Destra, sinistra, fascismo, antifascismo: tornare all’Italia degli Italiani

Destra, sinistra, fascismo, antifascismo: tornare all’Italia degli Italiani

Con la sinistra politica disfatta e la destra volta al passato, con le istituzioni colonizzate dai farisei, vedo difficile un percorso di ricostruzione della coesione nazionale, ammesso che ci sia mai stata.
Nella parentesi fascista, l’Italia degli italiani crebbe, ma anche cadde. Ieri cadde, oggi sprofonda nel servaggio, come nei secoli bui. Siamo stati ingannati perché siamo divisi. Ci hanno giocato gli uni contro gli altri, sventolando bandiere di un’epoca che non ritorna, come non torneranno i suoi uomini migliori. Le bandiere vere e quelle false, perché i più sono ignoranti e nulla discernono. Ci hanno ingannati perché non abbiamo il culto della casa comune.
Il concetto di Patria è stato respinto, offeso da chi ha voluto per sé il comando dello Stato: per sé e per i suoi interessi. Così, ingenuamente, ci siamo donati all’Europa con amore, dimentichi che le diversità di ogni popolo europeo sono la sua ricchezza; dimentichi che siamo i soli depositari della rivoluzione cristiana, che gli altri non hanno conosciuto; dimentichi che le frontiere e le leggi dello Stato sono il presidio dei valori della nostra identità, della nostra ricchezza, dello Stato sociale che, prima di un diritto, fu una conquista dei lavoratori di sempre: con il re, con il duce, con la Repubblica, perché era la nostra casa. Le orde dei barbari di una follia malvagia ci dicono che la casa è in pericolo, è aperta a tutto e a tutti ed è una casa ricca, che fa gola a chi non rispetta il sudore e l’amore che l’hanno creata. Era la nostra casa e deve esserlo.
Leggo di un certamente patriota che parla a un improbabile esercito, con toni accesi, di svincolarsi dalle catene dell’Unione Europea – e ha ragione da vendere, sia per il bene dell’Italia che della stessa Europa – ma non porge la mano alla massa degli italiani che di questi toni forti faranno volentieri a meno; che più non credono nella politica e sono più del 50%.
Sono l’esercito degli astensionisti, cui devi sussurrare il tuo Amor di Patria. Carezzare i loro cuori, perché tornino a pensare insieme. Per risvegliare la coscienza del popolo italiano, bisogna saperne cogliere la sua sensibilità e riavvicinarlo ai temi sacri della civiltà cristiana, non spaventarlo con gli incubi di un passato tragico, demonizzato dalla lotta per il potere. Non allontaniamo, con gli spettri di ciò che non ritorna, quelli che nulla sanno della resistenza eroica e di quella ipocrita mascherata da antifascismo.
Riposino in pace i combattenti della resistenza ai tedeschi e quelli della resistenza agli anglo-americani. Dimentichiamo quelli che hanno voluto conquistare lo stato fascista per sete di potere. Malediciamo quanti, per cupidigia, di quel potere hanno fatto lo strumento della morte della Nazione. Voglio parlarvi di Dio, di famiglia, delle nostre donne e di lavoro, ma senza squilli di fanfare, né rullar di tamburi. Tendendo fraternamente la mano.