Scuola, dalla Fedeli al professore di educazione fisica

Scuola, dalla Fedeli al professore di educazione fisica

Marco Bussetti, laureato in Scienze dell’educazione, professore di Educazione fisica, attualmente Dirigente dell’Ufficio X dell’USR, è diventato il nuovo ministro dell’Istruzione del governo giallo-verde a guida di Giuseppe Conte.

Dopo lo scandalo del falso titolo di studio inserito nel curriculum del ministro uscente dell’istruzione, Valeria Fedeli, Lega e M5S si impegneranno a garantire la preparazione del Bussetti per questo importantissimo incarico?

Il Contratto M5S-Lega (al punto 27) promette un deciso e forte “cambio di rotta” per quanto riguarda il sistema scolastico, dichiarando: “L’istruzione deve tornare al centro del nostro sistema Paese” e “La nostra scuola dovrà essere in grado di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il futuro con fiducia”. Promette cambiamenti e provvedimenti anche per quanto riguarda l’edilizia scolastica, ovviamente tutto in maniera molto generica. Il governo giallo-verde non risparmia anche severe critiche alla Buona Scuola di Renzi e dedica, infine, un breve paragrafo riguardo l’Alternanza Scuola-Lavoro. La definisce “inefficace” e “controproducente”, sottolineando la mancanza di controllo e organizzazione che ha portato migliaia di studenti delle scuole superiori a svolgere mansioni non attinenti al proprio percorso scolastico.

La Buona Scuola renziana si è dimostrata nel tempo un’arma a doppio taglio molto pericolosa: da una parte vi è stato un evidente sfruttamento della manodopera studentesca (ovviamente non retribuito), d’altra parte vi è stata una perdita considerevole di ore di lezione (200 nei Licei e 400 negli Istituti Tecnici), che non potranno essere recuperate. Saranno queste promesse – quasi convincenti, come era però anche l’iniziale proposta della Buona Scuola – a rivoluzionare finalmente la scuola italiana?  

Promettere la risoluzione di così tanti problemi è rischioso per Bussetti e per l’intero nuovo governo. Sono decenni che il sistema scolastico è in crisi: gli studenti hanno perso fiducia nell’Istruzione pubblica, nello Stato e nella politica, poiché la classe dirigente ha dimostrato di non avere più interesse a garantire un futuro a questa generazione, alle passate e alle prossime.

Da anni il MIUR non è riuscito a soddisfare le prime esigenze dello studente: dalla sbagliata riforma della “Buona Scuola” all’inutile “Alternanza Scuola – Lavoro”, dall’edilizia quasi sempre abbandonata e fatiscente ai tagli dei fondi destinati alla pubblica istruzione.

Sarà dunque il professore di educazione fisica a risollevare le sorti dell’intero sistema scolastico italiano?