Saverio Tommasi sotto la doccia

Saverio Tommasi sotto la doccia

I social sono il luogo virtuale del libero pensiero e della liberissima parola. La parola, spesso, arriva prima del pensiero con conseguenze esilaranti, ma il fascino di Twitter e di Facebook sta anche in questo: una finestra infinita e sempre aperta sul mondo e sulla cretineria dei suoi abitanti.

I cretini ci sono sempre stati. Mai hanno avuto tanto spazio e tanta risonanza! L’unica regola della nuova comunicazione consiste nel posizionarsi in quel politicamente corretto che non consente di criticare i soliti noti, ai quali si deve rispetto e deferenza come una volta al prete, al medico, al sindaco e alla maestra. 

La deficienza corre sui social come certa depravazione, se è vero che non solo le teenager, ma mature signore sull’orlo della menopausa postano, a ritmi impressionanti, foto a metà tra lo stile di Belen e quello della povera Moira Orfei.

Gli uomini, da parte loro, sotto quelle foto imbarazzanti, fanno piovere like come rugiada a primavera, oppure criticano: panciutissimi signori al nono mese di gestazione, pelate con o senza riporto, nasi apocalittici e bocche bombardate che fanno dell’ironia sulla cellulite di spudorate, ma bellocce signore in micro-bikini!

Ho scoperto da poco Instagram, il Facebook degli analfabeti, dove non si scrive quasi nulla, ma si pubblicano fotografi … tette e posteriori, muscoli ed addominali, non sempre bellissimi! 

Alcune signore, postata la foto del loro didietro, dei loro genitali appena velati o delle loro mammelle, vantano i like persino dei propri mariti, trasformati, per l’occasione in guardoni tra i guardoni.

Tra i tanti commenti e i tanti apprezzamenti, anche quello dei consorti, che evidentemente trovano eccezionalmente divertente condividere la propria moglie… se solo in effige non so dire, considerato che in Italia i locali per scambisti stanno moltiplicandosi come funghi a settembre.

Che meraviglia guardare mentre un’altra si gode il tuo innamorato o uno sconosciuto fa faville con tua moglie! I tempi della lupara sotto il letto e delle scenate di gelosia sono tramontati.

Senza esagerare, ma ho sempre pensato che una sberla al tuo lui che allunga l’occhio sul decolletè di un’altra sia liberatoria ed educativa, oltre che sana e naturale.

Se invece oggi hai un innamorato e ti dispiace trovarlo a letto in compagnia di un’altra lei (o di un lui) sei una retrograda; se non posti un like dedicato alle chiappe della tua “morosa” che le mette a disposizione (solo virtuale?) dei suoi fan, sei un disturbato mentale.

A proposito di disturbati mentali, scovo un post recentissimo di tale Saverio Tommasi, attore e blogger italiano iper-immigrazionista, ultra-compagno, pro-gay e provocatore compulsivo tanto da non riuscire a fermarsi nemmeno quando è in gioco la sua stessa dignità.

E così giorni fa il signor Saverio scrive che è sotto la doccia con la figlia di 5 anni: la bambina sta per scivolare e per non farlo si aggrappa al suo pene. Lui urla. Le dice che gli fa male. Entrambi ridono.

Non voglio dire che il Tommasi sia un pedofilo o che abbia in mente di coinvolgere la figlia in strani giochi. Solitamente chi lo fa non si palesa. Mi chiedo, però, perché un padre debba fare la doccia nudo con la figlia di cinque anni che verosimilmente gli arriva ai genitali e perché sente il bisogno di postare un episodio tanto squallido.

Come mai si diverte e non prova il minimo imbarazzo a farsi toccare il pene dalla bambina?

È strano che i servizi sociali che tolgono i figli agli italiani poveri o a quelli che non hanno la casa abbastanza pulita (sic) non indaghino sul compagno Saverio e sull’educazione alquanto bizzarra che impartisce alla figlia, che certo non dovrebbe avere l’opportunità di toccare i genitali di chi le ha dato la vita. 

Se l’episodio da lui raccontato è vero, sarebbe necessario un loro intervento. Se è l’ennesima provocazione, intervenga la polizia postale…

In silenzio, però, non si può rimanere.