Le sfide future di Forza Nuova

Le sfide future di Forza Nuova

 

La rabbiosa campagna denigratoria recentemente perpetrata dal regime democratico per scongiurare le pur remote prospettive d’integrale rigenerazione civica delineate nelle chiare istanze rivoluzionarie di Forza Nuova, svela i torbidi intenti prevaricatori di un potere direttamente responsabile del disordine generalizzato che ha dissolto l’Italia nella voragine insalubre del capitalismo planetario.

Se i timori allarmistici suscitati dalla presenza di Forza Nuova non sono evidentemente addebitabili all’esiguità dei suoi consensi elettorali, vi è un ordine di ragioni meno occasionali e più profonde atte a chiarire il rancoroso ostracismo della democrazia verso una formazione politica che, per la nobiltà dei presupposti ideali e degli intendimenti politici, ha i titoli necessari per considerarsi e proporsi come la sola, valida alternativa al “sistema della menzogna”.

Il movimento, fondato con perspicace chiaroveggenza da Roberto Fiore e Massimo Morsello vent’anni or sono, assume quale paradigma dell’azione politica lo scontro vittorioso che le schiere angeliche guidate da San Michele condussero per debellare la protervia dei demoni avversi ai sapienti disegni dell’Altissimo; la preliminare elezione di un archetipo che riconduce provvidenzialmente l’ambito civile e politico alla Storia Sacra, si pone ben oltre i mediocri calcoli opportunistici del politicantismo supportato da un dominio oligarchico, fomentatore di corruzione spirituale e morale.

La compagine costituitasi nel segno profetico di una riattualizzazione della trascendente epopea che assurge a norma ed esempio di una rivoluzione autenticamente consapevole delle sue aspirazioni contro-sovversive e restauratrici, ha il merito di aver affermato, ad onta del prepotere di una laicità onnipervasiva, che la rinascita dell’Italia a dignità di nazione non è concepibile al di fuori della Tradizione promanata dall’inesausta fecondità vivificatrice del Sacrificio del Golgota e comunicata alla Chiesa romana; ne consegue che la ricomposizione dell’ordine naturale, arrogantemente violato dalla stolida pochezza democratica, presuppone la rivitalizzazione di un cattolicesimo fieramente memore della sua plurisecolare azione civilizzatrice e sottratto alla mortificante prossimità con i residui di un piatto umanitarismo, alimentato dalla sovversione mondialistica.

Si comprende come una milizia motivata dall’attitudine spirituale che Josè Antonio Primo De Rivera definiva plasticamente “senso ascetico e militare della vita”, persegua il fine di riconsacrare la politica alla sua originaria vocazione di scienza orientata all’attuazione dei principi religiosi e morali che, riflettendo la provvida sapienza redentrice del Cristo, rappresenta la condizione basilare per il realizzarsi di un armonico ordinamento civile.

La ragionata persuasione della fondamentale contrapposizione fra la Tradizione (da intendersi nei termini precedentemente rievocati) e la sovversione istituzionalizzatasi con i funerei trionfi della sedicente civiltà moderna, si traduce per Forza Nuova in una decisa volontà di difendere la funzione propositiva e ricostruttrice delle idee reazionarie che improntarono le coraggiose insorgenze incorse nella solerte censura dei falsificatori del passato e che, in situazioni politicamente e temporalmente diverse, riproposero il primato dei valori spirituali contro la vacuità dei fantasmi razionalistici, dissolvitori delle categorie morali e giuridiche.

I Vandeani, sacrificalmente votatisi a riscattare le ragioni della Francia tradizionale dal furore distruttivo delle orde giacobine; i “briganti”, avversatori della forzata unificazione italiana compiutasi nel segno del “risorgimento borghese”, lesivo della peculiare fisionomia del Sud, oppresso dalla centralizzazione sabauda e dal laicismo liberale; i legionari, risoluti a salvaguardare durante la guerra civile spagnola i supremi diritti di Dio contro la virulenza sacrilega dell’ateismo marxistico e massonico, attestano il valore pregnante di una tradizione civile, suscettibile di configurarsi in forme molteplici e nitidamente rappresentative di una precisa visione della vita.

La fedeltà alle premesse dottrinarie fin qui delineate, sottendendo una lucida consapevolezza delle singolari potenzialità realizzatrici racchiuse nel patrimonio cattolico e romano del vecchio continente, potrebbe validamente concretarsi in una strategia politico-culturale propedeutica alla “ricostruzione nazionale” auspicata da Forza Nuova e articolabile su due fronti: la riscoperta del prezioso contributo teoretico di pensatori quali Carlo Costamagna, Francesco Orestano, Guido Manacorda, ecc., che hanno puntualizzato le tendenziali convergenze tra i fondamenti spiritualistici della concezione anti-ideologica del fascismo e la reazione cattolica all’antropocentrismo.

Come si può facilmente presumere, la loro opera è stata saccentemente azzerata dalla faziosità di un potere culturale che, in nome del suo conclamato antifascismo, ha opposto i feticci corruttori della modernità al doveroso compito di recuperare e riaffermare la vera tradizione italiana.   

Se la falsificazione censoria impudentemente praticata dai vigili corifei della mitomania resistenziale e democratica ha tentato di convogliare nelle catastrofi del “secolo breve” il generoso impegno degli interpreti del riscatto dell’intelligenza dai sofismi ideologici, la sua indispensabile rivalutazione gioverebbe a sfrondare la “destra radicale” da perduranti tentazioni gnostiche e neopagane, delineatesi in più o meno immediata polemica con il cattolicesimo.

A tale riguardo, è opportuno sottolineare come le affermazioni di alcuni esponenti di Casa Pound in ordine a problemi etici essenziali, comprovino che le predette suggestioni si risolvono nell’accoglimento di posizioni largamente avallate dal sistema che si afferma di voler combattere.

Prescindendo dal considerare il fondamento normativo della legge naturale, si è irretiti nella vischiosità di una dialettica incapace di dissimulare le sue implicazioni scopertamente nichilistiche.

In sintonia con la difesa di una cultura permeata dallo spirito del realismo classico e cristiano, Forza Nuova, trascendendo la limitatezza di un attivismo totalmente assorbito dalle contingenze, dovrà inoltre intensificare la battaglia intesa a smascherare la diabolicità del disordine costituito, ove la trasgressione della morale è disinvoltamente secondata da un’aberrante concezione del diritto.

Le conseguenze del programmatico sovvertimento dei canoni della ragione e del buon senso sono testimoniate dalle pseudo-leggi che agevolano la pratica sanguinaria dell’aborto o la negazione della gerarchica complementarietà tra i due sessi nella unione sponsale divinamente consacrata; l’influsso distruttivo che ne promana, è il portato di uno squallido relativismo culturale, consentaneo alla diffusione di una immigrazione coatta e indifferenziata, facilitatrice del vorticoso disfacimento dei popoli in un coacervo di individui senza identità.

Respingendo il volgare tatticismo esibito da false opposizioni che perseguono il risibile obiettivo di accedere all’area di governo per “cambiare il paese” (con il beneplacito obbligante delle oligarchie usurarie e cosmopolite), Forza Nuova sa che il crollo del sistema liberal-democratico è una condizione fondamentale per propiziare il risveglio di una civiltà conforme al mirabile finalismo della Reazione e della Redenzione.