Matte mestruate

Matte mestruate

Scaviamo la terra per nascondere milioni di tonnellate di pattume, abbiamo coperto gli oceani di plastica, mangiamo pane e catrame e, non bastasse, le scie chimiche ci fanno l’aerosol.

Che tutto questo minasse la nostra salute fisica è risaputo; che procurasse anche problemi psichiatrici lo sospettavo. Ne ho avuto conferma quando sono venuta a sapere della nuova frontiera del femminismo americano.

Le signore con targa USA, col nobile intento di combattere le superstizioni e la “vergogna” con le quali in molte culture è ancora considerato il ciclo femminile, hanno escogitato una protesta che, in quanto ad eleganza, viene subito dopo le performance artistiche della sindaca di Barcellona, consistenti nell’urinare per strada come un vacca indiana. 

La lotta delle dure e pure statunitensi riguarda il free bleeding, cioè il far fluire liberamente il sangue mestruale senza indossare gli assorbenti.

Il concetto, nella sua semplicità, è senza dubbio figlio delle scie chimiche o dell’intossicazione da plastica: dato che il sangue mestruale è “naturale” (come la pipì della sindaca!), nulla c’è di male nel mostrarlo.

Via libera dunque ad artistiche macchie (free stains!) sui pantaloni, via alle foto degli slip insanguinati e a quelle che ritraggono l’insegnante di pilates mentre, opportunamente sporca di mestruo, ammaestra i suoi allievi, e via ai selfie di cosce e pavimenti imbrattati nemmeno fossimo al mattatoio!

Faccio notare che anche defecare è naturale e, in certe sfortunate occasioni, pure dar di stomaco.

Forse non sono abbastanza intossicata dall’inquinamento, forse da italiana mangio meglio delle mie congeneri statunitensi e della urinatrice di Barcellona, però non ho mai creduto che quegli atti naturali fossero tanto entusiasmanti da dover essere espletati in pubblico.

Insomma… la “merda d’artista” di Piero Manzoni non mi ha mai convinta e dei due Manzoni ho sempre preferito l’altro!

 Mi ha insegnato la mamma che i panni sporchi si lavano in casa, non che le mutande insanguinate si postano su Facebook.

Adesso la mamma è invecchiata e al suo posto parla la femminista, la quale pontifica: il tampone è un oggetto maschilista e gli assorbenti sono costosissimi strumenti di oppressione. Nulla si sa delle mutande, sulle quali nessun cenno dalle militanti americane è finora giunto.

Al momento non so dire altro né oso immaginare come andrà a finire e se ancora sentiremo parlare del free bleedingSpero solo che Dio ci aiuti e che mai a nessuno venga in mente di far la guerra alla carta igienica… il free defecating proprio no!