Un asino è volato in cielo e gli italiani non esistono

Un asino è volato in cielo e gli italiani non esistono

Certo che gli zelanti agenti al servizio del mainstream mondialista non sanno più cosa inventarsi, per convincere gli italiani a scomparire. Una delle ultime trovate è questa: gli italiani non esistono. Ad informarci della nostra non esistenza è il “Corriere della Sera” online dello scorso giovedì 3 maggio, con un articolo di Luigi Ripamonti che riporta i risultati di uno studio condotto dall’Università di Bologna.

Gli Italiani? Non esistono. «Si tratta solo di un’aggregazione di tipo geografico. Abbiamo identità genetiche differenti, legate a storie e provenienze diverse e non solo a quelle» spiega Davide Pettener, antropologo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, che ha creato una banca di campioni di DNA per tracciare la storia genetica degli Italiani, insieme a Donata Luiselli del Dipartimento di Beni Culturali di Ravenna e collaboratori. Lo studio rientra in un progetto mondiale finanziato dalla National Geographic Society.

Dunque, secondo il titolista del Corriere, gli italiani non esistono, in quanto fra gli abitanti della Penisola chiamata Italia non vi è, stando allo studio citato, omogeneità genetica.

Il quadro complessivo è frutto di spostamenti lungo due traiettorie diverse iniziati nel neolitico, con l’avvento delle tecnologie agricole e dell’allevamento. Nei periodi successivi è successo di tutto: Germani, Greci, Longobardi, Normanni, Svevi, Arabi sono passati lasciando i loro geni”, racconta lo studioso Pettener.

Davvero una grande scoperta, non lo sapevamo!

E con questo cosa si vorrebbe dimostrare? Che l’Italia è una terra destinata ad essere approdo di svariate genti e che, dunque, gli italiani come popolo dotato di una propria identità non esisterebbero? Che sarebbe il caso di non nutrire alcuna preoccupazione nei confronti dell’immigrazione di massa, la quale non minaccerebbe alcuna identità nazionale italiana?

“Gli italiani non esistono, sono solo un’aggregazione di tipo geografico”, si sentenzia. Come se a costituire l’identità di un popolo fosse esclusivamente il mero dato materiale genetico, e non il patrimonio costituito dalle espressioni più alte della natura umana: la religione, la cultura, la lingua, il modo di organizzare la vita del consorzio umano associato.  

Evidentemente c’è qualcuno al Corriere, e non solo lì, che ritiene gli italiani una massa di lobotomizzati pronti ad accogliere ogni panzana, soprattutto quelle presentate come aventi fondamento scientifico.   

Così capita di sentir affermare che “gli italiani non esistono” e che a dirlo è la scienza, oppure che un bimbo ha due padri, o due madri, nonostante la natura umana e la scienza bollino come panzana tale affermazione. Che ci volete fare, il relativismo ed il “minchionismo” imperanti producono anche questo.

Una vecchia canzone di Fabrizio Marzi diceva: “Un asino è volato in cielo, un asino democratico, credete non è un’illusione, l’ha detto la televisione”. Parafrasando questo brano della musica alternativa anni Settanta, si potrebbe dire: “Gli italiani non esistono, non sono mai esistiti, credete non è un’illusione, l’ha detto il corrierone”.