Laicismo evangelico?

Laicismo evangelico?

Sull’edizione online del Corriere della Sera dello scorso 6 luglio, Massimo Nava – con un articolo contraddittorio e melenso – ci informa che la Francia di Emmanuel Macron ha compiuto una scelta, in tema di immigrazione, presentata come altamente etica.

In nome del principio di Fraternité, infatti, la Corte Costituzionale francese ha stabilito che chi soccorre e aiuta i clandestini che tentano di entrare in territorio francese, non commette alcun “délit” di solidarietà, a meno che non lo faccia con “scopi speculativi” (quale tipo di speculazione?) o da “trafficanti di esseri umani”.

D’ora in poi – nella Francia “illuminata” e guidata dal giovane presidente plasmato nei laboratori del potere mondialista – coloro i quali si occupano a vari livelli di mitigare le sofferenze del mondo (queste le parole di Nava), ossia ONG e soci, non dovranno più temere alcuna forma di repressione da parte dello Stato.  

Il principio in nome del quale è stata stabilita la non punibilità di chi, di fatto, favorisce l’ingresso sul territorio nazionale di clandestini, è quello della “Fraternité” di rivoluzionaria memoria: “Liberté, Egalité, Fraternité”, la triade della Rivoluzione Francese datata 1789, quella su cui, per intenderci, si fondano i sistemi politici liberali e progressisti, nonché tutto l’impianto culturale che li sostiene nel nome della modernità laicista.

Fa davvero sorridere il richiamo al Vangelo colto da Massimo Nava nel provvedimento della Corte Costituzionale francese: “È in fondo un messaggio evangelico quello che arriva dalla Francia laica ed è un valore universale che viene ancora una volta riaffermato nella patria dei diritti dell’uomo. «Fraternité» è parola della Rivoluzione, scritta nella Costituzione, immanente sulle facciate di istituzioni ed edifici pubblici.”

Dunque sarebbe un richiamo evangelico quello che arriva dalla “Francia laica” (meglio sarebbe dire laicista, ovvero indifferente quando non apertamente ostile alla religione), quella Francia che, proprio in nome della succitata triade sovversiva di matrice massonica (la Fraternité rivoluzionaria, infatti, non ha nulla a che vedere con la fraternità evangelica, fondata sulla paternità di Dio e sul sangue di Gesù Cristo Redentore), ha cercato in ogni modo di escludere il Vangelo e il cristianesimo dalla vita pubblica.

Occorre ricordare che la Fraternité – così come le sue sorelle Liberté e Egalité – è fondata sul rifiuto del Dio rivelato nel Vangelo, al posto del quale occorre adorare l’Uomo astratto dell’utopia rivoluzionaria, quello, per intenderci, fabbricato nelle logge dove regna la gnosi massonica, quella che pretende di modellare l’Uomo Nuovo non più ad immagine e somiglianza di Dio, bensì di colui che è mentitore e omicida per antonomasia.