionamento dell’accordo transnazionale fra i due Paesi, in vista di un incontro chiarificatore con il governo di una nazione sorella come l’Italia»,  e ha aggiunto che «se bisogna rivedere l’accordo con l’Italia lo faremo, ma la Francia non ha fatto niente di illegale».

Capito l’antifona? Quegli zelanti gendarmes si sono mossi, forse con troppo zelo (e non escludo anche con spocchia, essendo francesi), tuttavia all’interno di una cornice di accordi… che cazzarola di bisogno c’era di far la voce grossa?

E perché, invece, non abbiamo il coraggio di alzare la voce contro chi delinque (clandestini e ONG) da anni nei confronti della nostra terra e del nostro popolo?

Semplice, è il vecchio adagio del “forte coi deboli e remissivo coi forti”. Non che la Francia sia debole – anzi, soprattutto in politica estera se la cava benissimo, basti pensare a come sia riuscita a sedersi al tavolo dei vincitori della IIGM avendola moralmente persa – ma era evidente che la reazione francese ad un eccesso di zelo dei suoi gendarmi sarebbe comunque stata di accondiscendenza nei confronti di noi poveri cuginetti violati… li immagino già gli spocchiosi funzionari francesi dire tra loro, sottovoce: «Ma sì, lasciamo che «les ritals» facciano il ruggito del coniglio».

Come si può essere così spudorati quando dall’Europa al Maghreb tutti sanno che abbiamo da tempo rinunciato alla nostra sovranità, lasciando che le ONG ci dettino la legge dell’accoglienza a tutti i costi e scarichino da noi il peggio del peggio che viene dall’Africa? Dal 2011 al 2017 sono stati 700.000!

Quella cifra parla chiaro e dice che da tempo la nostra Nazione, in balia di politici ribaldi, ha rinunciato alla sua sovranità.

Da tempo, troppo tempo, l’Italia accoglie chiunque abbia 3-4000 Euro per pagare organizzazioni mortifere che scaricano da noi di tutto, anche elementi appartenenti al jihadismo internazionale. Da troppo tempo l’Italia consente a dei soggetti privati, le ONG, di fare il loro proprio porco comodo sulle nostre coste e nei nostri porti alla faccia di noi italiani (per lo più considerati poveri imbecilli o biechi razzisti, dalle ONG e dai loro mentori.

Secondo alcuni quotidiani, nel periodo 2014-15 i nostri politici, che sull’affaire Bardonecchia cianciano di sovranità, hanno permesso il transito in Italia e verso il Nord Europa di oltre 100 mila clandestini, senza averne registrato l’identità e le impronte digitali – così facendo arrabbiare non poco i nostri vicini (arrabbiatura che ha riguardato, e riguarda, in misura decisamente maggiore anche un elevatissimo numero di italiani) – e adesso vogliamo anche cazziare i francesi?

Il buon Sordi avrebbe detto: «Ahò, maddeché stamo a parlà?».