Leonardo Cabras (FN): «Dalla piazza al potere il passo è breve, soprattutto se in piazza rimaniamo solo noi e al potere c’è il caos.»

Leonardo Cabras (FN): «Dalla piazza al potere il passo è breve, soprattutto se in piazza rimaniamo solo noi e al potere c’è il caos.»

Leonardo Cabras, in precedenza coordinatore di Forza Nuova per la regione Toscana, è di recente diventato coordinatore di tutta l’area del Centro Italia. L’abbiamo contattato per sapere cosa pensa dell’attuale situazione politica e delle prospettive future di Forza Nuova.

Cosa rappresenta Forza Nuova? Il vostro è un partito o un centro sociale?

Forza Nuova è la parte migliore del popolo italiano che, non attraverso la politica partitocratica, ma attraverso la militanza mira alla rinascita nazionale. FN non ha una struttura partitica né è un centro sociale. La sua conformazione è quella del movimento. La differenza partito/movimento non è un semplice artificio stilistico, ma denota una differenza sostanziale: il partito mira in primis alla competizione elettorale e quindi alla conquista di seggi. FN invece, che è un movimento, partecipa alle elezioni, ma non le considera assolutamente il proprio scopo finale, quanto invece un qualcosa di totalmente collaterale, un “ludo cartaceo”. Gli scopi primari sono il radicamento sul territorio, la formazione qualitativa e l’aumento quantitativo dei propri militanti e quadri dirigenti, che come obiettivo più alto hanno la Ricostruzione Nazionale; le elezioni sono solo uno dei mezzi per arrivare un giorno alla vittoria della Nazione.

In che modo il vostro movimento è cresciuto negli ultimi mesi?

Come dicevo sopra, Forza Nuova ha nel radicamento territoriale la propria missione; ed è proprio in questo ambito che il movimento continua a crescere. FN apre continuamente sedi in tutto il territorio nazionale, dalle città ai paesi di provincia. Attraverso le proprie strutture satellite organizza le più svariate attività, dalle conferenze culturali alle raccolte alimentari per gli italiani in difficoltà, dalle colonie estive per bambini alle attività ludiche e sportive. Il numero di militanti continua a crescere ed è per noi la sola cosa che conta. A cosa serve avere il 20% o il 30% elettorale se poi hai difficoltà a portare in strada ed in piazza dei militanti per le tue attività? E soprattutto se anche con quel 20% o 30% non puoi fare nulla? I grandi partiti puntano sui numeri elettorali, noi sui militanti. Avere tot militanti attivi in un quartiere vale molto più che avere il 40% elettorale, anche se non tutti se ne rendono conto sulla breve distanza.

Voi vi richiamate all’ideologia fascista? Quali aspetti del fascismo considera positivi e quali negativi?

Consideriamo il fascismo come una delle pagine più importanti della millenaria storia d’Italia. È ovvio che tanti problemi attuali non esistevano all’epoca del fascismo ed a questi nuovi problemi come Forza Nuova diamo una risposta. Quelli della modernità sono i nostri temi, su cui oggi la politica ci sta dando indirettamente ragione utilizzando nostre argomentazioni, mentre spesso i giornalisti, quando ci intervistano, tendono a portare compulsivamente il discorso sui temi storici. In ogni caso non vediamo sostanziali lati negativi nel fascismo: il fascismo rappresentava la terza via al liberismo capitalista (la cosiddetta destra) e al collettivismo comunista (la cosiddetta sinistra), noi riteniamo che oggi più che mai questa impostazione sia l’unica via, il giusto mezzo per la società. I veri “estremi” infatti sono proprio le altre due vie, che poi altro non sono che due facce della stessa medaglia in quanto, seppur con mezzi diversi, puntano agli stessi scopi, come, per esempio, la distruzione dello Stato e della famiglia, della Religione e della morale, ma anche della proprietà e del lavoro.

Che futuro proponete agli italiani? Quali sono le vostre politiche?

Il futuro che proponiamo agli italiani è l’unico futuro possibile, ovvero un futuro di rinascita nazionale. I suoi pilastri sono la sovranità nazionale, la lotta contro la finanza internazionale, la difesa dei confini che per noi sono sacri, il blocco totale dell’immigrazione, il rimpatrio degli invasori sbarcati sinora, una fortissima politica demografica per far tornare gli italiani ad essere nelle condizioni di creare famiglie numerose, la difesa dei diritti del lavoro contro lo smantellamento liberista degli ultimi anni, l’indipendenza energetica, una forte e rinnovata politica industriale integrata con un forte rilancio dell’agricoltura. In sintesi, tutto ciò che ha a che fare con la difesa, con la salute, con la crescita, con l’indipendenza, con tutto ciò che un organismo statale sano considera buono e desiderabile.

Cosa pensa del razzismo e della violenza applicate alla politica?

