L’Italia che non conta niente

L’Italia che non conta niente

Il Niger è davvero un bel posto, se vi serve l’uranio. I francesi, a cui l’uranio serve (eccome!), sono lì in pianta stabile.

Si dia un’occhiata alla cartina geografica per capire la posizione strategica di questo Paese per tutti coloro che vogliano, dall’Africa subsahariana attraverso la Libia, raggiungere l’Italia!

Il pittoresco Parlamento nostrano ha deciso di inviare in Niger 120 militari. La spedizione costerebbe 50 milioni di euro, ma sembra che Roma e Niamey si siano parlate ma non si siano affatto capite, visto che il ministro degli interni del Niger nega ci siano accordi con l’Italia per l’invio di truppe nel suo Paese. Mistero!

Forse in Niger si è preoccupati di una sempre crescente presenza straniera? Forse sono i francesi ad essere infastiditi dall’arrivo degli italiani nella loro ex colonia?

Il Niger è un Paese ricco di uranio, come detto, ma anche di gas naturale e di pregiati metalli, oltre che di combattivi e vivaci jihadisti, ed è l’imbuto nel quale per forza si imbattono i migranti provenienti da ogni angolo dell’Africa nera.

I francesi hanno in Niger 4000 uomini a fare gli interessi francesi. Lì la Francia estrae un terzo dell’uranio indispensabile alle sue centrali nucleari. Ci sono anche 1000 americani a dar manforte e 1000 tedeschi a controllare un territorio strategico e ricchissimo.

I negletti, gli esclusi siano noi italiani, incapaci di una politica estera che minimamente ci tuteli. Senza diritti in Africa, ma con un preciso dovere in Patria: pagare, pagare, pagare per le centinaia di migliaia di “invasori” africani che arrivano da noi, frutto evidente di una assoluta incapacità (volontà?) francese, tedesca e statunitense di controllare lo strategico imbuto nigerino.

E intanto Niamey ci rispetta così tanto da permettersi di far finta di non aver mai parlato con Roma… che bella figura, signora Pinotti!