Non è chiaro cosa si intenda con razzismo; ormai è una parola usata a sproposito e spesso per condannare posizioni legittime ed intelligenti. Per quanto ci riguarda, “ogni popolo ha la sua terra, ogni terra ha il suo popolo”. Noi difendiamo il nostro popolo come vorremmo che gli altri difendessero il proprio. Questa è l’unica posizione che deve guidare la politica sui temi etnici. Volere che l’Italia resti italiana e che l’Europa resti europea può essere considerato “razzismo” solo da persone masochiste, incapaci di intendere e volere ed amanti del degrado, o da poteri, spesso sovranazionali, che hanno solo da guadagnare da un caos multietnico. Ogni terra deve avere il suo popolo che vive in pace; nel caso di terre in difficoltà, come l’Africa, la risposta non è riversare 1 miliardo di africani in Europa, ma aiutarli a fare quello che oggi da soli non riescono a fare. Riguardo al mondo arabo, invece, c’è una chiara volontà di islamizzazione dell’Europa, volontà che deve essere stroncata con ogni mezzo.
Riguardo alla violenza politica, noi siamo stati i primi, anche a fronte di attacchi assurdi dei media e ad atti di violenza (uno, tra i mille che si potrebbero citare, l’aggressione al nostro dirigente palermitano Massimo Ursino) a mantenere la nostra azione nell’alveo della politica. Anzi, la nostra presenza è indispensabile per far sì che tutto rimanga disciplinato ed inquadrato. Evidentemente questa azione responsabile non ha un corrispettivo in altre aree politiche e nemmeno nei media, dove si cerca sempre di criminalizzarci e spesso di giustificare gli attacchi fisici contro di noi. Noi siamo quindi l’unica forza politica che si adopera per mantenere lo scontro odierno, molto forte, nell’ambito della lotta delle idee.

Cosa pensa del sistema politico Italiano e Europeo?

Il sistema politico italiano è asservito a poteri che sono in diretto contrasto con la sovranità italiana e con gli interessi del popolo italiano. A partire dalla Nato, che ci vincola a guerre per noi inutili (guerre in Medio Oriente), quando non dannose (destabilizzazione della Libia) o ad atti di ostilità contro nazioni storicamente amiche (espulsione dei diplomatici russi). Abbiamo poi l’UE che ci tiene ingabbiati in parametri economici che ci impediscono di effettuare le politiche necessarie al benessere della nazione, ci impone un’invasione programmata dall’Africa e dal mondo arabo e l’applicazione di assurde sanzioni contro la Russia e tante altre leggi e trattati devastanti, che i nostri politicanti traditori hanno finora accettato ed applicato servilmente. Alla luce di questo, è chiaro che senza una reale politica di sovranità non esiste alcuna politica possibile.
Riguardo al sistema politico europeo, la situazione è simile: esiste un’Europa dei popoli, viva, sana, contraria alle politiche burocratiche e finanziarie, contraria all’invasione, amica della Russia, che soffre sotto la cappa opprimente dell’UE. Ma come dimostrano le elezioni in molte nazione europee, il sano vento dell’Est è arrivato anche in Europa e con esso un risveglio patriottico.

Secondo lei l’Italia dovrebbe uscire dall’euro e dall’Unione Europea? Perché?

L’Italia deve uscire dall’UE. Noi siamo stati i primi a parlare di Italexit. L’UE è un progetto mortifero e morente, che vuole portare nell’abisso i popoli europei. Deve essere abbandonata e lasciata morire. Il futuro è un’Europa dei popoli, Europa di popoli fratelli, una confederazione di Stati nazionali sovrani e uniti da perpetua fratellanza.
Riguardo all’Euro, deve essere abbandonato; ma non si tratta di un semplice cambiare valuta, un semplice cambio di nome; l’Italia deve tornare ad essere politicamente, economicamente, energeticamente sovrana. La moneta sovrana sarà il risultato di tutto questo: una moneta non legata alle fluttuazioni della finanza speculatrice, ma al lavoro ed alle risorse nazionali. Solo così la moneta può tornare ad essere simbolo di sovranità, come è sempre stata nella storia, e non simbolo di schiavitù, come è diventata soprattutto a causa dell’UE, ma anche prima con il signoraggio bancario.

Come commenta il vostro risultato alle elezioni politiche?

Abbiamo raddoppiato i voti, ma di per sé il nostro risultato elettorale, come dicevo poc’anzi, è per noi indifferente. Se puntassimo solo al risultato elettorale ci comporteremmo molto diversamente: saremmo aperti alle coalizioni eterogenee e avremmo una certa elasticità nei valori, cercando di accordarci almeno in parte al politicamente corretto. Se non lo facciamo è perché siamo convinti che il vero cambiamento arrivi da un’azione rivoluzionaria costante, dalla formazione di strutture sul territorio, dalla vicinanza al popolo. I risultati di cui siamo fieri sono le sedi che apriamo costantemente in tutta Italia, le Passeggiate per la Sicurezza che facciamo con il consenso popolare, gli aiuti che diamo alle famiglie con Solidarietà Nazionale, le porte sempre più entusiasticamente aperte ai nostri militanti. Queste sono conquiste reali, che i blasonati partiti nazionali non possono più permettersi, essendo sovrarappresentati nei salottini televisivi e pressoché assenti tra il popolo. I numeri salgono e scendono all’improvviso (basti vedere i risultati del Pd, dal 40% a meno del 20%), come i numeri della finanza speculatrice. Il radicamento sul territorio, invece, è duraturo e reale, come un campo ben coltivato. Siamo però convinti che anche elettoralmente un giorno sbaraglieremo i traditori della Patria: dalla piazza al potere il passo è breve, sopratutto se nella piazza rimaniamo solo noi e al potere c’è il caos.